Unmechanical: Extended – Recensione

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A 2 anni dal rilascio su PC, Unmechanical arriva finalmente anche su console grazie allo sviluppatore ceco Grip Games che, in collaborazione con Talawa Games e col publisher Teotl Studios, ha portato avanti lo sviluppo e l’evoluzione del particolare puzzle game a scorrimento laterale raggiungendo i lidi di PlayStation 3, PlayStation 4 e Xbox One appena una settimana fa, con una versione migliorata e comprensiva di un nuovo episodio (chiamato, per l’appunto, “Extended”). Merita di essere giocato? Scopriamolo assieme!

Titolo: Unmechanical: Extended
Sviluppatore: Grip Games/Talawa Games
Publisher: Teotl Studios
Piattaforme: PlayStation 3, PlayStation 4, Xbox One
Genere: Puzzle
Data di uscita: 10 – 11/02/2015
Distribuzione: solo digitale
Prezzo: € 9,99

Mai giudicare un libro dalla copertina!

Ammetto che, dopo aver visto quanto scarno e poco curato fosse il menù principale (peraltro solo in inglese), e dopo aver assistitito perplesso al filmato iniziale che senza spiegare un bel nulla e senza un briciolo di narrativa catapulta in pochi minuti il giocatore al centro dell’attenzione, ho temuto seriamente di ritrovarmi fra le mani una ciofeca e poco mi allettava l’idea di doverlo portare a termine e recensire. Come se ciò non bastasse, scoprire che tutti i tasti del pad ad eccezione del Triangolo (demandato alla richiesta di un aiuto per risolvere i puzzle) servissero per espletare la stessa identica azione, ovvero quella di afferrare gli oggetti, non ha fatto altro che avvalorare questa mia preoccupazione. Eppure Unmechanical: Extended non è banale come può sembrare, e avanzando nel gioco ha saputo farmi ricredere e regalarmi una discreta dose di soddisfazioni grazie ad una serie fattori che esaminerò nei paragrafi successivi.

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La dura vita di un robot

Come su scritto, il gameplay di Unmechanical è molto semplicistico e ruota tutto attorno alla capacità del nostro elicotterino robot di attirare a sé gli oggetti grazie ad uno speciale raggio posto nella sua parte inferiore: solo con questa comune azione dovremo risolvere i puzzle che man mano ci verranno proposti andando avanti nel titolo, una serie di enigmi davvero ben congegnati e variegati, in cui l’ottima gestione della fisica svolge un ruolo molto importante.
Non superiore a quello delle meningi dei giocatori, ovviamente, che più di una volta saranno spremute a dovere prima di realizzare come utilizzare a dovere gli oggetti a disposizione in base alle reazioni dell’ambiente circostante. Questo perchè per ognuno dei suddetti puzzle la soluzione è unica, e non vi è modo di passare oltre senza averla trovata.
Non pensate male, però, perchè in realtà la difficoltà degli enigmi è quasi sempre ben bilanciata e mai frustrante, e soltanto in una singola occasione ho patito una certa mancanza, forse eccessiva, di indicazioni.

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Tutto qui?

Purtroppo una nota dolente del gioco è la sua brevità: in circa 3 ore si può portare a termine l’avventura principale (o anche meno per i più arguti), con un tasso di rigiocabilità che rasenta lo zero. Piacevole almeno la presenza di un doppio finale, sia nel gioco base che nell’episodio Extended aggiunto appositamente per questa versione console e che, oltre a mantenere lo stesso livello qualitativo del gioco base, aggiunge quasi 1 ora di gameplay in più.
A livello narrativo gli sviluppatori hanno scelto di non raccontare in alcun modo la storia che ci vede protagonisti, e se prima ho già accennato al filmato iniziale povero e poco chiaro, andando avanti la situazione non migliora affatto e lo stesso finale, che pure vuole cercare di strappare qualche emozione al giocatore, non riesce a colpire a fondo. La scelta di lasciare tutto all’immaginazione e alla sensibilità di chi sta di fronte allo schermo si è rivelata, quindi, alquanto fallimentare: Unmechanical Extended semplicemente non fa abbastanza per colpire, e forse sarebbe stato meglio se non ci avesse nemmeno provato.

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Tecnica e sonoro

Un aspetto caratteristico di Unmechanical Extended è certamente il suo level design ispirato, dalle tonalità cupe e con delle scelte cromatiche eccellenti. Un lavoro inappuntabile e ricco di cura nei dettagli nelle sezioni relative agli enigmi, molto meno in quelle di transizione, in cui le textures appaiono più slavate e gli scenari sono anonimi e ripetitivi.
Dal punto di vista prettamente tecnico il lavoro è discreto: il frame rate è stato sempre stabile a parte in un’occasione, le textures e i modelli poligonali di personaggi e ambienti sono ben fatti (fatta eccezione per quanto già scritto sopra), ed in generale non stiamo parlando di nulla che sforzi particolarmente le piattaforme su cui gira.
Il sonoro, invece, presenta una serie di motivi piacevoli all’udito e perfettamente in sintonìa con il singolare stile artistico utilizzato per il gioco, sebbene dopo un po’ risultino un po’ monotoni, ed è abbastanza grave considerando che stiamo parlando di sole 3 ore di gioco.

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Conclusione

Unmechanical Extended è un gioco che mi sento di consigliare visto l’esiguo prezzo a cui viene proposto su PlayStation Store e Xbox Live Marketplace, un titolo non certo privo di difetti e davvero breve, ma con uno stile originale e delle meccaniche interessanti. Una piacevole esperienza, ed un’ottima occasione per sfruttare un po’ di materia grigia.


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