A mesi di distanza dagli eventi di Avengers: Age of Ultron, il ladro di appartamenti Scott Lang (Paul Rudd) viene reclutato dal dottor Henry Pym (Michael Douglas) per proteggere la storica tecnologia di Ant-Man che lo S.H.I.E.L.D. aveva tentato di copiare nel lontano 1989, una tuta che permette di rimpicciolirsi a piacimento, mantenendo la stessa forza fisica e rendendo chiunque la indossi piccolo come una mosca e veloce e letale come un proiettile. Il giovane allievo di Pym, Darren Cross (Corey Stoll), è però riuscito negli anni a replicare la tecnologia di Ant-Man, ed è pronto a venderla al miglior offerente incurante delle terribili conseguenze a cui potrebbe portare una simile tecnologia per l’ordine globale.

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Dopo una travagliata genesi (9 anni di gestazione) che ha portato la pellicola dalle mani di Edward Wright a quelle di Peyton Reed, vede finalmente luce l’ultima produzione Marvel della Fase 2 del Marvel Cinematic Universe, fase che raccoglie le produzioni cinematografiche Marvel dal lontano Iron Man 3 del 2013. Protagonista è Ant-Man, supereroe derivato (i suoi poteri non sono intrinseci ma forniti da una particolare tuta) figlio di quella miriade di supereroi di nicchia rimasti nascosti dall’enorme produzione fumettistica degli anni 60. Si tratta infatti di un supereroe particolare, la cui precisione chirurgica e le piccole dimensioni stridono con ciò a cui la Marvel ci ha abituato ultimamente, dalla sfrontatezza e l’imponenza di Iron Man alla furia cieca di Hulk, due di quegli Avengers a cui Ant-Man stesso non risparmia frecciatine e battute sui loro discutibili metodi e sulla loro “irrefrenabile voglia di distruggere città”. Ad un’analisi più profonda, Ant-Man nasce da antieroe alla ricerca di una rivincita personale sulla vita e di una catarsi dei suoi crimini precedenti che lo hanno portato ad una detenzione pluriennale a San Quintino oltre alla separazione da moglie e figlia.

A testimonianza che, almeno nel mondo Marvel, le dimensioni non contano, Ant-Man si caratterizza per un continuo dinamismo ed una frenesia di fondo che lo discostano dai canoni del supereroe classico per consegnare allo spettatore un’esperienza completamente nuova. Grazie ad un montaggio serrato e a scene d’azione che utilizzano continui cambi di prospettiva e frequenti inquadrature a volo di uccello forse Ant-Man è uno dei pochi film che meritano davvero la visione in una sala cinematografica e l’utilizzo del 3D. Vi è infatti una costante alternanza tra grande e piccolo, ma il film da evidentemente il meglio di sè quando Ant-Man assume dimensioni lillipuziane e si ritrova improvvisamente a dover affrontare minacce che, a dimensioni normali, non sembravano così pericolose (da rubinetti che sembrano cascate a formiche più simili a giganti quadrupedi). E’ grazie all’utilizzo della macrofotografia che il passaggio dal mega al “mini mondo” di Ant-Man è reso alla perfezione, facendoci immedesimare nel senso di straniamento. Il paradossale si spreca nelle situazioni di combattimento, godibili ed esilaranti. Anche in questo caso si è saputo sapientemente giocare sulla differenza tra il mondo reale ed il piccolo mondo in cui Ant-Man riesce e calarsi riducendo la sua statura; spesso ciò che appare come un titanico scontro, visto agli occhi esterni e a dimensioni reali, sembra solo una piccola scaramuccia tra insetti.

Ant-Man è inevitabilmente un supereroe serio, con un preciso profilo psicologico e con un’ottima costruzione di tutti i personaggi. L’ironia è però una costante, dalla risata a denti stretti fino alla situazione che genera un riso vero e proprio. Nel suo essere atipico Ant-Man rivoluziona a modo suo l’etiquette dell’essere supereroe. La stessa storia d’amore tra Scott Lang e Hope Van Dyne (Evangeline Lilly, che ritrova il grande schermo dopo lo Hobbit) non ha nulla di convenzionale, ma è caratterizzata dall’atmosfera che permea tutto il film. Tra grande e piccolo, serio e grottesco, il risultato è palese: un divertimento ed un intrattenimento su più dimensioni, testimonianza dell’eterno innovarsi del mondo Marvel (senza rinunciare alle canoniche scene post titoli di coda).

Scheda film

Titolo: Ant-Man
Regia: Peyton Reed
Sceneggiatura: Edgar Wright, Joe Cornish, Adam McKay, Paul Rudd, Stan Lee (soggetto)
Cast : Paul Rudd, Evangeline Lilly, Corey Stoll, Bobby Cannavale, Michael Pena, Tip “T.I.” Harris, Wood Harris, Judy Geer, Anthony Mackie, Michael Douglas
Genere: Azione, Fantascienza, Supereroi
Durata: 117′
Produzione: Marvel Studios
Distribuzione: Walt Disney Studios Motion Pictures Italia
Nazione: USA
Uscita: 12/08/2015

Critico cinematografico, giurista e speaker. Classe '94, nato insieme a Dookie, Forrest Gump, Pulp Fiction e Le Ali della Libertà, ma con il cuore a Juno.

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