Etrian Odyssey 2 Untold: The Fafnir Knight – Recensione

Recensioni Videogiochi 1.0 Videogiochi

Il mio intempestivo esilio nella ridente (bugia) terra del Canada, dove nessuno sa di niente e dove tutti sono gentili e cortesi, ma sotto sotto muoiono un pochino dentro, ha portato ad una rivoluzione del mio essere gamer e, non potendo portare con me, in ordire di grandezza, il salotto, lo studio e la camera da letto di casa mia, sono stato costretto ad operare una scelta circa i dispositivi che mi avrebbero accompagnato nella traversata.

Dopo attenta e sofferta considerazione, ho deciso che se avessi dovuto portare qualcosa per trascorrere il tempo libero a mia disposizione, la scelta sarebbe dovuta ricadere, senza dubbio, su una delle console handheld in mio possesso. Senza ulteriori indugi, che avrebbero solamente reso più doloroso il momento del distacco con tutto quello che è rimasto attaccato alla linea elettrica in Italia, ho preso ed infilato nella valigia di cartone il mio fidato Nintendo 3DS e la mia libreria portatile di titoli indie che sarebbe la PS VITA (GG Sony GG).

Neanche a dirlo, sapevo già che ad attendermi in Canada ci sarebbero state le meraviglie del mercato nordamericano (che tradotto per chi non mi conosce sta per “finalmente posso mettere le mani sulla roba figa della Atlus mesi prima dell’uscita europea”) e, proprio con la chiara intenzione di sfruttare al massimo la mia attuale posizione geografica, ho comprato un bel New Nintendo 3DS nordamericano che, a conti fatti, è il miglior regalo che potessi ricevere per San Valentino.

Grazie, Nicola!

Prego!

Sigla!

https://www.youtube.com/watch?v=dEnHsWXLJJo

Titolo: Etrian Odyssey 2 Untold: The Fafnir Knight
Sviluppatore: Atlus
Publisher: Atlus USA
Genere: Dungeon Crawler – JRPG
Numero giocatori: Single player
Localizzazione: Testi e Parlato in Inglese

Franchise, Crossover e Gaiden

Se c’è una cosa che Atlus ha tenuto a dimostrare, soprattutto nell’ultimo anno, è che una volta trovata e collaudata una formula vincente questa può essere estesa, migliorata ed applicata a svariati altri titoli non necessariamente appartenenti al franchise originario. Prendendo ad esempio proprio Etrian Odyssey, è innegabile come la sua semplice struttura da dungeon crawler possa essere applicata anche a quei titoli che apparentemente,  hanno poco o niente in comune con esso. Sto parlando dell’ottimo, seppur lento, Persona Q: Shadow of the Labyrinth e del molto meno splendido, seppur non proprio da buttarsi, Etrian Odyssey Mystery Dungeon: in uscita, se non sbaglio, l’11 di Settembre in Italia.

Benché io stesso abbia apprezzato moltissimo il risultato dell’amalgama tra i personaggi provenienti da Persona 3 e 4 e la progressione “a strata” propria del franchise Etrian Odyssey, ammetto d’aver patito la mancanza di un esponente proprio della serie regolare che dopo Legends of the Titan (quarto capitolo ed ultimo a proporre solamente la modalità classica dei dungeon crawler di casa Atlus)  sta venendo sostituita dal suo stesso gaiden; vale a dire dalla serie Untold.

Questa, pur mantenendo la struttura classica dei titoli Etrian Odyssey (riproponendola per altro inalterata come seconda modalità di gioco), integra in maniera quasi del tutto indolore una massiccia componente narrativa che, nei primi quattro titoli della serie, rimaneva relegata in secondo piano.

Gli Eroi di High Lagaard

Più di un semplice remake, Etrian Odyssey 2 Untold: The Fafnir Knight ripercorre le vicende narrate nell’originale Etrian Odyssey 2: Heroes of Lagaard (Nintendo DSi 2008, Lancarse/Atlus), ma così come è stato per The Millennium Girl, i ragazzi di Atlus hanno alterato alcune componenti del titolo originale quel tanto che basta per proporre una versione inedita  degli eventi narrati ai tempi sul mai troppo rimpianto DSi (si legge region free).

Ancora una volta, Atlus affianca alla modalità classica uno Story Mode che mette in mano al giocatore le sorti di un quintetto di eroi impegnati nell’esplorazione del labirinto di turno con la missione di scortare la giovane principessa di Caledonia attraverso le misteriose rovine del Ginnungagap, allo scopo di completare un rituale secolare. Dopo un’introduzione che cerca di collegare The Fafnir Knight a The Millennium Girl sia a livello temporale che spaziale, ed una sorta di brevissimo tutorial che ripercorre le meccaniche di base del titolo, la vicenda entra subito nel vivo con i cinque membri del party pronti a dare l’assalto alle desolate rovine.

