King’s Quest Chapter 1: A Knight to Remember – Recensione

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C’è stato un tempo, nel quale le avventure grafiche erano i giochi per eccellenza tra i PC gamers. Telltale Games negli ultimi anni ha riportato il gioco d’avventura di nuovo in auge concentrandosi su una delle aziende famosa per questo stile di gioco, la LucasArts, facendo rivivere franchise classici come Sam & Max e Monkey Island per poi passare a fare giochi basati su titoli e serie famose, da The Walking Dead a Borderlands.

Ma c’era un altra importante software house nel periodo d’oro dei giochi d’avventura: la Sierra. I suoi giochi si potrebbero identificare abbastanza facilmente, dal momento che tutti avevano la parola Quest nel titolo! Nel 2008 Sierra passa sotto Activision, e dopo svariati anni dal suo debutto, King’s Quest fa il suo ritorno, noi abbiamo giocato il primo episodio, A Knight to Remember, e questo è quello che ne pensiamo.

Sviluppatore: The Odd Gentlemen
Publisher: Activision
Genere: Azione-avventura
Giocatori: 1
Piattaforme: PC, Xbox One, PS4, Xbox 360, Ps3
Localizzazione: completamente in inglese

Si ritorna a Daventry

Anche se siamo davanti ad una nuova serie, questo King’s Quest ha molto dei suoi antenati. In questo primo capitolo vestirete i panni di un cavaliere di nome Graham che è alla ricerca di uno specchio magico, uno di una serie di tesori che, se trovato, gli permetteranno di diventare Re. Se avete giocato al primo King’s Quest, questo vi risulterà molto familiare.

Il gioco entra subito nella storia, dopo una manciata di azioni, necessarie perché la trama cominci e si sviluppi, vi troverete subito davanti ad un flashback. Infatti in questo primo capitolo, ed anche nell’intera serie, vedrete l’anziano Re Graham raccontare le sue avventure alla nipotina Gwendolyn.

È interessante notare come il racconto, seppur lineare, si suddivida in due storie diverse, la prima su come il giovane Graham sia riuscito a rubare lo specchio nella tana del drago e successivamente si torni indietro per raccontare come avrebbe partecipato al torneo per diventare cavaliere. Ed è proprio qui che il controllo passa al giocatore e comincia il viaggio.

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Prendiamo il controllo

Se siete abituati alle meccaniche dei giochi d’avventura Telltale, scordatevele, mentre quest’ultimi si rifanno ai classici giochi d’avventura punta e clicca (anche su console), in King’s Quest gli sviluppatori eliminano questo tipo di meccanica, e vi ritroverete a muove Graham, come si farebbe in qualsiasi altro gioco, tramite levetta analogica sinistra, se si sta giocando su una console.

Quando arriverete abbastanza vicino ad un oggetto o una persona con la quale interagire, si vedrà un’icona, su console lo stesso tasto esegue tutte le azioni, indipendentemente dal tipo d’azione. Un problema nel caso si abbiamo due elementi ravvicinati con cui interagire, poiché sarà difficile dire quale elemento Graham dovrà prendere quando si preme il pulsante, l’icona non specifica quale azione si sta per fare, basta semplicemente che l’azione abbia luogo.

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Un’avventura Puzzling

Se c’è una cosa che si era persa negli ultimi giochi d’avventura Telltale è il classico rompicapo. Infatti i giochi d’avventura avevano una struttura del tipo, trova un oggetto, prova ad utilizzarlo con quel puzzle, non funziona, cercane un’altro, combina gli oggetti e così via… Qui ritroviamo esattamente questa componente.

A Knight to Remember, in un primo momento, sembra essere abbastanza lineare, e gli appassionati dei titoli classici Sierra si sentiranno come a casa. Anche se i puzzle non saranno mai abbastanza difficili come nei vecchi titoli, ci saranno quei momenti in cui non sarete sicuri di cosa fare, o, ancora più frustrante, quando saprete esattamente cosa fare, ma non avete idea di come farlo. Il gioco è più permissivo tuttavia, ci saranno diversi modi per risolvere alcuni puzzle in modo da non rimanere bloccati per troppo tempo.

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Un cast ben riuscito

Il doppiaggio in King’s Quest è ottimo, con un numero di voci famosissime tra le quali quelle di Tom Kenny, Wallace Shawn e Zelda William, per arrivare a Christopher Lloyd ( Doc Brown, in Ritorno al Futuro) nei panni di Re Graham. Peccato che il gioco sia localizzato solamente in inglese, così come già avvenuto per le avventure di Telltale.

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Commento finale

Se avete bisogno di un’altra serie episodica per tenervi occupati tra una release e l’altra, con King’s Quest non si può sbagliare. Il prezzo di 39,99 euro per la Complete Collection è un po’ alto rispetto ad altre serie di giochi, ma forse con maggiori contenuti, ben 5 capitoli più un epilogo aggiuntivo in esclusiva. In definitiva una buona reinterpretazione della serie targata Sierra, divertente e con un cast ben caratterizzato, peccato per la mancanza della localizzazione in italiano.

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