MotoGP 15 – Recensione

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Da quando la software house italiana Milestone ha acquisito i diritti per sviluppare titoli su licenza della MotoGP, l’appuntamento di Giugno è atteso con impazienza dagli appassionati delle due ruote che non vedono l’ora di emulare le gesta dei propri miti direttamente dal divano di casa. Se già MotoGP 14 si era presentato al cospetto della current gen in forma non proprio smagliante, ma accettabile volendolo considerare un capitolo di transizione, saranno riusciti quest’anno gli sviluppatori a proporre al pubblico un prodotto che sia riuscito a trarre beneficio dal nuovo hardware?

Sviluppatore: Milestone
Publisher: Milestone
Genere: corse, simulazione, sportivo
Piattaforme: PlayStation 3, PlayStation 4, Xbox 360, Xbox One, PC
Giocatori: 1-4 offline – 1-12 online
Prezzo di listino: € 49,99 – 59,99 – € 69,99
Formato: fisico – digital delivery
Localizzazione: Italiano

 

3…2…1… Via!

Lo sviluppatore italiano è ben noto per la sua passione smisurata per il mondo dei motori, siano essi a 2 o a 4 ruote, e nel tempo hanno sviluppato titoli quali S.C.A.R. Squadra Corse Alfa Romeo, WRC, SBK e, da 2 anni a questa parte, anche MotoGP. Il brand di suo veniva da alcuni anni di oblìo in cui nessuna software house se n’era voluta occupare, e di certo da questo punto di vista Milestone si presentò nel 2013 con un prodotto tanto ben strutturato e rifinito dal punto di vista del gameplay quanto sommario e superficiale tecnicamente. Ma ci stanno certe sbavature agli inizi. E magari si possono anche accettare col capitolo successivo, che nella sua versione PS4 non brillava di certo e risultava un mero MotoGP 13 aggiornato e con qualche piccola aggiunta. Perché questa premessa? Perché, purtroppo, anche MotoGP 15 presenta gli stessi pregi e difetti dei predecessori, con giusto qualche piccola chicca che ne giustifichi l’acquisto. Ma andiamo con ordine.

moto gp 15 1

Fino all’ultima curva

Chi sta seguendo MotoGP da quando Milestone lo ha rivitalizzato non si troverà innanzi particolari novità dal punto di vista della giocabilità: non che sia un male, dato che è da sempre un punto di forza del team italiano e, anche nell’edizione 2015, riesce a trasmettere il piacere e l’adrenalina dello stare in sella ai bolidi del motociclismo professionista grazie ad una buona fisica delle moto ed un sistema di guida preciso, punitivo e soddisfacente. Ma ciò che più ci è piaciuto è l’elevato grado di scalabilità della difficoltà che, attraverso una miriade di settaggi che vanno dalla fisica della moto alla gestione del peso in carena, permette davvero a chiunque di giocare al titolo, riuscendo ad accontentare giocatori esperti e novizi. Un’altra nota lieta, al riguardo, è il miglioramento dell’IA avversaria: finalmente, infatti, non verremo colpiti se dovessimo finire nella traiettoria di un altro pilota ma, com’è giusto che sia, lo vedremo dimenarsi nel tentativo di evitarci.
Peccato, invece, che la gestione delle collisioni lasci abbastanza perplessi: spesso si cade in situazioni apparentemente tranquille, o si resta in piedi come se nulla fosse tamponando un avversario. Da rivedere assolutamente. Idem per quanto concerne la reazione degli pneumatici al contatto con l’erba, che non modificano la percezione della moto rispetto all’asfalto e, di conseguenza, permettono escursioni tranquille in caso si arrivi troppo veloci in curva.