Una volta arrivati ad High Lagaard il giocatore assisterà ad una specie di tour della città, volto ad esplorarne i luoghi più importanti e, di conseguenza, le loro funzioni principali; avremo dunque il Sitoth Trading, dove sarà possibile acquistare equipaggiamenti sempre migliori; il Flaus Inn, dove far riposare i nostri eroi e gestire il salvataggio dei dati; il Café, dove poter cucinare ed ordinare le pietanze più disparate (che avranno la funzione di potenziamenti durante le fasi di esplorazione) e gestire direttamente le operazioni di espansione della città; lo Stickelback Bar, sempre pronto ad offrire nuove missioni secondarie; il Duke’s Palace, che rilascia ad intervalli regolari le missioni principali, che permettono alla trama di avanzare ed, infine, la cosidetta Explorers Guild più importante nella modalità classica perché permette di riarrangiare  la formazione e la composizione dl party in base alle esigenze o alle preferenze del giocatore.

Etrian-Odyssey-II-Untold-The-Knight-of-Fafnir-banner-scheda1

La Bella, la Bestia, il Survivalist, il Protector ed il War Magus

Il cast di personaggi che compongono il party attivo dello Story Mode di Etrian Odyssey 2 Untold: The Fafnir Knight merita un discorso a sé, non tanto per la caratterizzazione (che pur non essendo eccezionale, riesce comunque a presentare un gruppetto piuttosto variegato e vivace), quanto per la scelta deliberata da parte dei ragazzi di Atlus di discostarsi nettamente dalla formazione classica presente, per esempio, in The Millennium Girl. Ma andiamo con ordine.

I cinque avventurieri che dovranno addentrarsi nei meandri dell’Yggdrasil Labyrinth sono il protagonista principale (senza nome, come vuole la tradizione dei titoli Atlus) ed il suo amico di vecchia data Flavio, il cui compito è quello di scortare la giovane e svagatissima Arianna, principessa di Caledonia, attraverso il Ginnungagap. Durante il loro peregrinare, inoltre, faranno la conoscenza degli ultimi due membri del party: Bertrand (da qui in avanti Trand) e la taciturna Chloe.

Come dicevo poc’anzi, i ragazzi di Atlus hanno deliberatamente optato per un party di eroi non proprio classico; sin dalle fasi iniziali della vicenda, infatti, il giocatore si ritroverà a dover gestire gli attacchi magici elementali attraverso il protagonista principale che, appartenendo alla classe del Fafnir Knight (una sorta di mescola tra il classicissimo Landsknetch e l’Highlander introdotto in EOU1, ma capace di trasformarsi in una sorta di furia guerriera) sembra cavarsela meglio con gli attacchi fisici piuttosto che con quelli magici, mentre gli altri due personaggi capaci di utilizzare la magia; vale a dire Arianna (Sovereign) e la piccola Chloe (War Magus) sfoggiano un repertorio di abilità atto prevalentemente a potenziare i parametri del party, la prima, e subissare di condizioni gli avversari, la seconda. Inutile dire che, imparare a gestire ed armonizzare le abilità di un party tanto esotico e sui generis diventa di fondamentale importanza se si vuole proseguire nel gioco senza dover leggere la scritta Game Over un centinaio di volte. Tuttavia, una volta padroneggiati i vari effetti delle abilità, come abbinarli nell’arco dello stesso turno ed i tempi di attacco, la soddisfazione che deriva dal riuscire a sconfiggere anche il boss più ostico sarà più che palpabile.

screen_EtrianOdyssey2Untold-01

Un discorso a parte va fatto in riferimento alle dinamiche di gruppo tra i membri del quintetto sia durante le fasi di esplorazione, di battaglia sia nel corso delle cut-scenes; rese queste con animazioni single frame sugli art work del character designer Yuji Himukai. Inoltre, Atlus è riuscita ad impreziosire le fasi di esplorazione e di battaglia con rapidi scambi di battute tra i componenti del party che si complimenteranno l’un l’altro in caso di rapida vittoria, si suggeriranno i punti deboli dei vari avversari già incontrati oppure cercheranno di attirare l’attenzione del giocatore nel caso dovessero trovarsi nei pressi di un punto di interesse di qualsiasi natura, all’interno del labirinto.

