Gears of War: Ultimate Edition – Recensione

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Ricordo ancora quel 17 novembre 2006, quando nei negozi uscì il primo Gears of War, titolo che di lì a poco avrebbe dettato nuovi standard nel medium videoludico da noi amato. Ero uno spensierato quindicenne che all’epoca ancora comprava i giochi basandosi sulla bellezza della copertina. Comprai Xbox 360 per Halo 3, non sapendo che dall’annuncio al giorno di uscita ci volesse un anno, così rimasi deluso dal fatto che non avevo giochi da inserire nella mia nuova e fiammante console. Quel Marcus Fenix in copertina mi entrò di prepotenza nel cuore, il nome del gioco mi affascinava, e non so il motivo per cui mi convinsi che avrebbe suscitato tanto clamore in me: doveva essere mio. A volte la magia di un ragazzino nel negozio di videogiochi sotto casa, può aprire nuovi orizzonti. Inutile dire che fu un successo incredibile, perché quel Gears of War aveva portato con sé un’evoluzione mai vista prima. Graficamente era impareggiabile, il gameplay era adrenalina pura, il tutto era condito quasi perfettamente. Nacque una saga, un capostipite, un titolo che ancora oggi è scopiazzato nelle meccaniche da titoli anche di successo. Il 17 novembre 2006 nasceva Gears of War.

Titolo: Gears of War: Ultimate Edition
Sviluppatore: The Coalition e Splash Damage
Distributore: Microsoft Studios
Genere: Action shooter in terza persona
Giocatori: 1+
Localizzazione: Italiano con doppiaggio in italiano.

Asciughiamoci le lacrimucce nostalgiche e parliamo del presente. Gears of War è un prodotto finito? No, ma sicuramente ha avuto un calo nella qualità e di rappresentanza a causa della voglia di Epic Games di cambiare aria: ancora oggi mi chiedo il perché continuare con un prodotto quando si vuole fare altro, ma mi riferisco in linea generale. The Coalition è la nuova Epic Games, o quantomeno, la nuova software house che ospita molti degli ex membri di Epic che hanno lavorato alla trilogia di Gears of War. Gente che ha una gran voglia di andare avanti e portare il titolo ai fasti di un tempo. Gears 4 riuscirà ad entrare nel cuore dei giocatori? Suvvia, è ancora troppo presto per parlarne, eppure una prima mossa di The Coalition può essere l’oggetto di oggi in questione: Gears of War: Ultimate Edition, un remake quasi completo del primo titolo di questa bellissima serie, in uscita su Xbox One e PC.

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Personalmente, preferirei partire con ordine, iniziando a parlare del single player. La trama gira intorno alla squadra Delta il cui scopo è quella di scoprire di più sull’orda di Locuste che hanno devastato Sera. Assumeremo il controllo di Marcus Fenix, soldato semplice, e dell’amico Dominic Santiago (Dom per gli amici). La trama è un agglomerato di azione e adrenalina che si susseguono grazie all’incredibile atmosfera ricreata con il giusto accompagnamento di musiche epiche, che rendono il successo e l’abbattimento dei vermi (Locuste) molto più soddisfacente. In questa edizione Ultimate Edition, a differenza di quella su Xbox 360, ci sono circa 90 minuti di contenuti in più (quelli esclusivi della versione PC), portando la longevità della campagna ad un buon livello di accettabilità. Personalmente ho ammirato molto i paesaggi ricreati e tendenzialmente sono molto lento nei giochi, ma ci ho messo comunque intorno alle 13 ore per completare la storia a difficoltà normale. Inutile dire che a Folle ci impiegherete molto di più.

