Devil May Cry 4 Special Edition – Recensione

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Capcom sa come trattare i suoi “fiori all’occhiello” come si conviene? Dando uno sguardo alle ultime iterazioni delle sue storiche serie videoludiche sembrerebbe proprio di no. Se poi ci concentriamo e ci soffermiamo sulla tipologia delle sue ultime pubblicazioni portanti i nomi di alcune delle sue più autorevoli saghe, noteremo che si trattano per lo più di pigre rimasterizzazioni. La sensazione è che nel migliore dei casi la software house giapponese torni a parlare dei suoi pilastri di granito solamente in occasioni del tutto superflue, nello spiacevole tentativo di lucrare su giochi già fatti e finiti semplicemente “ripulendoli” dalla loro natura sub-HD per dare un biscottino e una pacca affettuosa agli aficionados di vecchia data.

Devil May Cry è certamente uno dei brand Capcom più apprezzati dal grande pubblico e, sebbene il reboot non abbia ottenuto affatto il successo sperato (ed in alcuni casi sia invece stato attaccato ancor più di quanto la “grande C” si aspettasse), oggi torniamo a parlare con colpevole ritardo della nuova incarnazione delle avventure 100% action Japan Style di Dante & soci. Stiamo ovviamente parlando di Devil May Cry 4 Special Edition, versione current gen di quel titolo che nel 2008 irruppe su Xbox 360 e PS3. La versione PS4 (esattamente come quella Xbox One e PC) propone una serie di novità interessanti per gli appassionati del titolo originale e alcune doverose modifiche grafiche che faranno la felicità del pubblico odierno. Ma andiamo con ordine.

Titolo: Devil May Cry 4 Special Edition
Sviluppatore: Capcom
Distributore: Halifax
Piattaforma: PC, Xbox One, PS4
Genere: Hack’n’Slash, Azione
Localizzazione: Testo a schermo italiano

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La trama di questo episodio della serie (in linea con lo stile “scanzonato quanto basta e drammatico quando serve” dei primi episodi) è abbastanza semplice e ci vede vestire i panni sia di Dante che di Nero, giovane protagonista introdotto proprio nel quarto episodio. I due sono impegnati nelle classiche battaglie senza esclusione di colpi e ricche di effetti coreografici contro un misterioso gruppo di cultisti che venerano il demone Sparda, nientepopodimeno che il padre del nostro platinato eroe.

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Capcom ha deciso di buttare carne sul fuoco aggiungendo ai personaggi utilizzabili anche Vergil, Trish e Lady, ciascuno col proprio set originale di armi e mosse: se c’è una cosa positiva in questa nuova versione di Devil May Cry 4 è proprio il sistema di combattimento, da sempre punta di diamante della serie e qui ritrovato ancora una volta in forma smagliante. Insomma, un gameplay invecchiato benissimo, capace di dare il via a battaglie spettacolari e boss fight veramente epiche. Certo, Platinum Games e il loro Bayonetta ci hanno provato che la scalata per il titolo “re degli action game 3D” è sicuramente più ardua di quanto ci saremmo aspettati in piena era 128 bit, ma nonostante l’entrata in scena della strega di Kamiya possiamo ancora parlare di DMC 4 come di un titolo godibilissimo, reso attuale da una serie di aggiunte che esulano dalla trivialità a cui Capcom ci ha abituato nei suoi recenti remaster HD.

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I tratti negativi della Special Edition sono purtroppo gli stessi che affliggevano l’incarnazione originale delle avventure di Nero: backtracking eccessivo, sessioni platform da labirintite ed enigmi quasi imbarazzanti; nessuna di queste debolezze del gioco è stata corretta in questa nuova versione e sembra che Capcom abbia deciso di concentrare tutti i suoi sforzi sul gameplay, aggiungendo nuovi motivi per tornare a mietere le demoniache presenze che infestano letteralmente il gioco.

Con cinque personaggi giocabili (ma è giusto chiarificare che solo Dante e Nero hanno una storia dedicata), nuovi costumi fra cui scegliere, un nuovo livello di difficoltà chiamato “Il Leggendario Cavaliere Nero” e la possibilità di velocizzare il gameplay con un’opzione Turbo già vista nella precedente DMC: Definitive Edition, sia i neofiti che gli amanti delle avventure di Dante avranno di che gioire.

Il nuovo livello di difficoltà pensato appositamente per gli hardcore gamer e veterani della serie desiderosi di destreggiarsi in combo estreme vede la comparsa di un numero di nemici praticamente quadruplicato, mentre la modalità turbo velocizza il gioco di una volta e mezzo, rendendo i combattimenti al cardiopalma e le sessioni platform (già deboli come dicevamo) un vero inferno.

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Esteticamente è possibile notare un upscaling ed un miglioramento delle texture, il tutto arricchito da un’ottima fluidità ancorata ai 60fps, ma d’altronde era lo standard anche nella versione originale del gioco. Purtroppo le cinematiche e le zoomatiche drammatiche finiscono per ricordarci senza mezzi termini come DMC 4 sia figlio della prima ondata di titoli per console della scorsa generazione, ma se si riuscirà andare oltre agli evidenti segni del tempo ci si potrà gustare un titolo tuttora meritevole di attenzione. Il gioco, insomma, mostra comunque i suoi anni, ma ciò che è sullo schermo gira alla perfezione. Avanti col prossimo remaster HD, Capcom!

C'è chi dice che nella sua stanzetta, dietro una mole spaventosa di fumetti d'epoca giapponesi, si celino misteri infiniti. Da sempre appassionato di videogame made in Japan e delle opere animate di Kunihiko Ikuhara, dategli un qualsiasi J-RPG e lo renderete un orsetto felice.

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