Atelier Shallie: Alchemists of the Dusk Sea – Recensione

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Come tutti ben sappiamo: tutto quel che inizia è destinato a finire, e purtroppo è così anche per la serie Dusk Sea del brand Atelier. Siamo giunti così alla fine di questa fantastica e particolare storia ideata dai ragazzi di Gust, un intreccio che è partito da Ayesha fino ad arrivare a Shallie districandosi nell’arco di tre titoli.

Titolo: Atelier Shallie: Alchemists of the Dusk Sea
Sviluppatore: Gust
Distributore: Koei Tecmo
Genere: Gioco di ruolo giapponese, Adventure.
Piattaforme: PlayStation 3.
Localizzazione: Testi in inglese e doppiaggio inglese e giapponese.

Atelier Shallie si presenta con una nuova veste grafica che spicca subito all’occhio per la sua ricercatezza, inoltre rispetto a Escha e Logy, dove i due protagonisti vivevano le stesse peripezie, qui le nostre due eroine avranno a che fare con storie inizialmente diverse e condivise solo in certi punti. Ambedue vedranno il proprio nome derivare dalla radice Shallie: Shallistera e Shallotte.

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Due protagoniste dallo stesso nome..

Come da tradizione, a dare il via al tutto vi sarà un prologo che ci presenterà le due protagoniste partendo dalla figlia del capotribù, ovvero Shallistera, la quale si troverà a bordo di una nave con destinazione Stellard. Dopo qualche dialogo tra i membri dell’equipaggio, scopriamo che vi sono alcune zone che soffrono di siccità, e spetterà pertanto a noi scoprirne la causa. Quando il gioco ci metterà nei panni di Shallotte, scopriremo che lei è una normalissima abitante di Stellard, e il suo unico scopo è quello di rendesi utile per il bene comune, e anche per guadagnare qualche spicciolo da mettere in tasca.
Portato a termine il prologo, verremo ammaliati da una stupenda opening che ritrae alcuni dei protagonisti dei capitoli precedenti, che abbiamo anche citato nell’incipit della recensione. Purtroppo il momento della scelta non si fa attendere, e proprio dopo il prologo il gioco ci chiederà con chi vogliamo affrontare per prima il nostro viaggio, Shallistera o Shallotte? In base a quale sceglieremo, avremo un percorso narrativo differente, in pratica due storie completamente diverse, specie nelle prime fasi di gioco, visto che solo dopo diverse ore ci riuniremo all’altra Shallie.
Anche nel fronte Gameplay vi sono delle succulenti novità, come d’altronde siamo abituati dalla serie Atelier. La storia del gioco è suddivisa in capitoli, i quali si completeranno portando a termine il giorno nel quale ci troviamo, e per farlo saremo obbligati a completare una serie di incarichi e battaglie secondarie. Parlando di tempo, abbiamo una nota positiva, qui non saremo pressati da quest’ultimo come siamo abituati, infatti non vi sarà alcun scorrere del tempo o giorno automatico, come avveniva ad esempio in Ayesha, dove compiere determinate cose comportava un consumo di tempo.

shalieLa mappa di Atelier Shallie non è molto vasta, specie se paragonate a quelle dei vecchi capitoli, in queste location, come di consueto, troveremo materiali utili al crafting, mostri pronti ad attaccarci e tesori che aspettano solo di essere aperti. Come siamo stati abituati dalla saga, il punto forte e principale è quello dell’alchimia, il quale ci permette di unire i materiali ottenuti per tramutarli in oggetti o equipaggiamenti a noi utili. Per creare un determinato oggetto avremo bisogno della relativa ricetta, la quale ci dirà che materiale usare e quanto usarne, inoltre ci sono delle varianti che faranno risultare l’oggetto qualitivamente superiore. L’alchimia ha un suo livello, e questo influirà sugli item da noi creati, quindi, più potenti saranno le nostre Shallie e più potenti saranno le rispettive creazioni. Possiamo dire che siamo rimasti veramente soddisfati dal sistema di crafting, anche perché mette in risalto la componente principale del gioco e impegna per diverse ore il giocatore alla ricerca di relativi materiali, per poi così ottenere il tanto agognato oggetto o equipaggiamento desiderato. Come avevamo già anticipato prima, durante l’esplorazione vi saranno tante creature ad ostacolare il nostro cammino, e saremo costretti ad affrontarle. Gli scontri si basano sulle componenti classiche ruolistiche giapponesi, con una barra a fianco che ricorda molto Final Fantasy X, rendendo il tutto molto più “Ruolistico”. In base alla scelta che faremo, cambierà la barra al nostro lato, indicando quali mutamenti nei ruoli successivi avverranno. I mostri non compariranno come evento casuale come avviene solitamente nei giochi dello stesso genere, ma li avremo ben visibili sullo schermo, e potremo aggirarli e colpirli per partire già avantaggiati durante la battaglia, avendo una percentuale carica della barra burst, la quale una volta piena ci permetterà di fare più danni e garantirci un attacco speciale durante alcuni turni.

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I compiti secondari e una melodia raffinata

Le nostre Shallie nel corso della storia avranno tantissimi incarichi da portare a termine insieme ad alcune sfide, le quali saranno disponibili nella funzione Life Tasks, in base alla quale aumenteremo la determinazione e la voglia della nostra eroina, motivandola nelle battaglie e durante il crafting.
Uno dei punti preferiti da noi, è sicuramente il comparto audio, visto che il gioco offre un’ottima colonna sonora, donando così una fantastica esperienza, per non parlare delle due delicatissime opening: un lavoro davvero impeccabile. Per quanto riguarda il doppiaggio, abbiamo avuto modo di provarli entrambi, rimanendo piacevolmente soddisfatti.

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Il dolore del lato tecnico…

Nonostante l’ottimo lavoro svolto nel gameplay, Atelier Shallie soffre di alcuni problemi noti già nei capitoli precedenti, specie nelle ambientazioni che risultano particolarmente spoglie in alcuni punti, accompagnate da texture veramente sfocate e poco dettagliate. Nel comparto grafico vanno sicuramente lodati i modelli poligonali dei personaggi, visto che sono veramente ben fatti e danno un senso di “originalità” che raramente si riesce ad avvertire in alcuni giochi.

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Commento Finale

Un detto diceva che tutte le cose belle sono destinate a finire, e quindi anche Atelier Shallie giunge al termine di questa recensione. Il gioco ci ha stupiti in positivo, specialmente per le vicende narrate per le due Shallie, e sa offrire diverse ore di divertimento, nelle quali saremo impegnati ad affrontare vari compiti, il tutto contornato da un gameplay semplice ma efficace, che offre un esperienza soft adatta a tutti i tipi di giocatori, vista la sua semplicità nei comandi. In conclusione, possiamo dire che questo capitolo ci è piaciuto molto, sentendoci in dovere di consigliarlo sia ai fan della serie Atelier, sia a chi è appassionato di giochi di ruolo giapponesi.


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