The Witcher 3: Wild Hunt – Recensione

Ci sono saghe, e Saghe (la S maiuscola era d’obbligo) nel mondo dei videogiochi, proprio come ci sono developer e Developer. L’utilizzo della maiuscola all’inizio dei sostantivi precedenti non era casuale e nemmeno un errore di battitura. Era un segno, voluto per distinguere saghe e developer di un certo spessore da quelle interessante esclusivamente al moneygrabbing.
Ultimamente sono molto più diffuse quest’ultime nel mondo videoludico, ma noi giocatori non perdiamo la speranza proprio grazie a team di sviluppo come i CD Projekt Red.
Questo team di rampanti polacchi, inaugurato come publisher di titoli BioWare in Polonia, ha voluto nel 2007, lasciare un proprio segno in questo mondo, pubblicando uno degli RPG più riusciti degli ultimi anni in esclusiva PC, ovvero: The Witcher.
Sebbene la piattaforma prediletta di CD Projekt sia sempre stata il Personal Computer, non ha mai disdegnato lo sviluppo su console, anzi. Fin dal primo capitolo, il team ha sempre pensato di portare la prima avventura del lupo bianco Geralt sull’ormai old-gen, con il nome di Rise Of The White Wolf.
Purtroppo, il team allora non era pronto per sostenere una spesa così ingente, e per monetizzare il più possibile pubblicò una versione corretta ed ampliata del primo The Witcher, sottotitolata per l’occasione Enhanced Edition.
Nel contempo però, qualcosa si stava muovendo nel team, e fu così che a ben quattro anni di distanza e dopo tanta acqua passata sotto i ponti, vide la luce The Witcher 2: Assassins Of Kings. Un titolo impressionante che fu acclamato da critica e pubblico come uno dei migliori Action/RPG di sempre.
Ma ciò che ha sempre contraddistinto il team polacco è stata la dedizione ed il supporto continuo che dedica ai suoi prodotti. E, come accaduto con il primo capitolo, ecco spuntare la The Witcher 2: Assassins Of Kings – Enhanced Edition… Con la differenza che questa volta, il titolo vedrà la luce anche su Xbox 360. All’epoca il lavoro di ottimizzazione sulla vecchia Microsoft fu da applausi, consegnandoci un titolo veramente impressionante anche su console.
Ormai la next-gen sembra aver preso piede in modo definitivo, abbandonando una volta per tutte lo sviluppo sulla old-gen. E CD Projekt non vuole farsi trovare impreparata… Dopo averlo rimandato per ben due volte, quale sarà il risultato finale per il capitolo conclusivo della trilogia del carismatico Geralt Di Rivia, intitolato per l’occasione The Witcher 3: Wild Hunt?
Scopritelo nella nostra recensione.

Titolo: The Witcher 3: Wild Hunt
Sviluppatore: CD Projekt Red
Publisher: Namco Bandai
Genere: Action/RPG
Piattaforma: PC, PS4, Xbox One
Giocatori: 1
Localizzazione: Inglese, sottotitolato in italiano

Temeria, Maggio 1272
L’impero dei Nilfgaardiani ha invaso le Terre del Nord, ed il caos e la xenofobia regnano nei placidi villaggi di campagna.
I Signori che un tempo hanno cercato di usare le abilità di Geralt Di Rivia per il loro personale tornaconto sono oramai morti e nessuno può tranquillizzare le popolazioni su chi porterà la pace e su chi porterà loro nient’altro che distruzione e morte.
Tuttavia, i “potenti” che governano ed invadono queste terre, non sono a conoscenza di una minaccia ben più grande: la minaccia della Caccia Selvaggia, composta da cavalieri spettrali, finora solo oggetto di miti e leggende, che hanno afflitto in precedenza l’umanità per secoli. Ma ora la Caccia Selvaggia, è alla caccia di una persona… Una ragazza per la precisione: Cirilla, proprio colei che ha affidato la propria vita fin dall’infanzia nelle mani dello bianco lupo Geralt.

Il comparto narrativo, come da tradizione di CD Projekt, è curato nei minimi dettagli. Ci troviamo di fronte ad un lavoro a dir poco strabiliante, che alla main quest, che alterna toni frivoli ad altri più maturi, capace di donare colpi di scena ed emozioni a profusione, affianca una serie di sub-quest secondarie capaci da sole di reggere una serie di sottotrame fittissime, utili a svelare i numerosi retroscena e misteri che pervadono le lussureggianti terre del Nord. Da non sottovalutare anche la coerenza con quanto riprodotto nei libri dello scrittore Sapkowski (da cui le opere videoludiche traggono ispirazione). Sebbene l’avventura sia assolutamente fruibile per tutti (anche per coloro i quali non hanno giocato i precedenti titoli), si proverà non poca goduria nel ritrovare personaggi incontrati nei titoli precedenti o nel cogliere qualche riferimento dalle opere letterarie sopracitate.

