The Order 1886 – Recensione


Annunciato in pompa magna come la nuova grande IP di Sony, dal momento in cui sono cominciati a circolare i primi video, le prime notizie e le prime anteprime delle testate giornalistiche, The Order 1886 ha instillato un leggero malcontento nell’intera comunità, insoddisfatta poiché ciò che era stato mostrato precedentemente al rilascio nei negozi (effettivamente poco) non faceva gridare al miracolo, differentemente da quanto fatto trapelare dagli sviluppatori di Ready At Dawn e dalla campagna marketing messa su da Sony Computer Entertainment… Precisando come il team americano, dopo diversi titoli su PSP e conversioni varie, si approccia proprio con The Order al primo progetto su larga scala.
A tutto ciò, si aggiunge la cattiveria gratuita ed ingiustificata di una comunità videoludica (composta da critica e giocatori, ricordiamolo) che seppur scottata a ragion veduta dall’ultimo 2014 privo di spunti interessanti (con qualche eccezione), si è accanita in modo ingiustificato e quasi deleterio nei confronti di questa nuova IP.
Eppure, eccolo qui. Il “Ryse” della PS4, come in molti lo hanno definito… Un titolo con l’obiettivo unico di mostrare quanto sia potente la console Sony, una sorta di “system justifier”.
The Order 1886 è solo una mera dimostrazione di tecnica, o sotto la grafica spacca mascella c’è qualcosa di più?

Titolo: The Order: 1886
Sviluppatore: Ready At Dawn
Publisher: Sony Computer Entertainment America
Genere: Sparatutto in terza persona
Piattaforma: PS4
Giocatori: 1
Localizzazione: Totalmente in italiano

Immaginereste una realtà in cui l’ordine dei cavalieri di Re Artù non sia mai stato sciolto? E nonostante tutto questo, le sue attività si siano perpetuate nel tempo elevando il suddetto ordine a carica quasi superiore a quella della stessa Regina d’Inghilterra? Ebbene, grazie a The Order 1886, potrete vivere questo spaccato diciamo “alternativo” di storia, con l’ordine dei cavalieri in piena attività, pronto a fronteggiare una rivolta nella location suggestiva della Londra Vittoriana, tra la selvaggia industrializzazione e lavoratori malpagati.
Ma qualcosa sta tornando a galla, a minacciare la già precaria situazione sociale sulle rive del Tamigi… Qualcosa che l’Ordine credeva di aver seppellito da secoli: l’avanzata di un’antica razza di lycan.
Ma qualcosa di ancor più misterioso si cela tra i vicoli della piovosa capitale britannica, intrecci, misteri e tradimenti da affrontare per la squadra di punta dell’Ordine composta dal protagonista Sir Galahad e dai fidi comprimari Sir Perceval, Lady Igraine ed il Marchese Lafayette, per un concept che non ha nulla da invidiare alle più blasonate opere cinematografiche.
Le premesse per un titolo dallo spessore narrativo elevato ci sono tutte: tra la Londra Vittoriana, i Lycan, Jack lo squartatore e l’Ordine dei cavalieri di Artù, di carne al fuoco ce n’è davvero tanta… Speriamo non sia bruciato tutto troppo in fretta, lasciando solo tanto fumo negli occhi.

Ciò che fin dal principio ha stupito tutti di The Order 1886, è stato il comparto tecnico. E possiamo confermarlo, l’opera di Ready At Dawn, agli occhi di tutti è il prodotto più bello e curato mai visto fino ad ora.
I modelli dei personaggi sono estremamente dettagliati (dalle movenze, fino alle impressionanti espressioni del viso), così come la realizzazione dei tessuti e dei fluidi, del sistema di illuminazione e le ambientazioni di gioco, curate in modo maniacale dal punto di vista tecnico ed artistico.
Il tutto senza alcuna sbavatura di sorta, gira fluidamente a 30 frame per secondo, senza neanche un minimo di aliasing, anche considerando la natura molto lineare del titolo. Il titolo offre anche scenari dall’ampio respiro, ma mai nulla che raggiunga livelli trascendentali, anzi. Molto spesso vicoli e corridoi la faranno da padrone, quasi come a non volersi sprecare troppo sul level design. Nulla di compromettente, ma sicuramente è stato più facile per gli sviluppatori concentrare tutte le proprie energie sulla realizzazione tecnica.