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Passando ai tecnicismi, forse la parte più interessante del gioco: inizio col dire che la campagna di Gears of War: Ultimate Edition gira a 1080p e 30fps, perché questa conferma di The Coalition è passata un po’ in sordina, visto che si parlava di 1080p e 60fps. Per quanto concerne l’aspetto grafico, gli sviluppatori hanno fatto davvero un buon lavoro: il titolo rispecchia fedelmente le atmosfere cupe e oscure del primo Gears of War, dandone maggiore enfasi grazie ad una maggior cura nei dettagli: l’atto due e l’atto tre sono tra i miei preferiti e l’atmosfera che hanno ricreato è stata sublime. Qualche ritocco alla paletta cromatica, dove forse i fan più sfegatati potrebbero storcere un po’ il naso, ma niente di eclatante: i grigi sono sempre presenti, ma il contrasto è sicuramente più marcato nella nuova edizione, che presenta colori talvolta assenti nel titolo originale. Personalmente li preferisco, danno una maggiore tonalità alle sfumature che il titolo presenta, ma ripeto che il tutto è stato modificato per renderlo più in linea con la trilogia in generale e con la modernità degli shooter in terza persona. I filmati pre-renderizzati sono stati completamente rifatti col motore di gioco pesantemente modificato: ricordiamo che Gears of War: Ultimate Edition gira su un ormai al limite Unreal Engine 3, un motore vecchio di 10 anni, che grazie a questo remake e a Batman: Arkham Knight, riesce ancora a dire la sua, mostrandosi sempre valido e versatile. I 30fps sono stabili per il 90% della campagna, con alcuni pesanti cali nei filmati ma niente che una patch non sistemi. Nel finale del gioco, quando l’azione è maggiormente vivace, si nota qualche sporadico calo ma che non intacca la qualità del gioco. Insomma, il lavoro tecnico fatto da The Coalition è di ottima fattura, quindi mi sento di promuoverlo.

Dopo queste prime battute sul Single Player, è ora che passiamo anche al cuore di Gears of War: il multiplayer. Negli anni passati fu un successo incredibile, tanto da spodestare il grandissimo Halo 2, che rimaneva fisso al primo posto tra i titoli più giocati su Xbox Live. Gears of War: Ultimate Edition riesce a raccogliere lo stesso successo? (senza quell’orribile lag che ha fatto cadere tutti i santi dal calendario). La risposta è: ancora non lo sappiamo, anche se il titolo dovrà dimostrarsi valido perché è diventato un eSports molto importante per Microsoft. Il motivo è semplice: Il colosso di Redmond non ha reso disponibile il matchmaking nel periodo di recensione, quindi l’unico modo per provare la componente multiplayer era una partita privata con colleghi. Con alcuni ho provato “Re della Collina” e “Deathmatch a squadre” e il gioco si è comportato maestosamente. Il multiplayer, per dovere di cronaca, gira a 1080p e 60fps, dove i cali sono stati del tutto assenti. Un articolo post-recensione andrà a coprire la modalità multiplayer per dare maggiori dettagli a chi predilige questo tipo di gioco, e arriverà nelle prossime settimane.

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In conclusione…

Complessivamente l’opera di The Coalition è buona, di ottima fattura. La campagna ha ancora il suo fascino e il lavoro tecnico dietro è davvero superlativo, considerando anche i pochi mesi a disposizione per il team. Al prezzo di € 39,99, oltre al gioco, riceverete Gears of War, Gears of War 2, Gears of War 3 e Gears of War: Judgement gratis da utilizzare grazie alla retrocompatibilità in arrivo a novembre. Inoltre si aggiunge al pacchetto anche la beta multiplayer di Gears 4 in arrivo nella primavera 2016, in esclusiva su Xbox One. Tornando al gioco, graficamente è bello da vedere, i personaggi sempre ben caratterizzati e ora tirati a lucido grazie anche alla risoluzione a 1080p. Il multiplayer, almeno nelle poche partite private effettuate, si è comportato benissimo, migliorando le buone sensazioni della beta uscita dopo la conferenza Microsoft, ma non ci sentiamo di dirvi che sarà perfetto, ecco perché la parte del multiplayer la rimandiamo prossimamente con una recensione a sé stante (ma senza voto) che vi darà una maggiore corrispondenza della modalità in termini più dettagliati.

Personaggio particolare, simpatico e con la curiosità di un gatto. Cresciuto a pane e videogiochi, che ha scoperto nei primi anni di età, si è poi appassionato alla scrittura, alla filosofia e al cinema. Fedele al movimento multipiattaforma, che prima o poi metterà la parola fine alla console war.

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