Nintendo post E3 event – Seconda parte

Videogiochi

Eccoci pronti con il secondo round dei titoli presentati da Nintendo all’E3 di quest’anno, lo spotlight questa volta è riservato per intero a Zelda; titolo troppo interessante e meritevole per relegarlo in uno spazio ristretto!

The Legend of Zelda: Tri Force Heroes
Quando un solo link non basta e quattro sono troppi nasce Tri Force Heroes, nuova iterazione del franchise dell’eroe dalla tunica verde, o meglio, del prode dai mille outfit: in un regno ossessionato dalla moda ed in cui le apparenze ricoprono un ruolo preponderante il re indice un bando per la ricerca di un impavido da mandare in missione, per il volere della triforza si presenta il nostro condottiero favorito che, tosto, parte per il suo periglioso viaggio.
Questa volta non saremo soli ad affrontare le insidie che gli sviluppatori hanno preparato per noi, sulla falsa riga di Four Swords Adventures (GameCube 2004), il titolo si vota al multiplayer, non più con un poker di spade ma con un più contenuto trittico.
Se conoscete il bizzarro esperimento avvenuto su GameCube una decade fa sapete che Four Swords era un titolo dall’anima fortemente competitiva, in cui i quattro Link controllati dai giocatori dovevano lavorare insieme per risolvere intricati puzzle e giungere alla conclusione dei livelli senza però disdegnare qualche ben piazzato tiro mancino ed una spudorata corsa al raggiungimento del punteggio più alto che alla fine incoronava il partecipante più abile e degradava il meno utile.
Questo nuovo progetto abbandona quella strada, non solo perché silura il quarto giocatore (povero Vio… sigh!) ma soprattutto poiché richiede totale gioco di squadra. Grazie ad alcune scelte di design una più diabolica dell’altra i tre Link dovranno lavorare all’unisono per ottenere buoni risultati; la barra vitale è condivisa, per cui, se un giocatore viene colpito ininterrottamente e si fa protagonista di una performance pessima tutta la squadra perde di conseguenza!
E’ possibile giocare in locale con i propri amici o trovare compari di ventura direttamente on line, qualora si prediligesse un’esperienza solitaria il single player è disponibile, con Link accompagnato da due versione di se stesso simili a manichini (bbrrrr….). La comunicazione avviene tramite una serie di simil emoticon che prendono posto sullo schermo al tocco sensibile di 3DS e che, quando tappati, appaiono sullo schermo di tutti; niente chat vocale quindi, scelta che potrebbe deludere alcuni e sulla quale torneremo.

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Quando i vostri compagni giocano al meglio potete mandare loro un baloon di apprezzamento, peccato non ne esista uno in cui minacciate di strozzarli quando non arrivano alla soluzione di un enigma!

Nella nostra prova abbiamo avuto modo di notare vari piccoli cambiamenti veramente interessanti: le nuove dinamiche che richiedono collaborazione totale ed abbandonano lo spirito goliardico ed infame di Four Swords funzionano alla grande, questo perché sono state prese scelte che coadiuvano una struttura ludica di questo tipo; ad esempio, gli errori qui si pagano cari: per fortuna la difficoltà del gioco è tarata decisamente verso l’alto il che obbliga i partecipanti a supportarsi l’uno con l’altro ed il superamento di fasi particolarmente ostiche crea un’enorme affiatamento, nonché floride soddisfazioni.
Se già A Link Between Worlds, dal quale Tri Force Heroes mutua anche l’engine, aveva riportato la saga sulla buona strada, ora ci troviamo di fronte ad uno dei capitoli più tosti del quale abbiamo memoria; basta un errore: una bomba che esplode e coinvolge tutti gli eroi, un colpo che risulta in una caduta in un burrone o la combinazione di questi per privare il team di anche metà della sua barra vitale (!!!), in più gli enigmi non sono per nulla ovvi e richiedono velocità di esecuzione e precisione. Niente hand holding, niente tempi morti per aiutare tutti a venire a capo delle situazioni intricate, se anche uno solo dei membri della squadra non sta dietro al livello si subisce un’inesorabile sconfitta, finalmente si ritorna a fare sul serio!
Dimenticavamo che prima di affrontare le sfide di ogni missione è possibile scegliere un particolare outfit per il proprio Link: tra costumi da samurai, tuniche kokiri ed abiti da principessa (sì, suona ridicolo quanto effettivamente lo è…) agghindarsi non è solo una questione estetica ma dona particolari abilità. Ci sono vesti che permettono tiri con l’arco più performanti, attacchi caricati dalla maggiore area d’impatto, il ritrovamento di più cuori nell’ambientazione e così via. I vari capi saranno in buon numero nella versione finale del gioco e potranno essere creati rinvenendo materiali superando le varie missioni, Hiromasa Shikata, direttore del progetto, ha confermato che per sbloccare tutto potrebbero essere necessari anche MESI di gameplay!

