Terminator Genisys – Recensione

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Los Angeles, 2029. John Connor (Jason Clarke) e la Resistenza sferrano una duplice e definitiva offensiva a Skynet. Quest’ultima, vista ormai la sconfitta imminente, decide di combattere la guerra su due nuovi fronti, passato e futuro, mandando indietro nel 1985 un Terminator che, uccidendo Sarah Connor (Emilia Clarke), impedisca la nascita di John. A sua volta la resistenza spedisce nel passato il fido luogotenente Kyle Reese (Jai Courtney) per contrastare la minaccia, ma egli si ritrova in un passato alternativo in cui Skynet ha inviato un Terminator per uccidere Sarah da bambina, fallendo a causa di un misterioso invio nello stesso passato di un altro T-800 riprogrammato per proteggerla, il Guardiano (Arnold Schwarzenegger). Sarah, Kyle e il T-800 dovranno viaggiare fino al 2017, appena prima dell’entrata in commercio di Genisys, sistema operativo rivoluzionario usato da Skynet come cavallo di Troia per dare atto al “giorno del giudizio”. Ad aspettarli, ci sarà un nemico davvero inaspettato.

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Con alle spalle due film dalla dubbia riuscita (quasi un eufemismo definire “infelice” il tentativo di Terminator Salvation) e con un Arnold Schwarzenegger alle porte dei settanta anni, ciò di cui la saga aveva assolutamente bisogno era di rinnovarsi. Questa operazione di svecchiamento e rinnovo si è concretizzata tramite una delle pratiche più usate degli ultimi tempi, il reboot. Terminator Genisys si slega fortemente dalla timeline dei precedenti capitoli puntando però forte proprio sulle linee temporali che da sempre caratterizzano la saga, giocando sapientemente su passato-presente-futuro nell’eterna lotta a Skynet. A ciò si aggiungono elementi giovani in un cast molto rinnovato, promesse già sbocciate (come Emilia Clarke, anche se dal piccolo schermo con Il Trono di Spade) affiancate da attori navigati come l’eterno Arnold Schwarzenegger ed un J.K. Simmons fresco di Oscar.

L’attore austro-americano non si tira sicuramente indietro, dispensando una discreta quantità di scontri e di combattimenti. Stavolta però si è pensato di puntare anche su altro: emerge infatti una ingenua ma azzeccata ironia del personaggio, talvolta tagliente, talvolta semplicemente simpatico. Ed è proprio lo stridere della simpatia con l’aspetto rude che associamo ormai a Terminator che spesso genera un genuino sorriso nello spettatore. Il terribile T-800 è oggetto di scherzi e battute, alle quali però prontamente risponde con uno humor davvero peculiare per la serie. L’importanza di reinventare in modo così caratteristico il personaggio è sicuramente una delle mosse vincenti di Genisys; avrebbe infatti non poco stonato la testarda insistenza sulla forza bruta, che invece cede il passo ad ad un’umanità quasi paterna.

Alan Taylor, che a parte Thor: The Dark World ha poca esperienza cinematografica rispetto al mastodontico lavoro sul piccolo schermo, si è divertito moltissimo a giocare alla regia con le numerose linee temporali, più volte incrociate, distorte e sfruttate per spostare su più livelli l’azione. Ciò non solo ha garantito un buon dinamismo alla pellicola, ma ha anche permesso l’introduzione di un nuovo nemico ricavato proprio da uno dei pilastri della saga, malgrado sia una scelta transitiva un po’ forzata che rischia di pregiudicare futuri sviluppi del personaggio. La questione delle linee temporali permette però di giostrare ed indirizzare a piacimento eventuali ramificazioni della narrazione, recuperando dal presente, dal passato o dal futuro gli elementi necessari.

Terminator Genisys è in ogni caso un film di rottura con una duplice tradizione, sia quella dei primi due che degli ultimi due capitoli. Taglia infatti i legami stilistici e narrativi con Terminator e Terminator 2, discostandovisi nettamente (il che non è per forza un bene, anzi), ma spazza via ogni possibile legame con Le Macchine Ribelli e Terminator Salvation, a testimonianza di quanto comunque si voglia offrire un prodotto valido che risorga dalle scellerate ceneri dei suoi predecessori. Manca in parte l’atmosfera occlusivo-catastrofica che cede il passo ad un’azione più moderna e ariosa, che ci consegna un capitolo ibrido capace di intrattenere, rallegrare comunque i fan (reduci comunque da forti delusioni) e rivolgersi ad un potenzialmente enorme bacino di utenza grazie al suo essersi svincolato dalla saga rendendosi furbescamente un capitolo indipendente, accessibile a molti, nella fervente attesa che i diritti del brand tornino in mano a James Cameron nel lontano 2019. Lì allora potremo divertirci, ancor di più di quanto ci ha comunque egregiamente permesso Terminator Genisys.

 

Scheda film

Titolo: Terminator Genisys
Regia: Alan Taylor
Sceneggiatura: Laeta Kalogridis, Patrick Lussier
Cast : Arnold Schwarzenegger, Emilia Clarke, Jai Courtney, Jason Clarke, J.K. Simmons, Lee Byung-hun, Matt Smith
Genere: Azione, Fantascienza
Durata: 125′
Produzione: Paramount Pictures, Skydance Productions
Distribuzione: Universal Pictures
Nazione: USA
Uscita: 9/07/2015

Critico cinematografico, giurista e speaker. Classe '94, nato insieme a Dookie, Forrest Gump, Pulp Fiction e Le Ali della Libertà, ma con il cuore a Juno.

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