Pad alla mano, The Witcher 3 è capace di donare numerose soddisfazioni, attestandosi come uno tra i migliori action-rpg presenti sul mercato (e forse tra i migliori mai programmati). CD Projekt ci ha messo l’anima in questo titolo, e lo si nota da una profondità incredibile nell’impianto di gioco, con un sistema di combattimento più frenetico, veloce, ma anche più tattico rispetto al secondo capitolo, il cui combat system fu considerato come l’anello debole di una produzione altrimenti perfetta.
Ebbene, l’aggiunta del vigore al protagonista (in modo da non permetterci di abusare con schivate e capriole varie), unito al vitale utilizzo del bestiario, con annesse bombe, pozioni e segni diversi da utilizzare per ogni circostanza (Aard, Igni, Quen, Yrden e Axii), aggiunge un tatticismo non indifferente al combat system, specialmente alle difficoltà più elevate, dove l’ia dei nemici sarà molto più ostica e varia nei pattern d’attacco.
Ciò che non ha convinto appieno in fase di recensione, è stato il feedback concesso dai colpi. Molto spesso si ha la sensazione di fendere colpi senza potenza e senza il minimo impatto, cosa che contraddistingueva anche il combat system dei precedenti capitoli.
Il livello di sfida è tarato senz’altro verso un livello medio-alto, persino alla difficoltà più facile potremo morire in ogni istante se ci dovessimo imbattere in una situazione spiacevole, contro un numero soverchiante di nemici. In ogni caso, il nostro consiglio è di prestare estrema attenzione al bestiario e al rango dei nemici. Se alle prime difficoltà un Geralt di lv. 8, con un pizzico di tattica può avere la meglio su nemici anche di livello 13 o 14, lo stesso non si può dire se decideste di intraprendere la campagna ad un livello di difficoltà maggiore, dove il divario tecnico tra il vostro pg ed il nemico, sarà sempre più tangibile.
Ma ricordiamo come The Witcher, sia innanzitutto un gioco di ruolo, e come tale presenta uno sviluppo del personaggio estremamente vario e stratificato. Oltre alle classiche abilità acquisibili con i PE, potremo decidere tre abilità da incanalare in quattro alberi differenti. Ogni albero sarà caratterizzato da uno slot “madre”, dove potremo incanalare un mutagene che ci verrà droppato da alcuni nemici in particolare. In base al colore del mutagene, e al tipo di abilità incanalate potremo creare una sorta di “intesa” che amplifica i valori delle skills.
Abbiamo apprezzato anche l’introduzione della balestra come arma da fuoco secondaria, sebbene il suo utilizzo sia piuttosto circoscritto ad alcune categorie di nemici.

Il passaggio da ambientazioni piuttosto circoscritte ad un open-world quasi totale, ha portato dietro diversi strascichi. Certo, è tutto perdonabile se si considera che The Witcher 3 è il primo approccio di CD Projekt ad un open-world, e siamo convinti che le leggerezze che analizzeremo tra poco, saranno limate con mesi di supporto da parte del team, tramite aggiornamenti.
Stiamo parlando di animazioni non sempre perfette da parte di Geralt, specialmente durante le scalate o in prossimità di un terreno piuttosto scosceso. Non sempre le animazioni in questione sono fluide e naturali, ed in alcune circostanze il protagonista tenderà ad incastrarsi in alcuni elementi dello scenario.
Lo stesso dicasi se saremo a bordo del nostro fido equino Rutilia, capace di incastrarsi anche nei pressi della più piccola staccionata, specialmente se al galoppo all’interno di un villaggio. Inoltre, non manca qualche esilarante bug dedicato proprio al cavallo, esattamente come quanto successo in precedenza con titoli del calibro di Red Dead Redemption o The Elder Scrolls V: Skyrim.

Che The Witcher 3 sia un’opera mastodontica e sconfinata, lo si nota anche dal quantitativo di contenuti creati da CD Projekt. La sola main questa sarà in grado di portarvi via più o meno 20 ore se doveste andare dritto per dritto, ma in titoli del genere la longevità è un fattore molto soggettivo. Di cose da fare ce ne sono a profusione, tra missioni secondarie, contratti da Witcher, cacce al tesoro, o semplice crafting di armature complete e spade. Con questi numeri è facile credere alle parole degli sviluppatori quando qualche settimana prima del lancio, riferirono che per portare al termine The Witcher 3 al 100% ci sarebbero volute all’incirca 200 ore.
Inoltre, sono state annunciate altre due espansioni: Hearts Of Stone e Blood And Wine che verranno rilasciate rispettivamente nel corso del 2015 e nel primo quarto del 2016, andando ad aggiungere all’incirca 30 ore di contenuti aggiuntivi. Se si considera, inoltre, il continuo supporto di CD Projekt con aggiornamenti, miglioramenti e DLC gratuiti (sì, avete letto bene), beh… Non possiamo che applaudire e lodare gli sviluppatori e la loro politica sui contenuti.

