Legend of Kay Anniversary – Recensione

Ammettiamolo: questa nuova generazione di console passerà alla storia come la “generazione remaster“. Prendere i titoli del passato e tirarli a lucido per godere dei benefici dell’alta risoluzione, è ormai una pratica diffusa e collaudata, forse anche un tantino abusata. Poi, ovvio, quando una console non è retrocompatibile, non ci sono altre soluzioni; i titoli rimasterizzati sono solitamente software usciti per la generazione precedente e molto apprezzati da pubblico e critica, in quanto devono essere in grado di generare guadagni tali da coprire le spese effettuate per l’operazione remake. Tuttavia, con il titolo che andremo oggi ad analizzare, assisteremo ad una piccola eccezione nel suddetto trend e, di conseguenza, una domanda sorgerà spontanea: perchè, in mezzo a tanti titoli dai nomi altisonanti a cui gioverebbe un restyle next-gen (non è difficile girare tra siti e forum specializzati e leggere le incessanti richieste di un Final Fantasy XII o dell’intera serie di Onimusha in HD), si sono presi la briga di portare proprio “The Legend of Kay“, misconosciuto platform PS2 del 2005 che si, ai suoi tempi ha ricevuto un discreto apprezzamento, ma non è mai riuscito a catalizzare su di se le attenzioni di un pubblico vasto?

Sviluppatore: Kaiko, Neon Studio
Publisher: Nordic Games
Genere: Platform
Giocatori: 1
Piattaforme: PC, Wii U, PS4
Localizzazione: Doppiaggio e testi in italiano

LE NOVE VITE DEL GATTO

Legend of Kay“, come già detto, uscì per la Playstation 2, ben 10 anni fa: ai tempi gli action/platform non erano così rari come adesso e la concorrenza era serrata; basti pensare che sulla console Sony erano presenti “Jak & Daxter“, “Ratchet & Clank“, “Spyro the Dragon” e “Crash Bandicoot” a dettar legge. Con questi nomi a darsi battaglia, il povero Kay non poteva avere vita facile. Indubbiamente, fu un titolo amato da una ristretta nicchia di appassionati, ma il grande pubblico probabilmente era totalmente all’oscuro della sua esistenza. Oggi, dopo diversi anni dalla sua prima e unica pubblicazione (non tenendo conto di una versione DS rilasciata nel 2010, di cui evitiamo di parlare per la sua estrema mediocrità), Nordic Games ci propone una versione rimasterizzata, in alta definizione, nella speranza di riaccendere la passione dei giocatori per i buon vecchi platform (e probabilmente per continuare le avventure del micio protagonista in futuro, chi può dirlo?).

La storia ci porta sull’isola di Yenching, territorio palesemente ispirato alle culture orientali, dove risiedono svariate tribù di personaggi antropomorfi (animali con fattezze umane): tra queste, le quattro principali, formate da Gatti, Conigli, Rane e Panda, vivono in serena armonia nei loro rispettivi villaggi, seguendo le tradizioni della loro pacifica religione, chiamato il Cammino Splendente. Tutto questo, però, non è destinato a durare, in quanto, oltre al passare del tempo, che ha inevitabilmente allontanato i fedeli dalle loro convinzioni, Yenching subisce anche l’invasione da parte dei belligeranti Gorilla e degli infidi Topi, uniti dal comune desiderio di conquista e guidati dal Ministro Gorilla Shun e Tak, il Topo alchimista. L’unico che potrà fermare i piani di Shun e Tak sarà Kay, giovane Gatto in fuga dal suo villaggio dopo la chiusura della sua scuola di arti marziali da parte dei Gorilla.

La trama appare fin da subito molto semplice, quasi basilare: Kay, l’eroe prescelto, contro i malvagi invasori che puntano alla conquista del mondo (o dell’isola, per i pignoli). Giocandolo vi accorgerete che, in effetti, la storia è tutta qui: nessun colpo di scena improvviso, nessuna tragedia, niente M. Night Shyamalan e niente Kojima. E in fondo va bene così; il gioco è permeato da un feeling da cartoon anni 90, donato anche dalla semplicità con cui la trama si sviluppa (oltre che dalla eccessiva pucciosità dei personaggi e del loro design…voglio dire…guardateli!).

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Alcune delle cutscenes nel gioco saranno realizzate come fumetti disegnati a mano…e sono tutti dannatamente belli

IL POTERE DEL CHI

Altrettanto semplice, al pari della trama è anche il gameplay. Il titolo, come abbiamo accennato prima, è un buon vecchio platform/action come li facevano una volta: esploreremo numerose aree, sconfiggeremo varie ondate di nemici, eviteremo trappole e trabocchetti saltando da una piattaforma all’altra, fino ad arrivare ai consueti boss di fine livello. Tutto come da copione.

A disposizione del protagonista Kay ci sono tre diverse armi: una spada, degli artigli e un martello; naturalmente ogni arma avrà i suoi pregi e i suoi difetti e saranno più o meno utili contro nemici diversi, per esempio, il pesante martello sarà il più indicato per sconfiggere i nemici corazzati, ma dovremo stare attenti alla sua relativa lentezza; viceversa, gli artigli saranno utili per degli attacchi in rapida sequenza, ma difficilmente scalfiranno le armature. Quando il semplice metallo non vi basterà, sarà possibile inoltre, spendendo alcuni punti magia, lanciare un potente attacco magico, che colpirà tutti i nemici intorno a voi; esso risulterà molto utile per gestire le situazioni affollate, anche se l’incantesimo richiede un paio di secondi per essere caricato.