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La questione degli outfit pare un po’ fuori dai canoni della serie ma la possibilità di forgiarne di nuovi a la Monster Hunter ci intriga assai.

Dalle nostre molteplici prove possiamo tranquillamente asserire che il titolo funziona ed anzi era probabilmente il più divertente dell’intero evento, gli enigmi sono molto creativi e richiedono l’utilizzo di una nuova risorsa, il “totem”, ovvero la possibilità di prendersi cavalcioni l’uno con l’altro e formare una deambulante colonna di Link. Il giocatore ai piedi dell’umana struttura ha il compito di muoversi, chi ne sta al vertice può passare i nemici al fil di spada o utilizzare lo strumento di cui è equipaggiato, chi sta al centro assiste al tutto passivamente, a parte il poter lanciare il giocatore in vetta quando necessario.
Lo sfruttamento della nuova risorsa è richiesto per poter superare vari puzzle ambientali, che richiedono di trovarsi a vari livelli di altezza per poter essere risolti; anche i boss, situati alla fine di ogni livello, coinvolgono strategie similari e richiedono totale cooperazione; risultando in situazioni di gameplay fresche e caoticamente divertenti (maledirete i vostri compagni più distratti!).
Piccolo dettaglio: quando si viene presi sulle spalle di un altro Link e si comincia ad erigere il totem ogni giocatore sente una musica diversa, chi sta alla base ascolta la traccia normale del livello, chi ascende al secondo posto ne ascolta una versione riarrangiata con cori epici e chiassosi, l’eroe in vetta viene avvolto da paradisiache voci femminili!
A tanta meraviglia di matrice ludica non corrispondono fasti di tipo grafico: il titolo gira ad un frame rate solido ma si presenta con textures un po’ ammaccate ed una direzione artistica al momento vaga. Persi i bellissimi e sincopati contrasti cromatici di A Link Between Worlds il motore grafico appare non molto invitante, quasi grezzo. Conoscendo Nintendo i miglioramenti più sensibili avverranno nei prossimi mesi, a gameplay completato.

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Una bomba piazzata nel posto sbagliato può causare il panico tra i giocatori, cercate di non darle agli sbadati!

Tri Force Heroes ha enormi potenzialità e finora i punti che non ci hanno convinto risiedono maggiormente in ciò che ancora non conosciamo piuttosto che in quello che abbiamo provato: ad esempio i livelli della demo erano molto lineari, probabilmente scelti così per aiutare la dimostrazione, ma speriamo che nella versione finale ci sia spazio per qualche campo più aperto; il materiale presentato era in larga parte ripescato da A Link Between Worlds, i due giochi condividono il medesimo engine ma le contaminazioni ci piacerebbe non fossero eccessive; anche se le prime voci descrivono un gioco dritto per dritto, nel video presentato al E3 era possibile vedere una porzione di hub world, speriamo vivamente di poter visitare città e conoscere nuovi Png, soprattutto in virtù del fatto che adesso ogni giocatore avrà la propria partita e quindi sarebbe possibile inserire un mondo di gioco più ricco ed addirittura personale; comunicare “dal vivo” istruendo i partecipanti meno avvezzi è piuttosto indolore ma una volta on line senza chat vocale sarà altrettanto facile? Basteranno i simpatici baloon a coordinare i più distratti e non far ammattire i veterani?
Per concludere riponiamo molte speranze in Tri Force Heroes, il livello di sfida ben settato (non provate ad abbassarlo!!! ndr), l’affiatamento che si crea nel proprio team unito al solito gameplay pulito e puntuale della serie trovano qui un mix ottimamente calibrato; sperando che i designer sfruttino tutte le potenzialità del online e di un mondo di gioco che potrebbe avere sezioni interamente personali (come città, png, subquest…) poiché libero dai limiti tecnologici che distinguevano Four Swords Adventures aspettiamo in trepidante attesa l’ultimo trimestre dell’anno!

Godetevi la sottostante galleria in attesa della terza ed ultima parte della nostra prova dei migliori titoli Nintendo al E3 2015!

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