Nel 1982 la NASA, convinta della presenza di forme di vita extraterrestri nell’universo, decide di inviare una sonda spaziale contenente i migliori esempi della cultura umana e delle nostre capacità e tradizioni come messaggio di pace e di amicizia. All’interno della sonda viene incluso un video dei campionati mondiali di videogiochi da sala del 1982. Il messaggio viene ricevuto, e il video in questione interpretato come una formale dichiarazione di guerra: Pac-Man, Donkey Kong, Lady Lisa e moltissimi altri personaggi videoludici diventano realtà e, giunti sulla Terra, seminano il panico in tutto il pianeta. Solo Sam Brenner (Adam Sandler), Eddie “Fireblaster” Plant (Peter Dinklage) e Ludlow “Wonderkid” Lamonsoff (Josh Gad), i campioni di quel lontano 1982, avranno le conoscenze necessarie per rispondere alla minaccia aliena.

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A metà tra la rivincita dei nerd e la nostalgia canaglia del caro vecchio cabinato a gettoni, Pixels è probabilmente dedicato ad almeno un paio di tipologie di spettatori: in primis a coloro che quell’epoca l’hanno vissuta completamente, assistendo all’apertura dei primi luoghi di ritrovo comune e di svago, sale giochi in via di estinzione in cui le generazioni che hanno vissuto la giovinezza negli anni 80 e 90 hanno riversato quelle magiche 500 lire che garantivano la possibilità di giocare ai capostipiti del mondo videoludico; e inoltre a coloro che invece sono abituati ad un tipo di intrattenimento ludico-informatico ben diverso, lontano dagli schemi di Pac-Man (che quest’anno ha compiuto le sue 35 primavere), Space Invaders e Galaga ma più vicini a quel tipo di divertimento che punta più sull’immedesimazione del giocatore nel personaggio. Quel giocatore moderno che, in fin dei conti, non disdegna un “ritorno alle origini”.

Chi rimane dunque escluso? I più piccoli. Pixels non è assolutamente un film per bambini o, anche se lo fosse, probabilmente essi non lo apprezzerebbero particolarmente. Al di là degli scambi di battute tra i protagonisti, volutamente improntate su un’ironia “da grandi” (sfido un bambino a ridere di fronte ad Adam Sandler e Peter Dinklage, come sfido un adulto a non farlo), l’intero universo di Pixels è un contenitore vivente di riferimenti, rimandi e citazioni che possono generare ilarità soltanto in un determinato tipo di pubblico. La comicità è più sagace che dozzinalmente divertente, al punto da caratterizzarsi per una piacevole ironia pungente che avvolge tutto il film. A ciò si aggiunge il paradossale e l’esagerato, chiave e motore della pellicola stessa. Sono proprio i toni di una commedia “alla Adam Sandler” a rendere applicabile lo stile dei film in cui egli è protagonista ad un opera sul mondo videoludico. Pur essendo il tema principale infatti, i videogiochi sono, ad un’attenta analisi, solo una componente accessoria di una comicità dilagante e caratterizzata da uno stile ben preciso riconducibile all’attore newyorkese.

I ritmi sono dinamici ed il tutto scorre fluidamente verso un finale non particolarmente originale, ma sicuramente funzionale nel raccogliere in una lieta conclusione i tre filoni amorosi che riassumono puntualmente i toni del film: l’amore nerd, l’amore classico e quello comico-ironico. Oltre a riscrivere in modo piuttosto fantasioso un genere sacro come quello dell’invasione aliena, Pixels è il sogno di una generazione che da piccola amava sognare che i suoi beniamini prendessero vita, che le ore spese in sala giochi non fossero sprecate, ma investite in un talento che nessuno apparentemente riconosceva o prendeva sul serio. Ecco, un po’ inverosimile, ma brutalmente nostalgico.

 

Scheda film

Titolo: Pixels
Regia: Chris Columbus
Sceneggiatura: Tim Herlihy, Timothy Dowling
Cast : Adam Sandler, Peter Dinklage, Josh Gad, Kevin James, Michelle Monagan, Brian Cox, Sean Bean, Ashley Benson
Genere: Commedia, Azione, Fantascienza
Durata: 100′
Produzione: Columbia Pictures, Happy Madison Productions, 1492 Pictures
Distribuzione: Sony Pictures Italia
Nazione: USA
Uscita: 29/07/2015

Critico cinematografico, giurista e speaker. Classe '94, nato insieme a Dookie, Forrest Gump, Pulp Fiction e Le Ali della Libertà, ma con il cuore a Juno.

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