Dark Souls II: Scholar of the first Sin – Recensione

logodarksouls2 E quando la nostra anima sembrava pronta a rilassarsi e dedicarsi ad altri titoli, ecco che irrompe sul mercato Dark Souls II: Scholar of the First Sin col chiaro intento di far dannare la nostra anima una volta per tutte e spedirci all’interno di un vortice infinito costellato da rabbia e frustrazione. Questa nuova edizione di Dark Souls II uscita su console di vecchia e nuova generazione va presa come una versione definitiva contenente sia tutti i DLC finora rilasciati sia dei miglioramenti che non passano inosservati. Chiamatela mossa commerciale, ma questa è un’ottima opportunità per chi non ha giocato l’ultimo capitolo della serie Souls a suo tempo, un recupero molto gradito per gli amanti del genere, o semplicemente per chi è un fan accanito delle produzioni del celebre Hidetaka Miyazaki.

Gli sviluppatori avranno fatto ammenda dei loro peccati? Saranno riusciti a sistemare tutti quei problemi che affliggevano il gioco, ma anche lo stesso giocatore, che si andavano ad aggregare a quel ciclo vizioso di morte all’interno del gioco? Scopriamolo insieme.

Titolo: Dark Souls II: Scholar of the first Sin
Sviluppatore: From Software
Distributore: Bandai Namco Games
Genere: Action RPG, Avventura.
Piattaforme: PlayStation 4, Xbox One, PlayStation 3, Xbox 360 e PC.
Localizzazione: Testi in italiano e doppiaggio inglese.

Quanto mi sei mancata, mia cara Drangleic..

Una volta partiti per il nostro viaggio, ci ritroveremo per l’ennesima volta all’interno del pittoresco mondo di Drangleic che, per chi non lo sapesse, è il nome del mondo di gioco di Dark Souls II. Sicuramente tra le prime cose che saltano all’occhio vi è una maggiore fluidità rispetto alle versioni originali, le quali soffrivano di cali veramente incisivi che riuscivano perfino a peggiorare la situazione del giocatore durante una sessione di battaglia. Giustizia è stata fatta per i possessori di PlayStation 4 e Xbox One, infatti al livello grafico ci ritroveremo a una versione migliorata di quella per PC, la quale dona un impatto grafico soddisfacente per la current gen e gode di una vista veramente piacevole, specie per i nuovi effetti particellari del gioco, sia nelle ombre che nelle luci. Un’altra nota positiva che va messa in rilievo sono sicuramente i caricamenti che sono stati resi molto più veloci, in modo da non spezzare troppo l’esperienza di gioco con attese non molto gradite, in particolar modo dopo essere stati uccisi. Nonostante le nuove Directx 11 si facciano sentire sulle ambientazioni, non possiamo dire lo stesso per i modelli poligonali dei personaggi, visto che alcuni risultano identici alla versione originale del gioco, stonando leggermente con la caratterizzazione grafica dell’ambientazione.

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Una Remastered piena di contenuti

Se l’impatto grafico è un mezzo punto a favore per questa ennesima Remastered, allora i contenuti sono senz’altro un punto pieno, considerata la vasta gamma di cose che ha da offrire, aggiungendo così ore di divertimento (o forse disperazione?) all’interno di questo viaggio nelle terre di Drangleic. La storia del gioco era di per sé abbastanza gradevole, ma Scholar of the First Sin ha voluto approfondire il tutto con nuovi elementi e nuovi dialoghi, mettendo ancor più in rilievo una trama di per sé contorta e unica nel suo genere. Ricordiamo che all’interno di questa edizione sono presenti pure i DLC, parte fondamentale della storia, specialmente per chi ha giocato il primo capitolo di Dark Souls, visto che all’interno vengono chiarite alcune cose inerenti ad esso.

Abbiamo brutte notizie, invece, per chi sperava in un abbassamento della difficoltà, perché il gioco non solo era già difficile di suo, ma la malvagia mente degli sviluppatori li ha portati a spostare le posizioni dei nemici in modo da ostacolare anche chi ha superato diverse volte la campagna principale ricordando tutti gli scorci e le tattiche di aggiramento. Inoltre, sempre per la felicità dei “Vogliamo una difficoltà più bassa”, i tesori sono stati anch’essi riposizionati in zone molto più ostiche e presidiate da nemici abbastanza potenti e pronti a farci ripartire dall’ultimo falò acceso. I nemici e i tesori non sono stati gli unici a ricevere un mutamento incisivo, infatti anche le location sono strutturate in modo leggermente diverso, magari una scala che ricordavamo essere in un posto la ritroveremo in un altro, e in aggiunta a questo (come se non bastasse) si aggregano i percorsi bloccati e le scorciatoie solitamente usate dai giocatori per evitare le aree più pericolose.

Buone nuove anche sul fronte del multiplayer, in cui oltre al miglioramento dei server, sono stati upgradati gli slot per le partite, permettendo di ospitare fino a cinque giocatori per sessione, tre spiriti aiutanti e due invasori di altri mondi. Un’aggiunta che risulta molto appetitosa, per chi come abbiamo detto prima, sperava in una “easy mode” del gioco, visto che il numero dei giocatori in soccorso sono aumentati, rendendo le battaglie con i boss un pelo più semplici.

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Commento Finale

In conclusione possiamo dire che Dark Souls II: Scholar of the First Sin è un ottimo prodotto, di certo si va ad aggiungere alle numerose Remastered, ma allo stesso tempo si distingue da esse con nuovi contenuti e migliorie facendo ammenda dei propri errori. Ovviamente è un titolo destinato a un determinato pubblico, vista la sua elevata difficoltà, ma ci sentiamo comunque in dovere di consigliarlo agli amanti del genere, visto che resta un ottimo gioco con una lore molto profonda se compresa come si deve.


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