White Night – Recensione

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State guidando lungo una strada buia, e i fari sono l’unica cosa che vi permette di tagliare l’oscurità che vi si para davanti, quando improvvisamente una figura simile ad un fantasma si materializza davanti a voi. Frenate, sterzate, scontrandovi su di un albero. E’ black out! Una volta svegli vi ritroverete di fronte ad un palazzo abbandonato. Che fate? Entrate? Naturalmente si!

Titolo: White Night
Sviluppatore: OSome Studio
Publisher: Activision
Genere: Avventura
Piattaforma: Xbox One, PS4, PC
Giocatori: 1
Localizzazione: Sottotitolato in italiano

 

White Night opera prima dei francesi OSome Studio è interamente costruito intorno all’epoca della Grande depressione, negli anni trenta, e la sua vena noir, il suo stile bianco e nero e la voce fuori campo, centrano in pieno quello che è la natura horror di questo titolo. Un’avventura in terza persona, che vi vedrà “intrappolati” in una villa abbandonata, intenti a capire la storia di un famiglia in declino e di una figura che vi accompagnerà durante tutta l’avventura, Selena. White Night riesce a dare una nuova visione del genere survival horror, grazie al suo stile grafico e al sound design così ossessionante, mantenendo sempre costante la curiosità dei giocatori per il passato contorto del maniero.

Il design però non vuole solo essere a se stante, ma avere un ruolo fondamentale nella giocabilità del titolo. Tutto quello che ci servirà saranno dei semplici fiammiferi che ci permetteranno di illuminare gli indizi e i percorsi, per potersi muovere nella villa. Esplorare le stanze con così poca luce risulterà terrificante, soprattutto senza una mappa ad aiutare. Il contrasto dei piccoli punti luce con il peso schiacciante delle tenebre che vi circondano e agghiacciante, non ci sono mezze luci nel gioco, solo il bianco e il nero. Si vede o non si vede!

I luoghi di interesse e gli indizi sono registrati nel vostro giornale, il Boston Daily News, che delinea tutti gli eventi in ordine cronologico in modo che, anche se si smette di giocare per un po’, per poi riprendere in seguito, si potrà rileggere e ricordarsi ciò che è accaduto. Frammenti di diari, storie d’amore, articoli di giornali, tutto porta a costruire la trama del gioco, la storia di un serial killer. C’è così tanto da scoprire al di fuori della storia principale, quel tanto comunque per creare la giusta atmosfera.

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Il gioco utilizza una telecamera con angoli fissi a seconda di dove si è posizionati. Questo riesce a creare un senso di claustrofobia, soprattutto quando si cerca di sfuggire ai fantasmi, e delle volte risulta difficile capire dove ci si trova, un po’ per le inquadrature che per il contrasto tra il bianco e il nero. Fantasmi che potranno essere evitati facilmente e sconfitti grazie alla luce, ma attenzione, solo quella elettrica, ottenibile grazie a degli enigmi nei quali dovremmo ricollegare dei fusibili a degli interruttori. Tutto molto ripetitivo e frustante, se vogliamo, visto che delle volte dovremmo ripetere tutto questo svariate volte perché uccisi.

La qualità del sound design e della voce narrante (anche se in inglese) è esemplare, consentendo un’esperienza coinvolgente. I tuoni, l’accensione dei fiammiferi, i tacchi sul pavimento, tutto funziona perfettamente nel creare un’atmosfera terrificante come quella di una “vera” casa dei fantasmi. Una splendida colonna sonora completa la natura esplorativa, truce, malinconica e complottistica del gioco, immergendo il giocatore in un’avventura senza eguali.

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Commento finale

In conclusione White Night è un ottimo gioco, non privo di difetti, come ad esempio il sistema di controllo e le telecamere che entrano in conflitto decretando a volte la morte prematura del personaggio, forse anche la frustrazione nel ripetere svariate volte alcuni enigmi. Ma alla fine quello che premerà più il giocatore sarà la voglia di arrivare in fondo alla storia, quest’ultima costruita in maniera impeccabile da OSume Studio, che porta in un gioco un contesto storico non indifferente. OSome Studio che ricordiamo essere al loro primo sviluppo, hanno saputo convogliare una serie di elementi in un preannunciato cult del genere. Gli amanti dei giochi di avventura, come quelli dei survival horror, non possono fare altro che acquistare questo titolo.


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