Fable Legends – Anteprima

Videogiochi

Ricordo ancora quando fu annunciato Fable Legends. Era la GamesCom del 2013 e fu mostrato un trailer molto fiabesco che richiamava le atmosfere della saga. Tutti eravamo in trepidazione, il desiderio di leggere Fable IV era troppo grande, ma non fu così. Fable Legends era il suo nome e già dalla presentazione si capiva che c’era qualcosa di strano, di diverso. Che fine aveva fatto il mondo semi-aperto di Albion con Bowerstone, Brightwood, Millfields, Rookdrige e i tanti altri posti magnifici che hanno caratterizzato la saga? Fable Legends è una svolta, un passo avanti – coraggioso -, un’idea che non tutti hanno apprezzato inizialmente, eppure, ad oggi attira sempre di più l’attenzione dei giocatori. Lionhead Studios ha annunciato che il gioco sarà free-to-play e che verrà aggiornato e supportato nel corso degli anni, quindi aspettiamoci diverse season, le stesse che stanno percorrendo tanti nuovi giochi – alcuni molto validi – e che stanno portando l’intrattenimento videoludico verso nuovi orizzonti.

Non allarmatevi però, Lionhead Studios ha confermato che tutto ciò che sarà presente nel gioco sarà sbloccabile attraverso la moneta del gioco e con il raggiungimento di obiettivi, quindi non si tratta di pay-to-win. Non voglio stare qui a parlare del modello free-to-play e dei bonus e/o malus che porta con sé (scriverò un articolo di dovere sull’argomento, promesso), ma voglio parlarvi di Fable Legends, a cui partecipo alla Closed Beta da circa 7-8 mesi e di cui sono particolarmente soddisfatto.

Al momento i dettagli del gioco scarseggiano, anche se è in procinto di arrivare entro il 2015. Non sappiamo che mondo sarà, quanto sarà aperto e quante cose si potranno fare anche in single player. So per certo che il titolo porta una struttura con HUB di gioco risalente in una piazza di mercato (ricorda molto Bowerstone), dove i giocatori potranno personalizzare i propri eroi, sia esteticamente che potenzialmente e potranno partecipare alle quest di gioco. I quattro amici eroi devono contrastare il Villain che predispone il campo di battaglia delle varie quest con i suoi mostri, che sia un Fauno, un Troll o altri gnomi maligni. Un gioco sulla cooperazione PvE, ma anche uno strategico con visuale isometrica, che così messi insieme può risultare un’accoppiata “strana”, ma che in termini pratici sa essere davvero un’idea non di poco conto. Ogni quest avrà una sua struttura personale con ambientazione e atmosfera diversa, mettendo i quattro eroi contro il Villain di turno.

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Gli eroi sono tutti diversi tra loro con particolari abilità: non si tratta di classi come assalto o simili, ma bensì di una struttura molto più vicina ai MOBA moderni, con abilità diverse tra loro che possono essere utili in battaglia se usate a dovere. Ognuno di loro ne avrà tre differenti che potranno cambiare il corso della partita: una pioggia di mele di fuoco, una tempesta di ghiaccio, una barriera protettiva o il semplice uso di dardi esplosivi saranno solo alcune che userete. Non vi mancherà la varietà, poco ma sicuro. Nel gioco sono presenti i classici eroi che prediligono l’attacco dalla distanza o quelli che adoperano l’attacco “melee”, ma ciò non toglie che ognuno di loro è strutturato in maniera completamente diversa: Sterling (da me chiamato “il Principe Azzurro”) predilige attacchi eleganti e veloci, con delle skill che una volta ottenute, possono essere sfruttate per un attacco speciale che toglie il triplo o più del danno. Ahimè non può difendersi, anche se la sua schivata è molto veloce, a differenza di Inga, una condottiera potente e armata di scudo: sognatevi la velocità di Sterling, perché di lei si apprezza l’irresistibile robustezza in accoppiata alla difesa con scudo, che prende il posto della schivata. In una battaglia con un Troll gigante, i miei amici erano tutti caduti in battaglia e io ero da solo davanti al bestione con Inga e pochissima vita. Ho perso, ma ho lottato fino alla fine grazie allo scudo che mi difendeva, mentre se avessi usato Sterling, sarebbe stato decisamente molto più difficile sconfiggerlo da solo. C’è poi Rook, che predilige gli attacchi dalla distanza grazie alla sua balestra semi-automatica, o la meravigliosa Glory, una maga che usa mele rosse e mele verdi per attaccare i nemici. Molti dei personaggi come Malice, Evienne, Shroud, Verse sono al momento messi da parte, ma molto probabilmente saranno presenti al lancio definitivo del gioco. Insomma la scelta non vi manca e gli sviluppatori hanno detto che nel corso degli anni conosceremo tantissimi nuovi eroi.