A proposito delle ambientazioni, oltre alla mera realizzazione tecnica (che abbiamo appurato essere eccelsa), queste brillano per direzione artistica. E come potrebbe non essere altrimenti, vista l’affascinante location ed il periodo ammaliante scelti per ambientare questa re-interpretazione storica delle vicende cavalleresche, a metà tra le atmosfere uggiose del pieno della Rivoluzione Industriale ed il fascino dell’architettura vittoriana, con una spruzzata di steampunk a contornare uno scenario meraviglioso.

Anche dal punto di vista sonoro il titolo è estremamente curato e dettagliato. Il doppiaggio in lingua originale è curatissimo ed interpretato in maniera magistrale, gli attori sono riusciti a conservare perfettamente il tipico accento della parlata britannica.
Lo stesso non si può dire del doppiaggio italiano, che seppure caratterizzato da una cura raramente riposta nei videogiochi, casca su alcuni piccoli dettagli. Ad esempio, il doppiatore di Sir Galahad ha un tono talvolta troppo scuro ed arrabbiato, e ciò salta facilmente all’orecchio quando siete immersi appieno nelle cutscenes. Eccellente l’accompagnamento sonoro, sia per quanto riguarda l’effettistica (armi da fuoco, rumori ambientali), sia per quanto riguarda la colonna sonora a cura di Jason Graves, già autore di molte soundtrack videoludiche (la saga di Dead Space, il reboot di Tomb Raider ed il recente Murdered: Soul Suspect).

In una delle prime dichiarazioni del team Ready At Dawn, emergeva come questo The Order: 1886 fosse un’esperienza cinematografica con elementi da sparatutto in terza persona.

Ebbene, non è il primo tentativo di esperienza cinematografica a cui assistiamo… La stessa Sony ha sotto la sua ala un team navigato nel genere, quei Quantic Dream che hanno dato vita ad esclusive di assoluto spessore come Heavy Rain e Beyond: Two Souls.
Il team dell’italianissimo Andrea Pessino ha seguito perlopiù la via della squadra transalpina di David Cage, confezionando un prodotto a metà tra un’esperienza videoludica ed un’opera su celluloide.
Eppure, nonostante le dichiarazioni iniziali, nelle scorse settimane, a causa di alcuni leak di gameplay che mostravano abbondanti cutscenes condite da Quick-time events, in molti sono rimasti sorpresi (per non dire sconcertati) dalla direzione intrapresa dal team… Al punto che lo stesso Andrea Pessino si è dovuto scusare tramite un tweet per non essere riuscito il team a comunicare la propria visione sul titolo.

Storia a parte, il gameplay di The Order: 1886 è, né più né meno che un mix di elementi cinematografici (cutscenes inframezzate da quick-time events) e meccaniche da third person shooter.
Le meccaniche da sparatutto sono estremamente classiche, in pieno stile Gears Of War, Uncharted e tutta quella schiera di titoli partoriti dopo l’avvento della “rivoluzione” di Resident Evil 4.
Inoltre, il ritmo delle sparatorie è sempre elevatissimo, capace di donare potenti strizze e scariche di adrenalina, specialmente se giocato in modalità difficile, senza l’ausilio della mira automatica.
Nelle fasi di shooting, fa un figurone l’arsenale a nostra disposizione. Questo sarà vario oltre ogni misura ed ogni arma ci donerà un feeling unico pad alla mano. Spazieremo dalle classiche pistole, a fucili d’assalto, a fucili a pompa, o armi più tecnologicamente avanzate come un fucile a termite (altamente infiammabile), un taser oppure un avveniristico fucile telescopico, gentilmente offerte nientepopodimeno che da Nikola Tesla.
E’ presente inoltre una sorta di bullet time, denominato Visione Oscura che permetterà a Sir Galahad di rallentare il tempo e poter eliminare i nemici con estrema facilità con la sua pistola… Revolver Ocelot docet.

