The Witcher 3: Wild Hunt (PC) – Recensione

CD Project Red, con i primi due The Witcher, si è imposto come uno degli sviluppatori di riferimento per il genere degli RPG, ma se il primo capitolo era un gioco dedicato ad una ristretta nicchia di appassionati del genere ed il secondo è riuscito ad ottenere vendite più che soddisfacenti solamente dopo mesi dall’uscita e grazie anche alla versione per Xbox 360, con The Witcher 3:Wild Hunt ci troviamo di fronte ad un titolo tripla A a tutti gli effetti e ad uno dei progetti più attesi per le console di attuale generazione e per PC, merito della grandissima qualità dei precedenti episodi e delle premesse altisonanti degli sviluppatori, affiancate da filmati di gameplay rilasciati nel corso dei mesi, semplicemente impressionanti. Finalmente il gioco è arrivato nei negozi dopo due rinvii, saranno riusciti i ragazzi di CD Project a mantenere le promesse e ad offrire uno dei GDR più memorabili degli ultimi anni, o avranno deluso le aspettative dei giocatori?

Titolo: The Witcher 3: Wild Hunt
Sviluppatore: CD Projekt Red
Publisher: Namco Bandai
Genere: Action/RPG
Piattaforma: PC, PS4, Xbox One
Giocatori: 1
Localizzazione: Inglese, sottotitolato in italiano

Il gioco ha inizio con il protagonista, il witcher Geralt di Rivia, alla ricerca della sua figlia adottiva Ciri, addestrata dallo stesso stigro. Il compito non sarà dei più semplici e porterà Geralt ad esplorare le tre principali location del gioco: il Velen, Novigrad e le isole Skellige, con la storia che andrà a ramificarsi sempre di più includendo personaggi noti sia ai lettori delle opere di sapkowski sia a chi ha giocato i due precedenti The Witcher. Proprio la componente narrativa è uno degli aspetti più importanti del gioco, con dialoghi riuscitissimi ed interattivi, che potranno essere modificati a nostro piacimento grazie alla possibilità di compiere scelte che avranno conseguenze sul mondo di gioco e con personaggi estremamente caratterizzati. Impressionante anche la cura della narrativa anche nelle quest secondarie, che non sono delle semplici missioni di raccolta oggetti o uccisione di mostri, ma che ci vedranno interagire con personaggi curati ed in alcuni casi presenti nei capitoli precedenti, come ad esempio il nano Zoltan e la maga Triss Merigold. Inoltre ogni quest secondaria ha una propria storia che andrà ad arricchire l’universo del gioco; senza contare le missioni di uccisione mostri, che porteranno il giocatore ad uccidere un enorme numero di creature, e le caccie al tesoro. Sotto questo aspetto The Witcher 3 non ha rivali, in quanto le side quest oltre ad essere presenti in numero spropositato sono incredibilmente curate e risultano divertenti e diversificate tra di loro. Tutto questo garantirà ore e ore di divertimento, in quanto per completare la campagna Single Player di The Witcher 3 sono sufficienti 30 o 40 ore di gioco, a seconda del livello di difficoltà, mentre le missioni secondarie potrebbero intrattenervi per centinaia di ore.