Il voice acting si attesta su buoni livelli, anche se mi sfugge il senso della scelta dei ragazzi di Atlus di ridurlo praticamente ad una manciata di parole, o a brevissime frasi, riducendo di conseguenza l’impatto drammatico di molte delle cut-scene del gioco. Contrariamente, i lunghi dialoghi in idle, che si attivano automaticamente quando si rimane inattivi per lungo tempo in uno dei locali della città, sono interamente recitati; le gag si sprecano, particolarmente gustosa quella in cui la locandiera scambia Trand per il padre snaturato di Chloe, e benché il tutto contribuisca a rendere al giocatore la sensazione di assistere a piacevoli e rilassate scene di vita quotidiana, sfido chiunque a rimanersene lì fermo a non far nulla con il 3DS in mano per godersi tutti gli sketch che, ricordo, sono diversi per ogni locale presente ad High Lagaard.

download

Il Migliore titolo della Serie (So Far)

Nell’arco di quasi un paio d’anni, Atlus ha deliziato i suoi fan con un ottimo EOIV, un quasi perfetto EOU: The Millennium Girl, il sorprendente PersonaQ: Shadow Of The Labyrinth ed, infine, con l’attuale EOU2:The Fafnir Knight e l’impressione generale è quella di assistere ad un’evoluzione continua e costante, volta a proporre al pubblico sia di veterani e fan della serie, sia ai neofiti, il prossimo “miglior titolo della serie”.  Va da sé, quindi che al momento, in attesa di poter giocare la versione Untold di Etrian Odyssey IIIThe Drowned City, il titolo di migliore esponente della serie spetta di diritto a The Fafnir Knight.

A livello tecnico, Etrian Odyssey 2 Untold, non sbava di una virgola; il comparto grafico risulta ancora migliore del precedente capitolo, sebbene il motore grafico utilizzato sia ancora una volta lo stesso. Gli ambienti risultano dettagliati e ben definiti, e l’effetto stereoscopico dello schermo superiore dell’handeld Nintendo rende alla perfezione la profondità dei vari corridoi ed antri che compongono sia l’Yggdrasil Labyrinth che il Ginnungagap. Gli scontri con i boss, inoltre, sono un vero e proprio tripudio di animazioni. La colonna sonora, ad opera del compositore storico del franchise Yuzo Koshiro (Streets of Rage) e diretta da Shigeo Komori (Shinsekai Yori, K-On!), alterna ai pezzi dal sapore bucolico delle fasi di esplorazione, delle vere e proprie iniezioni di adrenalina a tutta chitarra che riescono a rendere memorabili anche il più insulso degli incontri casuali. Come se da solo, il battle theme di EOU2: The Fafnir Knight, non fosse già abbastanza epico di per sé, sappiate che ne esistono ben tre versioni più una: Blindisided, Preemptive, Standard e Force Boost.

No More Games!

Con EO2U: The Fafnir Knight, Atlus tenta per la seconda volta di rendere appetibile al maggior numero giocatori possibile  un franchise di per sé non proprio nazional popolare. Un livello di difficoltà generale che, anche al livello standard, rimane comunque alto e delle meccaniche di gameplay che richiedono al giocatore di pianificare bene la struttura del proprio party e delle abilità da fare apprendere ai propri personaggi, di certo potranno anche gettare nello sconforto chi si avvicina per la prima volta al franchise, almeno inizialmente, ma il livello di sfida e la curva di apprendimento del titolo Atlus risultano estremamente ben bilanciate. Che siate neofiti di Etrian Odyssey, di Etrian Odyssey Untold  o dei dungeon crawler in generale, vi ritrovereste sorpresi della velocità con cui meccaniche all’apparenza tanto complesse (come le abilità contestuali in dotazione ad alcune classi come il War Magus) possano essere, invece, apprese e padroneggiate. Se, al contrario, siete veterani del franchise, sapete già cosa vi attende. Comunque, questo non significa che The Fafnir Knight non abbia il suo bel carico di novità da mettere sul piatto.

I signori di casa Atlus, infatti, sanno bene che non serve stravolgere una formula ben collaudata per introdurre qualsivoglia novità. Nel caso specifico di EO2U, le novità introdotte hanno il duplice scopo/effetto di colmare il divario sia tra la modalità storia e quella classica, sia tra The Millennium Girl e The Fafnir Knight. Volendo, sarebbe anche possibile considerare il secondo come la naturale evoluzione del primo, in quanto EO2U presenta una versione migliorata di molte delle meccaniche di gameplay proposte nel titolo precedente. 

Tornano, infatti le Grimoire Stones, pietre che, una volta equipaggiate permettono di utilizzare abilità estranee alla classe di appartenenza del personaggio, sopperendo per quanto possibile alla totale mancanza di libertà nella fase di composizione del party, presente nella modalità classica. Ma questa volta, non solo sarà possibile equipaggiarne una in più ogni decimo livello di esperienza raggiunto (fino al cinquantesimo), ma sarà anche possibile sbarazzarsi delle pietre meno utili, scambiandole per esemplari più potenti. A questo, si aggiunge la possibilità di poter modificare la classe di appartenenza, anche dei personaggi dello Story Mode, restituendo tutta quella libertà che derivava dal costruirsi il proprio party in base alle proprie preferenze. Benché, personalmente, abbia trovato la possibilità di utilizzare una simile opzione estremamente interessante, la sua introduzione da parte di Atlus sembra un po’ come un passo indietro dalla forte dichiarazione di intenti che traspare dalla composizione del party iniziale, vale a dire quella di prendere le distanze dal party classico DPS, Tank, Healer, Hexer e Mago.