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Il Villain, come detto di cui sopra, ha proprio l’aspetto di un altro gioco: visuale isometrica dall’alto e truppe da schierare nelle varie zone di respawn per contrastare gli eroi durante la propria avventura. A vostra disposizione avrete i comandi di mostri temibili come Troll, Fauno, Alberi magici giganteschi, arcieri o combattenti nemici che in accoppiata a trappole ben congeniate, danno vita ad un sistema complesso non proprio facile da gestire, a meno che non siate già giocatori di strutture strategiche simili. Anche i mostri che comanderete avranno particolari abilità: il Troll per esempio può eseguire un attacco veloce, che grazie alla sua stazza, vi colpisce d’inerzia scaraventandovi lontano, ma può anche sputare dell’acido velenoso in uno spazio d’area. Ancora, alcuni gnomi arcieri possono fare da mortaio, è questo risulta essere molto utile quando gli eroi sono in fin di vita o troppo occupati a combattere altro. Le truppe d’assalto sono strategicamente molto importanti, in quanto sono numerose e volte a distrarre i nemici dall’assalto a distanza o di altri mostri giganteschi. L’adrenalina che vi regala il cattivone non è facilmente equiparabile a quella degli eroi, perché sarete da soli contro altri quattro cervelli umani che saranno – ovviamente – più dedicati alla cooperazione. Batterli sarà soddisfacente, forse troppo.

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Il gioco è presente in beta chiusa su Xbox One e Windows 10, quest’ultimo sembra essere particolarmente richiesto, quindi vi consiglio di fare richiesta in caso aveste un PC potente alla mano che supporti le DirectX 12. Il cross-play tra Windows 10 e Xbox One funziona in modo superlativo, non ve ne accorgerete nemmeno. Inoltre c’è da dire che la parte del cattivone sul PC può essere meglio gestita grazie al supporto di mouse e tastiera. Sul comparto tecnico c’è lavoro da fare: graficamente il gioco sfrutta l’Unreal Engine 4 molto bene; spesso vi ritroverete ad ammirare la bellezza delle atmosfere e dei paesaggi intorno, cosparsi di verde e fasci di luce, ma non sono assenti pop-in di texture e altri problemini grafici. Il frame rate, almeno su Xbox One è ancora leggermente ballerino e non ancorato ai 30fps. Non ci sono specifiche di riferimento, non sappiamo ancora il target degli sviluppatori, in quanto il gioco è ancora nel pieno sviluppo. Durante le mie giocate, negli ultimi mesi, l’ho visto oscillare dai 30 ai 50fps su Xbox One, mentre ora è molto più vicino ai 30, nonostante sia graficamente e contenutisticamente migliorato palesemente.

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Certo che con le DirectX 12 Xbox One potrà beneficiare di un miglioramento tecnico grazie ai chip di scarico e di altre feature (di cui non mi compete particolarmente), quindi bisognerà aspettare il prodotto finale per tirare le conclusioni, anche se gli sviluppatori potranno migliorarlo nel tempo, un po’ com’è stato fatto per Killer Instinct. A tal punto, posso affermare che la strada presa da Lionhead Studios sia coraggiosa e ben gestita: Fable Legends è oggi un gioco divertente, cooperativo e allegro, che il modello free-to-play (non pay-to-win) può essere provato e sicuramente apprezzato da una larga scala di utenti.

Personaggio particolare, simpatico e con la curiosità di un gatto. Cresciuto a pane e videogiochi, che ha scoperto nei primi anni di età, si è poi appassionato alla scrittura, alla filosofia e al cinema. Fedele al movimento multipiattaforma, che prima o poi metterà la parola fine alla console war.

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