Airscape: The Fall of Gravity – Recensione

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Ormai siamo sempre più abituati a criticare un gioco dai video o dalle immagini. Ipotizziamo di vedere una piccola piovra colorata che deve avanzare i livelli raccogliendo le solite tre stelline per completare i livello. Quanti di voi saranno convinti che si tratta del nuovo giochino mobile traposto su PC, la cui qualità è semplicemente basata su una giocabilità disimpegnata tra un tripla A e l’altro? Effettivamente Airscape: The Fall of Gravity sembra proprio questo, infatti mi chiedevo del motivo per cui non lo stavo recensendo dal mio cellulare. Dopo una decina di livelli, ho capito che il gamer moderno, o comunque l’idea di lavoro che si trova dietro il medium, è per il giocatore medio quanto di più superficiale. Airscape: The Fall of Gravity è un gioco che rientra di prepotenza nelle liste dei giochi impegnativi, a tratti frustranti, che di certo non vi renderanno la vita facile.

Titolo: Airscape: The Fall of Gravity
Sviluppatore: Cross-Product
Distributore: Cross-Product
Genere: Adventure/Platform
Giocatori: 1
Localizzazione: Inglese con testo a schermo

La trama si sviluppa attraverso un incipit leggermente banale: Dumbo Octopus è la piovra arancione che utilizziamo per sguazzare allegramente nel nostro oceano, pieno zeppo di altri animali marini e di ulteriori piovre colorate. A rovinare la tranquillità, è un dubbio attacco robotico che rapisce tutte le piovre presenti e i cefalopodi nostri amici presenti. Il simpatico Dumbo Octopus, quindi, dovrà andare di livello in livello per salvare le creature marine (le tre stelline del livello) e collezionarle per arrivare al livello finale. Superato questo, sblocchiamo un’altra piovra colorata, per un massimo di cinque: arancione, blu, rosso, viola e verde. Ognuno ha delle sue abilità particolari: il blu riesce ad attraversare brevi distanze con un teletrasporto, utile nel superare e/o salvarsi da alcuni pericoli. Il viola riesce a librarsi nell’aere, il rosso usa il doppio salto e il verde rallenta il tempo. Noterete subito che il blu e il verde sono “leggermente” più utili di altri, sbilanciando un po’ la scelta del polpo prima di affrontare un livello. I livelli sono tutti molto ispirati: modelli 2D che variano di ambientazioni e colori ma che nascondono la difficoltà insita all’interno del gioco. Gli sviluppatori avranno sicuramente fatto gioco su questa scelta, perché il titolo affascina e comunque è molto carino da vedere.

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Ciò che però è presente nel gioco ed è il vero nemico del giocatore, è la gravità. Durante tutto il gioco dovrete stare attenti ai salti e alle rincorse che deciderete di effettuare. La piovra, qualunque essa usiate, riuscirà con facilità a saltare da una piattaforma all’altra in quanto sarà opportunamente attratta. Discorso più complicato nel mare, in cui la gravità è quasi del tutto assente e dovrete fare i conti sia con i corridoi limitati che i nemici robot che vi intralceranno il cammino.  La telecamera virtuale può ruotare a 360° in base ai vostri movimenti, creando opportunamente una difficoltà maggiore nel controllo, ma che rende sicuramente il gioco più coerente con la formula intrapresa: Airscape: The Fall of Gravity vuole mettervi in difficoltà con il controllo, come i giochi che giocavamo da bambini e non come quelli super automatizzati di ora.

Sul lato tecnico, come già detto di cui sopra, non ci si può lamentare. Il level design è molto variegato e apprezzabile, i colori accesi e i prati soleggiati danno quel tocco in più, soprattutto quando il prossimo livello è completamente acquatico o in una fabbrica con pannelli vecchi e arrugginiti. Il gioco offre molto a livello visivo, mantenendo anche i 60fps regolari senza particolari cali di frame. Ammetto che qualche volta il gioco è sceso a 45, ma dopo pochi secondi tornava ancorato a 60fps: niente che una patch da parte degli sviluppatori non possa correggere. Un’ottima colonna sonora fa da accompagnamento per tutta l’avventura, spesso placando le ire in cui incorrerete durante il let’s play, composto da 17 mondi e oltre sessanta ambientazioni diverse da percorrere in visuale 2D.

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Non è tutto oro quello che luccica, quindi torniamo con i piedi per terra. Il gioco di Cross-Product è sicuramente un buon gioco ma che non è di quelli che possono attirare masse di persone. Oltretutto stiamo parlando di un trial & error che sarà frustrante non poco. Nuvole robotiche, fucili laser, mostri di strana natura saranno via via sempre più presenti nel gioco ad ostacolarvi il cammino: al solo sfioramento di tali mostriciattoli o nemici, la vostra simpatica piovra colorata muore e vi farà ricominciare dall’inizio del livello o dall’ultimo checkpoint conquistato. Su questi ultimi, c’è da dire che il lavoro svolto dai developer è leggermente fastidioso: se è stata una scelta propria, diciamo che è quasi come una presa in giro o una sfida contro i giocatori, perché alcuni checkpoint si trovano in zone veramente difficili da superare e magari per conquistare il checkpoint, perderete tutta la vostra impegnativa run. Niente di esorbitante, eh! Non per questo il gioco sia da evitare, ma comunque un sistema migliore di checkpoint avrebbe giovato a far cadere meno pilatri religiosi dalle bocche dei giocatori o comunque avrebbe fatto uccidere meno persone. Suvvia, non esageriamo! Questo non toglie che però il gioco diventi molto complicato già dalla metà.

5

In conclusione…

Consigliare Airscape: The Fall of Gravity? Sì, o meglio: solo se volete un gioco simpatico, bello da vedere ma che vi darà particolare filo da torcere. Il gioco è disponibile su Steam dal 10 agosto e potrà far felici molti hardcore gamer, ma gli renderà la vita un inferno: sì, ripeto per l’ennesima volta che la difficoltà (a tratti anche mal calibrata) risulta essere un valido motivo sia per abbandonare il gioco che proseguire. Io devo ritirarmi dal Papa, perché la mia bocca ha peccato. Buona giornata.

Personaggio particolare, simpatico e con la curiosità di un gatto. Cresciuto a pane e videogiochi, che ha scoperto nei primi anni di età, si è poi appassionato alla scrittura, alla filosofia e al cinema. Fedele al movimento multipiattaforma, che prima o poi metterà la parola fine alla console war.

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