L’IA si è rivelata tutt’altro che facilona, specialmente alle difficoltà più elevate. Certamente, alcune defaillances sono presenti, ma nulla che possa penalizzare il livello di sfida. I nemici attaccheranno sempre in gruppo e se dovessimo rimanere coperti da un riparo per troppo tempo, non disdegneranno lanci di granate o incursioni a spron battuto.

Qualche piacevole diversivo alle comuni fasi sparatutto, lo offrono le lotte con i lycan e le fasi stealth.
Se le prime richiedono prontezza di riflessi, le seconde richiedono un minimo di programmazione studiando il pattern dei nemici. Ciò che non abbiamo gradito durante le fasi stealth è stato l’immediato game-over nel momento in cui abbiamo fallito il qte dell’uccisione silenziata… Avremmo preferito una maggiore libertà d’azione nelle suddette fasi.

Ed ora il momento cruciale… Il fattore longevità. Come da dichiarazioni di Pessino, il titolo è in linea con la media odierna del genere. E non gli si può dare torto. Per completare il titolo, saranno necessarie dalle 6 alle 8 ore, in base a quanto tempo dedichiate all’esplorazione degli scenari o al livello di difficoltà.

Ora: la possiamo vedere in modi diversi, ma conveniamo tutti che la durata non è il fattore portante del titolo, considerando poi la scellerata scelta di non introdurre trofei legati al completamento della campagna a livelli di difficoltà più elevati, o ai risicati collezionabili sparsi per tutto il gioco.
Il titolo inoltre, non offre alcuna modalità online (e questo non deve essere per forza di cose un difetto), ma consci della durata non proprio lusinghiera e della ridicola gestione dei collezionabili, forse The Order avrebbe avuto un appeal maggiore se caratterizzato da un minimo di modalità multiplayer, viste anche le buone meccaniche messe in campo sul piano del gameplay.
Insomma, si ha come l’impressione che Ready At Dawn non si sia voluta sprecare più di tanto in questo campo… Oppure si tratta di un semplice errore di gioventù.

VERDETTO FINALE
L’abbiamo aspettato, l’abbiamo criticato e alla fine, rimane qualcosa in più oltre la grafica di questo The Order: 1886?
La verità è che dopo lo scorso anno horribilis videoludico, tutti ci aspettavamo un inizio 2015 con il botto. E The Order faceva parte di quei di titoli da mettere nella lista della spesa dell’anno appena nato.
Purtroppo, la comunità videoludica (critica e giocatori) è una brutta razza… Capace di esaltare o di affossare un prodotto con uno schiocco di dita (con un click di mouse, in questo caso). Dopo settimane di accanimento da parte di stampa (davvero fuori luogo il video di Eurogamer che consiglia 5 ragioni per non comprare il titolo in questione) e videogiocatori, lo stesso team ha dovuto ribadire come, effettivamente, si sia generato troppo odio ingiustificato sul neo nascituro di Ready At Dawn. Tra console war e fanboysmi, in molti avrebbero sperato che la nuova esclusiva Sony fosse un flop… E tornando al quesito iniziale di questo verdetto, la risposta è sì! Rimane ben più della grafica in questo The Order: 1886.
Rimane un titolo caratterizzato da un gameplay solido e da una realizzazione tecnica ed artistica impressionante… Rimane un ottimo inizio per una potenziale saga di successo. Perché, ricordiamolo, il primo lavoro su larga scala di Ready At Dawn, ci ha consegnato un universo potenzialmente immenso, capace davvero di poter segnare gli anni futuri.
Il punto a sfavore è: non tutti sono disposti a spendere una cifra considerevole per un titolo piuttosto scevro di contenuti. Ma resta la consapevolezza di essere difronte ad un “capitolo zero”, ad un qualcosa che negli anni a venire non potrà che far bene all’industria. Promosso.


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