Venezia 72: Leyla Bouzid e Celia Rowlson-Hall arrivano al Lido

Cinema La Biennale di Venezia

Arriva a Venezia, oggi sabato 5 settembre, con un nome importante sulle spalle (è figlia del grande regista Nouri Bouzid) e un radioso avvenire davanti a sé: è la regista Leyla Bouzid con “A peine j’ouvre les yeux” (ore 17, Sala Perla) che si candida tra le migliori sorprese dell’anno e il suo racconto del clima in cui fiorirono le primavere arabe, offre spunti preziosi per capire la complessa identità dei paesi che si affacciano oggi sull’altra sponda del Mediterraneo.  Per l’opinione pubblica la Tunisia di oggi è un paese coraggioso minacciato dalla furia cieca del fondamentalismo, ma appena ieri era una dittatura tanto invisibile quanto oppressiva: a questa, con coscienza civile che cresce giorno dopo giorno, si ribella la giovanissima Farah, voce solista di una band musicale che accoppia le sonorità tradizionali con la carica eversiva del rap. Siamo nella primavera del 2010, a pochi mesi dalla rivoluzione, e tutto sembra poter cambiare da un momento all’altro.

“Non capita spesso che un’autrice così giovane – dice Giorgio Gosetti, delegato generale delle Giornate degli Autori – lavori sul tema della memoria e ci inviti a riflettere sull’oggi trovandone le radici nell’appena ieri. L’emozione, la carica vitale, la professionalità di questa produzione indipendente ci hanno conquistato fin dalle prime immagini e spero proprio che accada così alla 72. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, il primo e importante palcoscenico di questo spettacolare talento”.

Se il mediterraneo si esprime a ritmo di rap, il mondo poetico dell’americana Celia Rowlson-Hall conduce invece nei territori della danza e delle performing arts. Le Giornate degli Autori grazie alla collaborazione con il Tribeca Film Festival – che ha tenuto a battesimo il work in progress del film – portano al Lido Ma, l’esordio alla regia della star newyorchese ed evento speciale delle Giornate in prima mondiale (ore 22.30, Sala Perla 2). La collaborazione con il TFF prevede un film della selezione di ciascun festival al posto d’onore nel programma dell’altro. La “grande mela” e la città lagunare sono così gemellate ogni anno nel segno della creatività e del cinema di ricerca.

Ma la quarta giornata di festival è anche quella dei grandi ospiti, con una visita a sorpresa alle Giornate degli Autori per due star della scena australiana: il regista teatrale Simon Stone e la protagonista del suo “The Daughter” Miranda Otto – nota al grande pubblico soprattutto per l’interpretazione della bella principessa di Rohan Éowyn nella trilogia de Il Signore degli Anelli – al Lido già da oggi per incontrare la stampa prima di volare in Canada al Festival di  Toronto. “The Daughter”, film di chiusura dei Venice Days 2015, sabato 12 (ore 14, Sala Perla), racconta il ritorno a casa di Christian, per assistere al matrimonio di suo padre con la giovane Anna. Durante la permanenza, Christian ritrova il suo amico d’infanzia, Oliver. Questo incontro gli farà scoprire un segreto che avrà effetti dilanianti sulla sua famiglia e quella dell’amico. “‘The Daughter’ è un film sulla memoria senza flashback – spiega il regista – in un complesso contesto fatto di recriminazioni. Questo è un film su persone che cercano di essere buone, amorevoli e che falliscono, vittime della debolezza e della lotta per la sopravvivenza”. Il regista Simon Stone e l’attrice Miranda Otto sfileranno sul red carpet che precederà la proiezione delle ore 22.15.

Tra gli eventi collaterali della giornata l’incontro “Bangland, la costruzione di un talento” (ore 12.30, Villa degli Autori), Lorenzo Berghella regista e disegnatore del film di animazione Bangland spiegherà lo sviluppo del film dai primi disegni che andavano a comporre una storia a fumetti su carta. L’incontro vuole raccontare come si è arrivati a questo risultato, anche e soprattutto grazie all’attività di formazione di IFA, una piccola scuola di cinema di Pescara, guidata da Alessandro e Cristiano Di Felice, a cui per il concepimento e la realizzazione del film si è affiancato un altro progetto formativo ambizioso schierato alla ricerca di nuovi talenti, che è il Laboratorio del Collettivo Mina.

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