Se la componente narrativa è sempre stato uno dei tratti distintivi della saga, è il sistema di combattimento ed il gameplay in generale ad aver fatto enormi passi in avanti.Il combat system, infatti, risulta decisamente più frenetico rispetto al secondo capitolo, in quanto il ritmo di gioco si presenta molto veloce, merito anche del gran numero di nemici che generalmente ci attaccheranno, fattore che ci costringerà più volte a ricorrere alla rotolata o alla semplice schivata. Il tutto viene aiutato anche dalle animazioni di Geralt, molto più fluide che in passato, rendendo gli scontri spettacolari. Il titolo risulta anche più tattico, grazie alla presenza del vigore, che non ci consentirà di abusare della forza fisica del protagonista e che servirà anche per sfruttare i cinque segni dello strigo (Aard, Igni, Quen, Yrden e Axii). Fortunatamente gli sviluppatori polacchi hanno implementato la possibilità di sfruttare l’alchimia in qualsiasi occasione e di poter bere pozioni istantaneamente, andando ad eliminare il pessimo sistema di meditazione visto in The Witcher 2. In generale, The Witcher 3 non è un titolo semplicissimo e al terzo o quarto livello di difficoltà tra i quattro presenti saprà impegnare adeguatamente il giocatore, anche se forse il segno Quen semplifica fin troppo la vita in alcune occasioni; peccato solo per un’IA che non mi ha convinto del tutto, in quanto anche aumentando il livello di difficoltà non sfrutteranno mai particolari strategie per attaccarci, ma risulteranno semplicemente più resistenti e più forti. A semplificarci ulteriormente le cose ci pensa il campo visivo dei nemici, infatti in situazioni di difficoltà (quando possibile) potremo semplicemente scappare per curarci, in quanto mostri ed umani ci inseguiranno fino ad un certo punto per poi tornare inspiegabilmente indietro. In ogni caso, non tutti gli scontri saranno una passeggiata, e sopratutto durante le boss fight dovremo sfruttare a pieno le potenzialità di Geralt per sopravvivere e ci trovermo più volte a morire; questo anche perchè in ogni area troveremo nemici con un differente livello di difficoltà, quindi dovremo stare alla larga da alcune zone prima di aver livellato a sufficienza. Tuttavia, visti i già citati problemi all’IA nemica suggerisco di giocare The Witcher 3 con il terzo livello di difficoltà per poter usufruire della migliore esperienza possibile.

L’ultima fatica di CD Project Red non offre solo scontri contro soldati ed un numero immenso di creature (il vostro bestiario crescerà continuamente con il passare delle ore), ma anche una serie di attività secondarie piuttosto curate. Presenti, come in The Witcher 2, le scazzotate, piuttosto semplici e tutte basate sul giusto tempismo con il quale schiveremo gli attacchi dell’avversario per poi contrattaccare; più  divertenti risultano,invece, le corse con il cavallo, ognuna delle quali ci permetterà di ottenere miglioramenti proprio per il nostro destriero, il quale possiede quattro slot in totale. Il fiore all’occhiello, però, è rappresentato dal Gwent, nuova attività introdotta proprio in Wild Hunt: si tratta di un gioco di carte con precise regole, piuttosto curato e che offre un’ottima livello di sfida, costringendoci a costruirci un buon mazzo per poter competere con gli avverari. Non voglio parlarvi delle regole, ma preferisco farvele scoprire all’interno del titolo; vi assicuro solamente che se riuscirà a soddisfarvi, vi ruberà numerose ore.

Interessante introduzione risulta essere anche la balestra, molto utile con le creature volanti e fondamentale contro alcuni boss come il grifone; ovviamente esistono vari modelli di balestre ed ognuna di esse potrà essere potenziata con numerose tipologie di proiettili. Meno curati, invece, sono i combattimenti a cavallo, in quanto risulta molto difficile riuscire a colpire i propri avversari in corsa, segno che le battaglie non sono state pensate per essere affrontate in questo modo.

The Witcher 3 non delude neanche quando vengono presi in considerazione gli elementi GDR, con in generale una grande libertà offerta al giocatore. Il sistema di progressione di Geralt è ottimo, dato che sono presenti quattro differenti rami di abilità, tre dei quali (combattimento, magia e alchimia) divisi in quattro ulteriori livelli e l’ultimo ramo legato ad abilità speciali. Ogni potenziamento che sceglieremo può essere inserita in uno slot ed i vari potenziamenti potranno essere combinati con i mutageni per ottenere ulteriori migliorie. Ovviamente anche in Wild Hunt i dialoghi svolgono un ruolo fondamentale, perchè interattivi e perchè potranno essere sfruttati per modificare a nostro piacimento il corso di una quest, grazie sopratutto al segno Axii.