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Non fatelo nella realtà

Forse il miglior pregio della produzione Milestone è proprio la quantità di contenuti che offre, che variano dalla classica Carriera (strutturata come sempre per gradi, partendo dalla Moto 3 dovrete fare tanta gavetta per entrare nel gotha del motociclismo) alle modalità “Sfide 2 tempi”, “Eventi reali 2014” e “Batti il tempo”, sulle quali è il caso di soffermarsi qualche rigo:

  • Sfide 2 tempi chiede di completare un buon numero di scenari presi da varie epoche con piloti storici, i quali sono una piacevole aggiunta al già corposo roster di motociclisti presente nel gioco;
  • Eventi reali 2014, come facilmente intuibile e come già per il suo predecessore, chiede di portare a termine scenari presi dalla scorsa stagione;
  • Batti il tempo, infine, è la classica modalità “Time Attack”, che vi impone dei tempi da battere in ogni pista.

Se già offline vi saranno necessario decine e decine di ore per portare a termine MotoGP 15, l’online non è comunque un fattore da sottovalutare: fino a 12 giocatori contemporaneamente (peccato non si sia osato di più per simulare una gara reale) si possono sfidare in gare singole o campionati personalizzabili, con tanto di opzione che può abilitare o meno le collisioni fra i giocatori in pista. E l’assenza di lag o problemi di linea particolari permettono di apprezzare maggiormente il multiplayer.
Restando in tema di multigiocatore, ed esaminando la sua componente offline a schermo condiviso, è un vero peccato che non sia possibile né giocare in 4 sullo stesso televisore né soprattutto che non si possa superare i 6 piloti complessivi in pista. A cosa serve inserire tale caratteristica se non viene sviluppata a dovere?

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Sento l’adrenalina che mi scorre nelle vene

A livello tecnico il titolo Milestone non presenta particolari miglioramenti rispetto al passato: fatta eccezione per i dettagli di piloti e veicoli, infatti, tutto il resto è molto poco curato e molto indietro con i tempi. Già nella scorsa generazione piste così spoglie e poco dettagliate sfiguravano, figurarsi ora a distanza di due anni e con macchine di molto più potenti. Non capiamo perché il team italiano sia sempre così superficiale sotto questo aspetto.
Nota lieta, invece, è la cura per l’estetica, per la presentazione delle piste e per dati e citazioni varie: qui si può notare tutta la passione dei ragazzi di Milestone per i motori e per le due ruote, al punto da diventare parte integrante dell’esperienza ludica e dell’immedesimazione nel gioco stesso. Purtroppo, però, è anche vero che nel 2015 è impensabile che in un titolo dedicato alla MotoGP non sia presente una premiazione sul podio a fine gara. Sembra così scontato, eppure da 3 anni a questa parte nemmeno l’ombra.
Dal punto di vista sonoro è un piacere invece notare come il rombo dei motori sia stato curato al punto da dare quel valore in più al feeling della motocicletta, già di per sé sviluppato bene, che anche grazie al sapiente utilizzo della vibrazione vi farà sentire dei veri piloti. Ma non solo l’audio in sella è importante, quanto anche la selezione delle tracce che ci accompagneranno nei menù: forti, incisive e capaci di caricarci a dovere in vista della prossima gara.
In ultimo, ma non per importanza, dopo un anno di stacco e grazie al passaggio a Sky, è tornato Guido Meda al commento: nulla di eccezionale, come sempre, ma è già un piacere sentire le poche battute che sono state registrate dal celebre telecronista.

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Rossi c’è!

In conclusione MotoGP 15 è un ottimo gioco, un prodotto solido, valido per contenuti e qualità, che difetta soprattutto tecnicamente e per originalità, incapace di proporre nuovo allettante materiale per i giocatori esperti del franchise, ma allo stesso tempo un must per questi ultimi anche solo per l’aggiornamento di piloti e scuderie.
Un titolo molto valido e assolutamente consigliato anche per i novizi, grazie ad un tasso di difficoltà molto scalabile che permette a chiunque di avvicinarsi al motociclismo videoludico per la prima volta.

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