Final Fantasy Type-0 HD – Recensione

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Dopo l’annuncio allo scorso E3 di Los Angeles, quello del 2014, è arrivato finalmente tra noi il titolo firmato Hajime Tabata: Final Fantasy: Type-0 HD. Uscito su PlayStation Portable nel 2011, Type-0 approda sulle console di nuova generazione in una nuovissima rivisitazione, mostrando tuttavia qualche limite tecnico e risultando un po’ fuori contesto.
Pur essendo parte della Fabula Nova Crystallis, Type-0 prende marcatamente le distanze dai sentimentalismi della trilogia di Final Fantasy XIII, assumendo una connotazione decisamente più cruenta: scenario del gioco, dipinto con tratti forti e incisivi, è un terribile conflitto dai risvolti tragici e sanguinari.

Titolo: Final Fantasy Type-0 HD
Sviluppatore: Square Enix
Publisher: Square Enix
Genere: Gioco di Ruolo/Action
Piattaforma: Xbox One, PlayStation 4
Localizzazione: Inglese e Giapponese con sottotitoli in Italiano

In Type-0 controlleremo una classe composta da quattordici elementi, ma durante gli scontri e le battaglie potremo manovrarne solo tre per volta, con possibilità di passare dall’uno all’altro usando la croce direzionale del controller: se uno dei membri del gruppo dovesse morire, potremo sostituirlo con un altro membro della classe. Se però dovessero morire tutti simultaneamente, ci troveremmo davanti all’inevitabile Game Over, motivo per il quale è preferibile non affezionarsi troppo ad uno specifico trio e utilizzare tutti i personaggi senza tralasciarne nessuno.

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Per sopravvivere alla difficoltà di Type-0 è assolutamente necessario padroneggiare lo stile proprio dei protagonisti e far evolvere ognuno dei giovani combattenti. Durante gli scontri risulta essenziale la funzione dei quattro tasti frontali del controller, a ciascuno dei quali è possibile assegnare un’azione offensiva, magica o evasiva. Schivare è fondamentale e la velocità d’azione non escluderà, comunque, l’esigenza di un pensiero strategico; ad esempio, attendere per attaccare nel momento giusto, in cui il bersaglio designato si scopre e presta il fianco ad un attacco critico (indicato da una icona gialla) o addirittura letale (indicato da una icona rossa) è una tecnica imprescindibile per avere la meglio.
Talvolta, durante gli scontri più concitati, la telecamera può creare un po’ di scompiglio e questa imperfetta gestione dell’inquadratura rappresenta uno dei difetti più evidenti del porting. Converrà, dunque, utilizzare il lock-on sul nemico, necessario anche per raccogliere gli ectoplasmici phantom che i nemici rilasciano alla propria morte.

Questi potranno essere utilizzati per far evolvere le magie dei personaggi o per completare diverse missioni secondarie. Dopo pochi minuti ci si abitua al sistema di combattimento, che risulta più che valido e immediato e la cui profondità si rivela sorprendente anche dopo centinaia di scontri. Il merito va alla presenza di ben quattordici personaggi, caratterizzati da stili di combattimento molto diversificati tra loro.

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A fronte di questa impostazione marcatamente strategica, Final Fantasy Type 0 non tradisce comunque le sue origini di jrpg e presenta caratteristiche tipiche del genere e della saga: l’Akademia, sede della scuola militare, costituirà un teatro ricorrente delle nostre peregrinazioni, consentendoci una vasta gamma di interazioni. Dal semplice girovagare per parlare con gli NPC (alcuni dei quali ci assegneranno incarichi secondari) all’esplorazione fine a se stessa, senza trascurare l’allevamento degli immancabili Chocobo, atti ad un più agevole spostamento sulla mappa di gioco; quest’ultima ci ripresenta una funzionalità della quale si era sentita molto la mancanza nelle ultime incarnazioni della serie, ossia la World Map, uno strumento che ogni amante di Final Fantasy sa essere parte integrante del meraviglioso senso di scoperta ed esplorazione che ha reso grandi gli episodi più significativi della saga. Altra caratteristica tipica del jrpg che (nel bene e nel male) non manca in questo Type-0 è il grinding: far evolvere in maniera bilanciata tutti i personaggi (esigenza importante, come già si è detto) richiederà un notevole impegno, consumato in ore intere trascorse a incrementare il livello e le capacità dei personaggi; un’attività ripetitiva, ma a cui qualsiasi estimatore di titoli ruolistici orientali non può certo dirsi impreparato, al punto da poterla trovare persino gradita.

Dal punto di vista artistico si fa notare l’evocativa colonna sonora, perfettamente all’altezza degli standard di Nobuo Uematsu. Sul fronte tecnico, invece, dispiace constatare che, sul grande schermo, le ambientazioni (ad eccezione dell’Akademia) si rivelano scarne e vuote, con superfici non proprio bellissime da vedere. Anche in merito ai modelli dei personaggi, a fronte di una maggiore cura riservata ai protagonisti, appare minore l’impegno dedicato a nemici e personaggi secondari, che addirittura sembrano non essere stati minimamente migliorati rispetto alle controparti per PSP.

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Verdetto Finale

Final Fantasy: Type-0 HD è un porting dal quale traspaiono, in alcuni casi senza pietà, la provenienza da un contesto portatile e l’età dell’episodio originale. Si tratta comunque di un’opera il cui avvento su console domestiche è sembrato per anni un miraggio impossibile e poter vivere le circa dieci ore di questa fantastica avventura costituisce, per molti, la realizzazione di un sogno. Le atmosfere sono piuttosto cruente, dato il contesto della guerra che infuria nel mondo del titolo Square; considerando anche che il ben studiato sistema di combattimento (per intenderci affine a quello di Crysis Core) non lascia molto spazio agli errori e una generale sufficienza del comparto tecnico, Final Fantasy: Type 0 HD rimane un prodotto più che valido, che ci sentiamo di consigliare agli appassionati della serie e non.


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