Un lavoro impressionante è stato svolto dagli sviluppatori anche per la creazione del mondo di gioco. Questa volta ci troviamo di fronte ad un titolo Open World a tutti gli effetti, con una mappa immensa (divisa in due macro aree) e tutta liberamente esplorabile fin da subito. Ad impressionare è sopratutto la varietà di luoghi che andremo ad esplorare e la quantità di persone e creature che incontreremo durante l’avventura, le quali rendono il mondo di gioco vivo ed incredibilmente immersivo. Non mancano i bug, come ovviamente ci si doveva aspettare, legati principalmente al nostro destriero, similmente a quanto accaduto in Skyrim e Red Dead Redemption. Presenti anche compenetrazioni poligonali, ma in generale si tratta di bug di poco conto e in numero minore a quanto mi aspettassi… di certo non si tratta di un TES V 2.0.

Tutto questo è stato accompagnato da una realizzazione tecncica impeccabile. Ho provato The Witcher 3 su un computer di fascia medio/alta settando tutte le impostazioni ad alto, con le ombre a medio e Hairworks, qualità dei dettagli e delle texture ad ultra, ed il risultato risulta semplicemente impressionante. I modelli poligonali sono curati nei dettagli, così come gli effetti particellari e climatici, e la creazione dell’acqua e della vegetazione è semplicemente da applausi, nonostante, ad essere pignoli, le foglie si muovono in maniera innaturale per la forza del vento. Convince del tutto anche la nuova tecnologia Nvidia, denominata Hairwork, che è in grado di rendere realistici i movimenti dei capelli di Geralt e del pelo di animali e crature. Il risultato è incredibile, a patto di avere una scheda video adeguata, dato l’impatto sulle prestazioni di gioco. Ma a lasciare a bocca aperta è l’insieme del tutto, vedere un mondo così vasto, dettagliato, con una cura artistica ineccepibile (le isole skellige, in particolare, offrono paesaggi spettacolari) e senza sbavature, neanche per quanto riguarda gli elementi secondari dello scenario, risulta quasi impossibile da credere; senza contare l’ottimo lavoro svolto dai ragazzi di CD Project RED per quanto riguarda l’ottimizzazione: raggiungere i 30 FPS stabili è fattibilissimo anche su computer non particolarmente prestanti ed il motore grafico risulta piuttosto scalabile, permettendoci di non dover sacrificare in maniera eccessiva la qualità visiva anche con schede video non recentissime. La mia prova è stata effettuata su un PC dotato di GTX 760 con 2GB di VRam, i5 4570 e 8GB di Ram, giocando sempre a 30 fotogrammi al secondo anche nelle situazioni più concitate.

Unica pecca va ritrovata nelle animazioni dei vari personaggi ed in particolare del protagonista, migliorate rispetto al passato, ma non del tutto convincenti, specie quando ci troveremo a scalare una parete o a scavalcare un ostacolo.

Per concludere, trovo del tutto senza senso la quesione legata al downgrade: è evidente che il titolo non raggiunge la qualità presentata nei primissimi video gameplay, ma si tratta di filmati vecchi di due anni e dal punto di vista visivo The Withcer 3 non ha eguali, si tratta del gioco con ambientazione Open World più bello mai fatto e sotto questo aspetto setta nuovi standard per il genere. Senza contare il supporto alle mod, che sicuramente migliorerà ulteriormente il titolo.

Discorso analogo va fatto anche il sonoro: le musiche vi rimaranno impresse nella mente per giorni e riescono a ricreare perfettamente l’atmosfera, accompagnando nel miglior modo possibile le varie situazioni di gioco. Ottimo anche il doppiaggio, curato e convincente, andando a giustificare pienamente la scelta di aver lasciato l’audio in lingua originale con i soli sottotitoli in italiano.

The Witcher 3 è un titolo imponente in tutti i sensi: il mondo di gioco è immenso, così come la quantità di cose da fare, il gameplay risulta finalmente completo sotto tutti i punti di vista e graficamente il titolo non ha rivali. Se non fosse per le animazioni e per l’IA nemica (vero grande difetto del gioco) ci troveremo di fronte ad un titolo praticamente perfetto. Si tratta, in ogni caso, di un capolavoro imprescindibile che rende pienamente giustizia ai libri di Sapkowski e che saprà sicuramente ripagare la vostra attesa, regalandovi ore e ore di divertimento. The Witcher 3, dal mio punto di vista, è il nuovo punto di riferimento per il genere; CD Project ha fatto centro !

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