Evento Magic Duels: Origins

Wizard ci evoca in quel di Milano per concederci nuove informazioni sull’appuntamento annuale con la versione digitale del passatempo cartaceo tra i più famosi al mondo nonché frutto più produttivo del ramo giochi di Hasbro.

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Un’importante TAPpa.
Secondo le parole del community manager Davide Neri l’edizione videoludica di quest’anno sarà una tappa essenziale per porre rimedio a quegli aspetti che non convinsero molto i fan con Duels of the Planeswalkers.
Primo fra tutti una certa attitudine al “pay to win” che permetteva ai giocatori più facoltosi di recuperare le carte di cui necessitavano tramite microtransazioni; non che le suddette manchino in Origins ma per raggiungere il contenuto che ci interessa e le carte appropriate alle nostre strategie sarà sufficiente impegnarsi e spendere un po’ più di tempo in compagnia del gioco, in modo da raggiungere la valuta in-game necessaria per acquistare nuove buste. Per coloro che invece non hanno la pazienza giusta o la cui vita non concede sufficienti spazi per seguire il titolo con la dovuta perizia rimane la possibilità di convertire i propri soldi reali in denaro digitale. Questa volta dunque siamo di fronte ad un free to play ben congegnato e per nulla furbo o invadente.
Altro aspetto in grado di lasciare un po’ di amaro in bocca della versione precedente è una certa penuria di modalità qui lievemente corretta dall’aggiunta di modi extra.
Rimane la possibilità di affrontare la modalità storia con uno dei, al momento, cinque planeswalker disponibili, godersi le tavole disegnate dagli artisti Wizard e nel frattempo conoscere le trame che avviluppano la vita dei protagonisti. Permangono le battaglie 1 vs 1 sia contro la CPU, sia contro avversari umani incontrati online e, per il visibilio degli appassionati, ritorna la modalità two headed giant che permette scontri due contro due; i quattro contendenti possono essere promiscuamente IA o giocatori umani, senza limiti di sorta.

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Quando si crea un mazzo il gioco offre una valutazione sui vari parametri che lo caratterizzano rendendoci noto se abbiamo dato vita ad una creazione sbilanciata.

Quotidiano
Per arricchire ulteriormente la formula saranno presenti quest giornaliere, ne esistono varianti per il giocatore singolo e per la comunità, quest’ultime richiedono la sinergia di tutti i membri attivi online e richiedono l’adempimento di richieste specifiche (lanciare tot numero di magie, giocare un determinato numero di terre ecc…). In realtà queste missioni collettive di giornaliero hanno ben poco e concederanno ai partecipanti un’intera settimana per essere portate a compimento.
Un’altra idea vincente partorita dai designer è quella di permettere al gioco di aggiornarsi con nuovi contenuti in maniera gratuita e, per la prima volta, evolversi in maniera sinergica con l’edizione cartacea, annettendo nuove carte ed espansioni praticamente in sincrono; il giovane Davide Neri ci anticipa che il titolo cercherà, pian piano, di aggiungerne sempre di più, ampliando l’offerta e le possibilità per chi gioca in maniera graduale.
Non sarà previsto alcun tipo di crafting anche se il gioco si autoimporrà un limite per carta facendo sì che non sia possibile ripescare la stessa per più di quattro volte e togliendoci dall’impiccio di sbustare sempre i medesimi esemplari.

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Il tavolo di gioco si ripresenta pressochè invariato rispetto alle edizioni precedenti.

A carte scoperte
Nella nostra prova abbiamo potuto mettere le grinfie sulla versione per iOS e Steam, partecipando sia a qualche schermaglia nella modalità storia che dentro la sezione per le battaglie libere. Come in passato è possibile costruire il proprio mazzo passo dopo passo oppure affidarsi ad un autobuilder in grado di aiutare i meno avvezzi o volenterosi.
Scelto il nostro grimorio e scesi in battaglia abbiamo potuto constatare come i cambiamenti in questa fase siano piuttosto timidi: campo di gioco inquadrato in prospettiva, carte da far comodamente scivolare nelle giuste posizioni grazie a movimenti veloci ed intuitivi e la possibilità di consultare un gran numero di tutorial sempre a disposizione. Le modifiche più evidenti sono nel reparto opzioni, attraverso il quale possiamo scegliere di snellire l’interfaccia e rendere le fasi di gioco più veloci ad esempio eliminando le animazioni tra un attacco e l’altro.
Giocare è semplice e la transizione tra cartaceo e digitale è indolore; anche se ovviamente si perde la sensazione tattile delle carte e la dinamicità della versione originale le scelte effettuate sono sensate e creano un buon gameplay. Speriamo che con gli aggiornamenti futuri si aggiungano nuovi scenari e tavoli da gioco, visto che quello attuale è sì funzionale ma alquanto scialbo ed asettico.

L’IA avversaria ci è parsa per il momento soddisfacente nonchè in grado di mettere in scacco i giocatori più scafati alle difficoltà più alte e di costruire strategie ben strutturate e non sempre evincibili in un primo momento, ovviamente aspettate la nostra review per una valutazione complessiva più puntuale ed esaustiva.
Decisamente evidente il cambio stilistico da Duels of the Planeswalkers, saturo di colori freddi e bicromatismi bianco-nero incorniciati in uno stile decadente. Origins abbonda invece di colori vividi, accesissimi e gli stessi planeswalkers vantano un design più classico e maggiormente congruo con gli albori del gioco ideato da Richard Garfield.
Rimane un mistero la data d’uscita ufficiale, è noto che le versioni Xbox One e Steam sono in arrivo per Luglio mentre quella PS4 vedrà la luce nel tardo 2015; per aggiornamenti vi consigliamo la monitorazione costante del sito ufficiale Wizard e della relativa pagina Facebook anche se ovviamente saremo i primi a rendere presenti eventuali novità.

Per i curiosi una carrellata di foto direttamente dall’evento:


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