Intervista a Fabio Fazio: “Minions ossimoro tra intenzione e realtà. Rischiatutto un problema enorme”

Cinema Interviste

Nella splendida cornice della Casa del Cinema, immersa nel verde di Villa Borghese a Roma, noi di MyReviews abbiamo avuto l’occasione di intrattenere una piacevole conversazione con Fabio Fazio, noto presentatore, conduttore e giornalista, nonché doppiatore di Herb Sterminator in Minions – Il film, pellicola di animazione targata Universal Pictures che arriverà nelle sale italiane dal 27 agosto.

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L’attenzione ricade subito sul rapporto che c’è su questa ormai collaudatissima coppia comica, su cui il presentatore ligure si prolunga in una digressione fin dai primi tempi – Luciana ed io ci conosciamo da sempre, nel lontano 1991 presentammo una serata ad Aosta, il concorso “Bravo, Grazie”. C’è un’intesa, un affetto e una stima reciproca, so che quando io compio un’azione da lei mi aspetto una reazione contraria. C’è un rapporto vittima-carnefice tra me e Luciana che rispecchiamo perfettamente nel film e che si adatta benissimo. Alla domanda su quale sia la formula che ha portato il loro rapporto al successo, risponde chiaramente – non c’è un’altra persona del mondo dello spettacolo che conosco come Luciana, e viceversa, è questo il nostro “segreto”.

Fazio racconta di come all’inizio non riusciva a capire come la scelta per il doppiaggio di Herb fosse potuta ricadere su di lui e confessa – inizialmente ci sono rimasto male perché ho pensato mi avessero chiamato per la somiglianza con Jon Hamm (voce originale di Herb Sterminator, ndr), ma poi ho notato che Luciana non assomigliava affatto a Sandra Bullock. Lì ho capito che mi avevano chiamato per la somiglianza con Herb, soprattutto per il naso.

Affrontare una prima esperienza al doppiaggio non è mai facile, proprio per questo Fabio Fazio si è completamente affidato ai consigli della direttrice del doppiaggio, Fiamma Izzo. Inizialmente avevo in mente una voce diversa per il personaggio, ma ho capito che la cosa migliore è arrivare molto neutri con la voce e chiede “cosa volete?”, perché spesso bisogna accostarsi il più possibile all’originale. Ho registrato in due giorni, il secondo abbiamo rifatto alcune cose del secondo perché avevamo trovato la voce giusta e ormai ero fluidissimo, grazie a Fiamma. Il lavoro a livello di doppiaggio è stato comunque molto impegnativo, infatti l’adattamento dall’inglese a richiesto un lungo lavoro di metrica e sillabe per la trasposizione italiana, oltre all’invenzione di nuove parole per sostituire la traduzione letterale, che talvolta non rendeva l’idea come in inglese. Confessa però una inaspettata timidezza ed un rifiuto nel rivedersi, malgrado i tanti anni di esperienza sul piccolo schermo – non mi sono mai visto in televisione in vita mia, – confessa –  non riesco proprio a vedermi. Ma visto che dovrà portare i suoi due figli di sei e dieci anni, sfegatati fan dei Minions, al cinema, aggiunge – forse riuscirò a sentirmi al cinema, la voce un po’ camuffata non mi dovrebbe dare imbarazzo.

Ma cosa pensa Fabio Fazio dei Minions? Perché hanno raggiunto un successo di tale portata? A suo dire, è il trucco comico probabilmente più vecchio del mondo, – i Minions sono dei cattivi buonissimi, ossimoro tra intenzione e realtà. A livello comico la contraddizione è sempre efficace e funziona. E ci rivela, appunto, ciò che è alla base della loro comicità – il gatto dovrebbe prendere il topo ma non ci riesce, e fa simpatia; è lo stesso concetto applicabile ai Minions: seguono i Cattivissimi, ma sono adorabili.

Foto Piero Cruciatti / LaPresse 17-05-2015 Milano, Italia Spettacolo Che Tempo Che Fa - Puntata del 17 Maggio Nella Foto: Fabio Fazio, Luciana Littizzetto Photo Piero Cruciatti / LaPresse 17-05-2015 Milan, Italy Entertainment Che Tempo Che Fa - Show 17 May In the Photo: Fabio Fazio, Luciana Littizzetto

Da grande fan del mondo dell’animazione e, soprattutto, da padre, si sofferma proprio sul panorama contemporaneo. Vedo molti cartoni con i miei figli – e aggiunge un simpatico e nostalgico aneddoto – Nella mia infanzia i cartoni erano molto pochi, vi erano alcuni classici che io adoravo, come i Flinstones, c’era la Disney, Willy il Coyote e Bee Beep, e molti altri. Il ricordo più tenero che ho è quando in passato spesso la RAI aveva problemi tecnici ed in sostituzione di programmi che venivano annullati, erano trasmessi dei cartoni animati. La possibilità erano due: un cartone che mi piaceva, o un cartone animato che non mi piaceva, ovvero un cartone animato ungherese tristissimo chiamato Gustavo. Una tristezza unica, non potevi cambiare canale e allora ti accasciavi sul divano, deluso. I film d’animazione di oggi, sono completamente un’altra cosa, hanno cambiato registro e si sono imposti non solo nel mondo dei più piccoli, ma anche in quello dei meno piccoli, per non dire degli adulti. E’ sicuramente d’accordo con noi – i bambini non sono più ingenui come una volta, – ci fa notare – i cartoni di un tempo erano la traduzione di una morale di una favola in animazione. Quelli di oggi sono film pazzeschi, con una sceneggiatura scritta divinamente e che si prestano sempre ad una doppia lettura.

Fabio Fazio sarà inoltre impegnato nel 2016 nel remake di un programma che in Italia ebbe un successo straordinario, Rischiatutto. Rischiatutto è un problema enorme – ci fa subito notare – è la traduzione nel contemporaneo di un gioco di 45 anni fa. Non devi tradire nulla ma devi renderlo contemporaneo. L’errore sarebbe esagerare in un senso o nell’altro. E’ un lavoro di interpretazione.

Luciana ci ha apertamente dichiarato di non avere un bel rapporto con il mondo dei social, mentre abbiamo visto molto spesso Fabio Fazio utilizzare Twitter, soprattutto nelle occasioni di comunicazione con Samantha Cristoforetti durante la sua missione spaziale sull’ISS. I social sono una cosa utile per dire ciò che si pensa -afferma sicuro, ed evidenzia – il loro limite è  la possibilità di anonimato, sono uno sfogo naturale della vigliaccheria umana con insulti e offese, sono un palcoscenico per un protagonismo sfrenato. Questo non lo accetto e prendo le dovute precauzioni, così come non accetterei una conversazione di dieci secondi con un cafone o un maleducato. Spesso i social sono anche un po’ troppo semplicistici e la professionalità e la serietà che si mette dietro un lavoro è ridotta in una mera semplificazione in “Mi Piace” o “Non mi piace”. Una semplificazione comprensibile, ma parziale.

Critico cinematografico, giurista e speaker. Classe '94, nato insieme a Dookie, Forrest Gump, Pulp Fiction e Le Ali della Libertà, ma con il cuore a Juno.

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