Bastion (PS4/Ps Vita) – Recensione

Bastion 1

Ormai in molti hanno capito che dietro a dei videogiochi sviluppati da team indipendenti si celano spesso delle esperienze uniche nel loro genere, di quelle che lasciano il segno e restano impresse nella mente. Quest’oggi è il turno di Bastion, una piccola gemma sviluppata dai ragazzi di Super Giant Games, già uscito qualche anno fa su Xbox 360 e PC. Finalmente il titolo è sbarcato su Current-Gen e, per la prima volta, sulle sponde nipponiche di PlayStation, rappresentando un acquisto obbligato per chi non ha colto l’occasione di provarlo all’epoca del suo rilascio originale.

Titolo: Bastion
Sviluppatore: Super Giant Games
Distributore: Super Giant Games
Genere: Action RPG, Indie.
Piattaforme: PlayStation 4 e Xbox One.
Localizzazione: Testi in italiano e doppiaggio inglese.

Verremo catapultati nel colorato e fiabesco mondo di Bastion prendendo controllo del nostro personaggio, Kid, risvegliatosi su di un letto sospeso nel vuoto udendo una voce che lo chiamava da lontano.
Ad aspettarci troveremo un mondo distrutto e consumato dai tempi che furono, e ce ne accorgeremo dai vari scorci che potremo ammirare durante il nostro peregrinare seguendo la voce narrante, la quale ci racconterà che sono stati cancellati dalla Calamità che si è abbattuta.
I primi quindici minuti funzionano da prologo alla storia, spiegando un po’ le meccaniche del gioco, fino a quando non raggiungeremo il Bastion. Qui troveremo un Saggio, che altri non è se non la voce che ci ha guidati poc’anzi, spiegandoci che ci ha risvegliati per salvare il Bastion e il mondo che lo circonda, e per farlo saremo costretti a cercare i Nuclei, fonti di energia che ci permetteranno di costruire nuovi edifici nel Bastion, e che funzioneranno da negozi di vario tipo. Una volta che avremo assimilato quale sarà il nostro compito ci fionderemo direttamente allo Skyway, il quale ci permetterà di visitare i mondi nei quali sono presenti i nuclei da recuperare.

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La semplicità nell’originalità..

Il gameplay di Bastion è molto immediato ed intuitivo, grazie a dei comandi molto semplici con due tasti destinati al combattimento e uno alla schivata. La visuale del gioco è isometrica, così come per il recente Transistor (altro titolo di Super Giant Games). Il nostro eroe potrà portare con sé solo due armi e, sebbene abbiamo libera scelta al riguardo, è molto probabile che si opti per una bocca da fuoco per colpire da lontano o liberarsi quando si è accerchiati ed un’arma bianca per gli attacchi ravvicinati. I nemici che popolano i livelli non sono altro che spiriti di diverse dimensioni. I mondi che andremo a visitare hanno una struttura unica e, a seconda del livello, troveremo percorsi secondari di vario tipo dove potremmo scovare degli antichi artefatti che, una volta riportati al Bastion, ci racconteranno frammenti di storia. Il nostro eroe potrà essere potenziato in vari modi, partendo dal suo equipaggiamento tramite la fornace, fino ad arrivare ai potenziamenti dalla distilleria, la quale offre vari buff e magus. Durante il gioco troveremo altri abitanti, vivi e vegeti, i quali avranno dei ruoli molto importanti all’interno della narrazione, motivando ancor più il giocatore a proseguire per scoprire chi realmente fossero prima della Calamità e quale fosse il loro ruolo nel mondo che era. L’unica pecca del gioco sta nella ripetitività di nemici e ambienti.
Per gli amanti della difficoltà ci sono delle buone notizie, infatti tra i tanti elementi del Bastion ci sarà un tempio nel quale sarà possibile sfidare delle divinità, ognuna delle quali porterà degli svantaggi al giocatore permettendogli di modellare il tasso di difficoltà a proprio piacimento.

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Musica per le mie orecchie..

Oltre la ormai nota narrazione del gioco, un altro elemento che va lodato e citato è sicuramente il comparto audio, visto che il gioco ha un ottimo doppiatore per il narratore che ci introduce perfettamente all’interno del mondo, spiegandoci passo per passo quel che ci accade attorno. Il sonoro eccelle pure nella OST composta dall’ormai famoso Darren Korb, responsabile anche della soundtrack di Transistor.

Commento Finale

Crediamo che ormai non ci sia quasi più nulla da dire sulla fatica dei Super Giant Games, è stata un ottima mossa quella di riportarlo su Current-Gen dando l’opportunità di giocarlo a chi non ha potuto a suo tempo. Il gioco è rimasto tale e quale a quando lo avevamo lasciato alla sua prima comparsa, un buon titolo che sa divertire e che sa intrattenere in tutte le sue cinque ore di gioco. Purtroppo i difetti che lo affliggevano sono rimasti, ma d’altronde non ci si aspettava neanche dei cambiamenti radicali in questa semplice conversione. Possiamo dire che il gioco è rimasto ottimo come allora, e che è obbligatorio l’acquisto per chi è in cerca di un’esperienza particolare e per chi si vuole cimentare in una avventura colorata e varia.


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