Giffoni Film Festival: ecco tutti i film vincitori

Cinema Giffoni Film Festival

 

Difficili, tormentati, romantici, appassionati, avventurosi, tristi e malinconici, questi sono i film che i 3.600 giurati del Giffoni Film Festival hanno deciso di premiare nell’edizione 2015 dal tema Carpe Diem.

Ecco i premi ufficiali Gryphon Award.

Un film sull’importanza dell’amicizia vince nella categoria Elements + 6: è Grotto, lungometraggio italiano interamente girato nelle Grotte di Frasassi, diretto da Micol Pallucca, già produttrice per Mediatrade e fondatrice della Thalia Film ed esordiente dietro la macchina da presa. Il film racconta la storia di tre bambini che costringono un compagno di classe a una prova di coraggio per entrare nel loro gruppo. Ad accompagnare nelle loro peripezie i piccoli protagonisti la colonna sonora originale di Francesco Cerasi e il brano ‘Matrioska’ interpretato dai Two Fingerz con la partecipazione di Lorenzo Fragola.

Al secondo posto “The amazing Wiplala” dell’olandese Tim Ollehoek.

Nella sezione Elements +10 ha vinto il belga “Labyrinthus”di Douglas Boswell, in cui realtà e mondo virtuale si incontrano e si scontrano. Al secondo posto il danese “The shamer’s daughter” di Kenneth Kains

Basato su una storia vera, una lotta spietata di un ragazzo per salvare l’ultimo pezzo di umanità e dignità in una società oppressiva, il lungometraggio vincitore della sezione Generator +13 è il tedesco “Sanctuary” (Germania, 2015). Al secondo posto il norvegese “Beatles” di Peter Flinth.

Gryphon Award Generator +16 all’americano “All the wilderness” di Michael Johnson: il film, che vede nel cast Danny De Vito nei panni di uno psichiatra, racconta la storia di James, interpretato dall’attore Kodi Smit-McPhee, un adolescente inquieto che lotta per far fronte all’assenza del padre e vive in un mondo immaginario. Al secondo posto “Standing Tall” della francese Emmanuelle Bercot.

Vince invece nella sezione Generator +18 “Coin Locker Girl”,  opera prima del coreano Han Jun-hee, che si è ispirato al genere della tradizione dei cappa e spada del suo Paese per raccontare la storia di una bambina abbandonata in una stazione della metropolitana. Al secondo posto si piazza “Gabriel” dell’americano Lou Howe.

Per la sezione Gex Doc premiato l’italiano “Forever stars” di Mimmo Verdesca, un excursus con gli enfant prodige del cinema dal neorealismo ad oggi. Secondo posto per il canadese “All the time in the world” di Suzanne Crocker.

Nella sezione cortometraggi, riservata ai bambini con più di tre anni, ha vinto il francese “Captain Fish” di John Banana, il ceco “The wish fish” di Karel Janak si è aggiudicato la sezione +6 mentre al secondo posto si è classificato il tedesco “The present” di Jacob Frey; nella sezione +10 ha vinto l’americano “The red hunter” di Alvaro Ron, secondo classificato l’italiano “Two left feet” di Isabella Salvetti; nella sezione +18 (animazione) premi russi per “About a mother” di Dina Velikovskaya seguito da “My grandfather was a cherry tree” di Olga e Tatiana Polietkova mentre nella +18 (fiction) premi per l’italiano “Point of view” di Matteo Petrelli seguito dal danese “Lukas & The Aspies” di Anders Gustafsson.

Tra i premi speciali, nella sezione +3 l’italiano “The Mods” di Alessandro Portincasa e Antonio Padovan ha vinto il “Giotto super Be’ Be'”, nella +13 il coreano“Thread of lies”di Lee Han porta a casa il riconoscimento dei Cinecircoli giovanili socioculturali, nella +16 il francese “Young Tiger” di Cyprien Vial si aggiudica il Don Bosco Educational Award mentre il British Film Institute Certificate è stato assegnato all’inglese “The falling” di Carol Morley per la sezione Generator +16 e a “Coin locker girl” per i Generator +18 che ha assegnato anche l’Amnesty International Award ai francesi “Beach flags” e “Fatima”. Nella sezione Gex Doc, infine, il canadese “All the time in the world” ha vinto il Grifone di alluminio e il Premio Cial per l’ambiente. La Direzione artistica del Giffoni Experience ha conferito il premio Ospedale Bambino Gesù al film franco belga “Birds of Passage” di Olivier Ringer in concorso nella sezione Elements +10. Il premio, istituito da alcuni anni per volontà dell’ospedale pediatrico romano, è stato assegnato al film “per aver raccontato con sensibilità, verità e delicatezza il mondo dei bambini, i loro sogni e le loro aspirazioni; per aver riacceso nello sguardo degli adulti la fiamma antica e vibrante dell’effervescenza infantile”. Questo pomeriggio, alla cerimonia di premiazione, era presente anche Massimiliano Raponi, direttore sanitario del Bambino Gesù di Roma che ha consegnato la targa al regista.

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