EO2U_04-21-15

Tornano anche i temutissimi FOEs, una croce per gli esploratori inesperti. Queste creature, le uniche oltre ai boss visibili su mappa, saranno protagoniste di veri e propri puzzle ambientali che dovranno essere risolti per poter proseguire, evitando di doverle affrontare in battaglia. Se è vero, infatti, che in tutti gli titoli del franchise basta capire lo schema di movimento di questo o quell’altro FOE per cercare di aggirarlo nella maniera più indolore possibile, è altresì vero che, The Fafnir Knight presenta un approccio piuttosto differente. Molti degli incontri con i famigerati “mini boss” (che poi tanto mini non sono) saranno risolvibili sfruttando le caratteristiche dell’ambiente circostante, siano esse un pavimento cedevole o il bordo di un pozzo troppo basso e, secondo il sottoscritto, una simile introduzione rappresenta la classica ventata di aria fresca.

Sempre in tema di ritorni, torna anche la barra del Force Boost, e anche questa ha subito modifiche sostanziali. In EOU1, infatti, ricorrere al Force Boost equivaleva ad utilizzare una versione potenziata di una delle abilità a disposizione di uno dei personaggi. Diversamente, la nuova meccanica implementata in EOU2, trasforma sì il Force Boost in un potenziamento temporaneo, ma ne prolunga la durata fino a tre turni, durante i quali ogni personaggio beneficerà di effetti positivi personalizzati. Il Fafnir, ad esempio, si trasformerà in una sorta di demone guerriero, sbloccando per altro tutto un nuovo set di abilità; il Sovereign vedrà la portata dei suoi ordini estendersi a tutto il party, mentre il War Magus, otterrà un prolungamento sulla durata degli effetti delle sue condizioni. Non solo; sarà possibile inoltre, sacrificare la barra del Force Boost, utilizzando il comando Force Break, per eseguire un’abilità speciale che consiste in un attacco devastante, una cura miracolosa o una difesa impenetrabile. Anche qui, i ragazzi di Atlus dimostrano di conoscere il proprio mestiere bilanciando la potenza devastante dei vari Force Break, con la perdita totale della barra Force Boost che non potrà essere riutilizzata fino al successivo ingresso nel labirinto.

x240-gl2

Al di là del suo essere volutamente un titolo di nicchia, Etrian Odyssey 2 Untold: The Fafnir Knight riesce ad avere il raro pregio di proporre una versione rinnovata, evoluta se preferite, di quelle meccaniche di gameplay, che tanto hanno contribuito al successo della sua formula, senza necessariamente stravolgerne la natura.

Caratterizzato da un comparto tecnico che, pur essendo vecchio di tre anni, riesce ancora a sorprendere sia a livello visivo che sonoro; merito di una colonna sonora dinamica, sempre sul pezzo, che riesce ad accompagnare sia le fasi di esplorazione che le fasi di battaglia in maniera egregia, e andrebbe ascoltata con gli auricolari per godere a pieno di tutte le variazioni sul tema, l’ultimo arrivato di casa Atlus è un titolo impegnativo ed estremamente longevo.

Due modalità che si traducono in altrettanti modi di affrontare un’avventura che prosegue ben oltre la soluzione della trama e otto, sì avete letto bene OTTO, slot addizionali per i salvataggi, sono tutti elementi che rendono Etrian Odyssey 2 Untold: The Fafnir Knight, il migliore esponente del franchise di dungeon crawler di casa Atlus, per ora.

Nicola
Nato quando ancora andavano di moda i pantaloni a zampa di elefante, venne introdotto, a soli cinque anni, al mondo dei videogiochi dal padre, fiero possessore in un Mattel Intellivision (esatto la console con le scocche di legno). Tornato dal suo esilio temporaneo in Canada, continua a litigare con i commessi dei negozi di elettronica a causa della sua spasmodica ricerca del gioco di nicchia definitivo: quello che conoscerà ed apprezzerà solamente lui.

1 Commento

  1. Non avevo alcun dubbio sulla qualità del titolo 🙂 Ma possiamo celebrare un pochino anche la Itou (inter)nazionale per questa goduria di opening?

    Rispondi

Lascia una Risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi HTML tag e attributi: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

*

Password Persa

Sign Up