One Piece: Pirate Warriors 3 – Recensione

Recensioni Videogiochi 1.0 Videogiochi

Un tesoro leggendario, un ragazzino che sogna di diventare il re dei pirati e una serie di personaggi stravaganti. Tutto quello elencato prima racchiude l’infanzia di molti, visto che One Piece ha cresciuto diversi ragazzi, specie per chi è dell’annata ’90 in su. Il padre di quest’opera non è nient’altro che Eiichiro Oda che, da oltre diciotto anni, non fa altro che stupire tutti i lettori di Shonen Jump, continuando tutt’ora a offrire emozioni attraverso il manga e l’anime, e ora anche con il videogioco dedicato a One Piece.

Sviluppatore: Omega Force, Tecmo Koei
Publisher: Namco Bandai Games
Genere: Azione, Musou
Giocatori: 1 – 4
Piattaforme: PS4, PS4, PSVITA e PC.
Localizzazione: Sottotitoli in italiano e doppiaggio in giapponese.

Questo cappello è il mio regalo per te… è il mio cappello preferito, abbine cura.

Partiamo dal presupposto che il titolo vuole attirare a sé sia amanti di One Piece e non, visto che il gioco parte proprio dagli albori. I fan che seguono la serie conoscono bene la storia ma per i neofiti possiamo dire che One Piece inizia con l’apparizione di Shanks, rimasto con la sua ciurma per diverso tempo nel Villaggio di Foosha, il villaggio natale di Rufy. Nonostante l’insistenza di Rufy, Shanks rifiutò di prenderlo nella sua ciurma, ma diventò un suo caro amico. Per salvarlo da Higuma e da un mostro marino perse il braccio sinistro. Il giorno della partenza Rufy gli promise che sarebbe diventato il Re dei pirati, e per questo Shanks gli regalò il suo cappello di paglia, incoraggiandolo a perseguire il suo sogno.

La storia è elaborata attraverso delle cutscene stile fumetto, quasi come se stessimo leggendo un volume del manga, con i personaggi fermi in una azione statica e con tanto di vignetta tipica. Per chi ha giocato Ken’s Rage 2, questo stile di cut-scene statiche non è nuovo, visto che fu usato per tutta la durata della storia del guerriero di Hokuto. La storia riesce a introdurre buona parte dei personaggi, anche se alcuni vengono trascurati, ma giustificato dal fatto che si tratta di un opera immensa, e sarebbe quasi impossibile approfondirli tutti allo stesso modo, richiedendo un lavoro immenso per i ragazzi di Koei Tecmo e Omega Force. La modalità storia, che qui viene chiamata Diario della Leggenda, offre tantissimi capitoli, partendo dal reclutamento della ciurma di Cappello di Paglia fino ad arrivare al Nuovo Mondo, raccontando così gran parte della storia di One Piece. All’interno delle missioni i dialoghi sono gestiti abbastanza bene, e inoltre, è molto interessante il fatto che alcuni avvenimenti vengono raccontati soltanto attivando l’evento tesoro, il quale richiede di fare una determinata azione.

One-piece-pirate-warriors-3-screen1

Un immenso campo di battaglia!

Parlando del lato tecnico, la prima cosa che salta all’occhio è sicuramente l’immenso numero di nemici a schermo, che non porta a cali di framerate drastici o che possano intaccare l’esperienza di gioco rendendola un inferno. I nostri personaggi avranno una asset di combo molto vasto, suddiviso tra attacchi leggeri e attacchi pesenti, che se combinati possono far fuori ondate di nemici in pochissimo tempo. Gli attacchi fisici non sono l’unica nostra opzione, avremo a disposizione anche un attacco chiamato Kizuna, che una volta caricato riuscirà a stendere diversi nemici in poco tempo, utile soprattuto con nemici di grossa stazza. Se gli attacchi speciali vengono sfruttati a dovere, si potranno creare delle combo letali, e facendo un esempio pratico, Rufy insieme a Zoro riescono a stendere diversi nemici con delle combo a onda d’urto. Le boss fight si somigliano parecchio tra loro, ma possiamo confermare che riescono a infondere per bene l’atmosfera dell’anime donando al giocatore un emozione molto simile a quest’ultimo. Ogni fine capitolo riceveremo dei punti esperienze che serviranno per aumentare le statistiche dei nostri personaggi, inoltre ritroviamo le monete, già presenti nei vecchi capitoli, per aumentare i poteri e la forza dei nostri coraggiosi eroi. Possiamo ottenere delle monete extra completando il livello leggenda, una sorta di riquadro che raffigura un personaggio della serie, suddiviso in nove pezzi, ognuno corrispondente a una determinata sfida.

Dal punto di vista tecnico, l’arrivo su console Next Gen fa in modo di offrire degli ambienti immensi e sempre pieni di nemici pronti a metterci i bastoni tra le ruote. Se da un lato abbiamo un ottimo numero di elementi a schermo, dall’altro abbiamo un comparto grafico che fa in parte il suo lavoro, il titolo infatti soffre di diversi Pop-In e di alcune texture non sempre nitide, specialmente per le ombre, che alle volte risultano troppo innaturali.

Per quanto riguarda il comparto audio possiamo dire che a grandi linee l’OST fa il suo lavoro, ma purtroppo come accade a giochi di questo genere, non godono del privilegio della soundtrack originale dell’anime, trattandosi per lo più di brani musicali totalmente nuovi e realizzati appositamente per il gioco. Il doppiaggio è di ottima fattura, con i doppiatori ufficiali dell’anime giapponese, ottima mossa, soprattutto  per la felicità dei fan dell’anime.

One-piece-pirate-warriors-3-screen2

Commento Finale

Se dobbiamo dare un giudizio finale, possiamo dire che questo terzo capitolo di One Piece Pirate Warrios è un buon prodotto, offrendo il più grande assortimento di personaggi mai visto in un gioco dedicato alla serie di Eiichiro Oda. Il titolo, grazie ad una trama ben congegnata, aiuta nella comprensione di quello che è il mondo di One Piece, anche ai neofiti del brand, che magari vorranno continuare a seguire il giovane Cappello di Paglia nei titoli successivi. Nonostante le ottime premesse fatte dal team di sviluppo, One Piece: Pirate Warriors 3 non è esente di difetti, risulta infatti afflitto da alcuni bug che possono intaccare l’esperienza di gioco, un comparto grafico che convince a metà, ed un fastidioso Pop-In, ridicolo per un gioco di questa generazione. Per concludere, il titolo è sicuramente consigliato sia ai fan di One Piece che non, visto la mole di contenuti che porta con sé e le ore di divertimento che ha da offrire.

Federico Molino nasce nel 1996 a Catania, dove iniziò la sua carriera videoludica con la sua prima console, ovvero, il NES. In seguito con l'avvento di PlayStation passò a quella, continuando a crescere con le console del colosso giapponese. Una delle sue tanti passioni è leggere sia romanzi fantasy che manga, ma anche vedere Anime o Film d'animazione strettamente giapponese.

Lascia una Risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi HTML tag e attributi: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

*

Password Persa

Sign Up