A donare più “brio” all’azione di combattimento, entra in gioco la Modalità Combo: sconfiggendo un nemico, si entrerà nel suddetto stato, il quale vi consentirà di lanciarvi direttamente contro un avversario vicino e sferrargli un attacco abbastanza potente. Mantenendo attiva la Modalità Combo, potrete saltare da un avversario all’altro e fare piazza pulita di un intero gruppo di avversari con relativa facilità; questa pratica fa un pò venire alla mente il sistema di attacco Freeflow, presente nella serie di videogiochi Batman Arkham. Naturalmente i nemici non saranno fermi a subire i colpi e, esattamente come voi, anche loro provvederanno a schivare e parare i vostri colpi, mantenendo sempre costante il livello di sfida.

Parlando di sfida, possiamo tranquillamente affermare che la difficoltà generale del titolo non è elevatissima: gli scontri sono abbastanza semplici a livello normale e anche i boss, una volta imparata la loro strategia, andranno giù con discreta facilità. Verso la fine del gioco tutto si farà leggermente più complicato, ma non di moltissimo, “Legend of Kay Anniversary” resta un prodotto abbastanza semplice per tutte le 15 ore necessarie per finirlo, un tempo non elevatissimo, ma appropriato per il genere.

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Il gioco si presenta molto bene, merito anche dei colori accesi e vibranti degli scenari

TIRATO A LUCIDO

A questo punto, mi sembra doveroso parlare del comparto grafico di “Legend of Kay Anniversary“. Premettendo che si parte da una base che, come già ribadito, risale all’epoca PS2, il restyle di “Legend of Kay” si può definire di buon livello: gli elementi scenici sono molto puliti, così come i modelli poligonali e le textures dei personaggi, aggiornati per stare al passo con i tempi. Ovviamente non parliamo di livelli altissimi, restano tutt’ora i principali artifizi usati all’epoca, ma nemmeno qualcosa da ignorare completamente; non vi sarà difficile innamorarvi di alcune delle ambientazioni. Peccato per la pessima telecamera, gran spina del fianco di ogni platform, malgestita in molte situazioni, soprattutto negli spazi ristretti e, anche in questo caso, presente con tutti i suoi difetti.

Gran pollice in su per le musiche, praticamente ottime, ben sincronizzate con gli ambienti e con la situazione, ve ne renderete conto anche solo ascoltando le prime melodie del primo villaggio. Inoltre non dobbiamo dimenticare che il gioco è completamente doppiato in italiano, il che è un bene, considerando la non brillante performance dei doppiatori inglesi, mentre noi del bel paese possiamo annoverare tra i partecipanti, voci del calibro di Massimo di Benedetto (voce di Yugi in Yu-Gi-Oh e Rock Lee in Naruto) come Kay e Riccardo Rovatti (voce di Warren Vidic della serie Assassin’s Creed) nei panni del Ministro Shun. Ma nemmeno le voci più talentuose del mondo possono mettere una pezza ai pessimi dialoghi che andremo ad ascoltare: come già detto, il titolo trasmette un feeling da cartoon anni 90 e, allo stesso modo, le battute sembrano state scritte per far divertire soltanto i bambini molto piccoli, con giochi di parole e insulti talmente banali e stra-abusati, da incitarvi al facepalm immediato.

Purtroppo dobbiamo constatare altre note dolenti: per esempio, l’assenza di qualsivoglia novità. Certo, nel caso dell’edizione per PC, abbiamo supporto ad achievements e carte Steam, ma all’interno del gioco non c’è assolutamente niente di nuovo. Restano soltanto gli extra sbloccabili già presenti nella versione originale, come artwork e bozzetti, ottenibili collezionando gemme e accumulando punti durante il gioco. Fortunatamente, per rendere l’assenza di novità meno pesante, sono state introdotte le leaderboard online, dove è possibile vedere il proprio punteggio e quello degli altri, anche se, nemmeno questo aggiunge qualcosa degno di nota.

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I dialoghi non sono il punto di forza di Legend of Kay…per niente

COMMENTI FINALI

The Legend of Kay” non ha ricevuto molte attenzioni quando uscì su Playstation 2 10 anni fa e siamo sicuri che non ne riceverà nemmeno stavolta con la sua edizione Anniversary. Non fraintendete: stiamo parlando di un ottimo titolo, solido dal punto di vista ludico e grafico, seppur con qualche sbavatura qua e la e nonostante i dialoghi assurdi; purtroppo, lo sappiamo, i tempi sono cambiati e i classici giochi platform sono ormai ben lontani dai loro antichi fasti, e se già ai tempi del loro massimo splendore, Kay non è riuscito a ricavarsi un posto di rilievo, ancora più difficilmente riuscirà a farlo ora. Ma siamo consapevoli che, esattamente come allora, ci sarà sempre una nicchia di amanti del genere che non mancherà di apprezzare “The Legend of Kay Anniversary” per quello che è: un buon gioco, figlio di un’epoca ormai lontana. Se poi in futuro arriverà qualcosa di nuovo dedicato a questo personaggio, chi lo sa?


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