Molti dubbi riguardanti questo nuovo The Witcher 3, erano a proposito del comparto tecnico. Nei mesi antecedenti all’uscita, i CD Projekt ci hanno deliziati con filmati dalla qualità impressionante. Ciò che lasciava un senso di amarezza al termine delle demo mostrate, era che giravano tutte su PC.
Se i PC players potevano rimanere relativamente tranquilli riguardo la qualità del titolo su Windows, lo stesso non poteva dirsi per i possessori di console casalinghe, ansiosi di vedere la qualità dell’opera sulle loro macchine. I developer in più di una circostanza hanno tranquillizzato gli animi, rassicurando tutti che le versioni console non avrebbero sfigurato di fronte a quella Pc, con le dovute proporzioni.
Ebbene, CD Projekt Red ha mantenuto la promessa. Ed effettivamente The Witcher 3 su console è un gran bel vedere.
Tecnicamente potrebbe essere il titolo che potrà segnare il nuovo standard degli open world su console. Ci troviamo di fronte ad un mondo vastissimo, dettagliato, con una palette di colori varia e accesa.
I dettagli si sprecano, dalla cura della rigogliosa vegetazione, agli effetti di luce e particellari. Viaggiare nelle terre del Nord, seppure pericolose, sarà sempre un piacere per gli occhi a bordo del vostro fido destriero.
Dal punto di vista artistico, tocchiamo davvero picchi di eccellenza. Capiterà spesso di fermarci anche per poter solo ammirare uno splendido scorcio paesaggistico (specialmente nell’arcipelago delle Isole Skellige), accompagnato dalle dolci note musicali di sottofondo, rendendo l’esperienza da un certo punto di vista anche molto poetica.
Ottimi anche i modelli dei protagonisti e le animazioni che li caratterizzano e le espressioni facciali, vero tallone d’Achille del precedente capitolo, ora finalmente convincenti ed in grado di farci immedesimare nei protagonisti.

Certo, con tanta roba di così pregevole fattura, era inevitabile scendere a compromessi. Il gioco gira ad una risoluzione di 1080p su PS4, mentre ha una risoluzione dinamica su Xbox One (a seconda delle circostanze sulla console di Microsoft andrà a 900p o 1080p). In entrambe le situazioni si riscontrano problemi analoghi, come un frame rate leggermente instabile specialmente durante le condizioni meteorologiche avverse, oppure all’inizio dei dialoghi. Inoltre, la linea dell’orizzonte non è propriamente vasta, ed è in grado di coprire solo qualche centinaio di metri, il tutto condito da qualche pop up, specialmente procedendo a velocità sostenuta con il cavallo.
Inoltre, i caricamenti si sprecano, specialmente nel caso in cui dovessimo ricaricare una partita (dopo una morte o ad inizio partita) oppure nel caso in cui dovessimo utilizzare il viaggio rapido, toccando picchi anche di 50 secondi.
Insomma, nulla di cui preoccuparsi, specialmente se si considera la vastità dell’opera messa su. E possiamo assicurare che CD Projekt ha imbastito uno spettacolo eccelso su console, ed ha elevato al massimo le performance del loro Red Engine 3 su Personal Computer.
Inoltre, su PC le impostazioni grafiche sono molto scalabili, indice di un buon lavoro di ottimizzazione da parte del team.
Nota a margine per i complottisti del downgrade: effettivamente, se paragonato ai primi stralci di gameplay mostratici, si nota un piccolo downgrade tecnico… Ma il risultato finale è comunque impressionante e dettagliato come pochi videogame oggi, e dubitiamo che esista una larga schiera di PC di tale fascia, che sia in grado di supportare una mole di dettaglio così impressionante.
Eccezionale tutto il comparto audio, a partire dalle eccezionali musiche d’accompagnamento di stampo epico-celtico, al doppiaggio sensazionale dei protagonisti. L’unico elemento da rimproverare nel comparto audio è l’eccessivo riciclaggio di alcune voci dei personaggi comprimari o degli npc.

VERDETTO FINALE
Quanto ci sei mancato Geralt… Il poter riprendere in mano il pad e riassaporare le atmosfere dei romanzi di Sapkowski su schermo, lo stavamo bramando ormai da tre anni, ed il rinvio del titolo da febbraio a maggio, non ha fatto altro che amplificare questa fame di contenuti, consci della quantità e della qualità che CD Projekt potesse offrirci.
Ebbene, The Witcher 3 è sotto ogni punto di vista il miglior Action/RPG, nonché uno dei migliori titoli, prodotti in questa generazione, caratterizzato da una qualità e quantità di contenuti che ad oggi pochissimi possono vantare.
L’olimpo della perfezione è distante solo un nichelino, in quanto avremmo gradito una maggiore rifinitura, una maggiore smussatura da parte di CD Projekt Red. In fin dei conti si tratta solo di piccolezze, che non vanno a minare quanto di impressionante ed epico hanno messo su gli sviluppatori… Un’opera a cui dedicare anima e corpo… Quel finale delle avventure di Geralt Di Rivia che tutti stavamo aspettando con trepidazione. Capolavoro.

P.S. Piccolo appunto per la Collector’s Edition. Anche in questo caso CD Projekt si è superata, confezionando una delle migliori collector’s edition degli ultimi anni, contenente: gioco, steelbook, soundtrack, mappa di gioco, artbook, fumetto prequel, adesivi, medaglione dei Witcher ed un’action figure di Geralt di pregevole fattura.


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