Saints Row IV Re-Elected – Recensione


Remastered gen è solo uno dei tanti nomignoli affibbiati alla nuova generazione di console dai videogiocatori… E tanti altri ne abbiamo sentiti fino ad ora. Ed i videogiocatori hanno tutte le motivazioni possibili ed immaginabili per mettere in campo tutto il loro sarcasmo.
Da Square-Enix a Capcom, da Naughty Dog a Rockstar Games, per finire con (ultima, ma non meno importante) Deep Silver.
Oggi prenderemo in considerazione proprio Deep Silver, che ha commissionato il lavoro di rifinitura a Volition Games del loro più grande brand mai realizzato: ovvero quel concentrato di pazzia e demenzialità di Saints Row.
Ebbene, neanche gli sbrilluccicanti e gelatinati Saints non hanno resistito al richiamo della nuova generazione di console per mettersi in mostra… Ed eccoli infatti tirati a lucido per l’occasione con tutte le espansioni ed i DLC (compreso il DLC stand-alone Gat Out Of Hell), seguendo quella che è ormai pare essere più una moda (e di certo non da tutti condivisa), più che una vera e propria “operazione rinascita” di un titolo.
Scopriamo assieme se vale la pena spegnere il cervello e dedicarsi alle pirotecniche avventure dei Saints, in salsa 1080p.

Titolo: Saints Row IV: Re-Elected
Sviluppatore: Volition Games
Publisher: Deep Silver
Genere: Action
Piattaforma: PS4, Xbox One
Giocatori: 1
Localizzazione: Inglese, sottotitolato in italiano


Saints Row è stato additato da molti come uno dei tanti “GTA-clones” venuti fuori sul mercato dopo l’esplosione del capostipite del genere free-roaming. Questo concetto era valido almeno per i primi due capitoli della saga… Dal terzo capitolo in poi, i ragazzi di Volition hanno compiuto l’ardua e coraggiosa scelta di donare un’identità propria al titolo, di dotarlo di una propria personalità. E vi possiamo confermare come questa sia forte e sopra le righe, di come non se ne vedono molte nel panorama dei videogiochi.
Atmosfere pulp, riferimenti a b-movie ed a classici intramontabili del cinema ed azioni oltre ogni barlume di plausibilità hanno fatto sì che Saints Row costruisse attorno a se una buona cerchia di fan, capaci di cogliere tutti i riferimenti di cui sono pregni i titoli Volition, ma anche di apprezzare lo stile estremo degli sviluppatori, poiché (giustamente) non a tutti è gradito.

Cinque anni dopo il terzo Saints Row, il leader dei Saints ha raggiunto l’apice, venendo eletto presidente degli Stati Uniti. Qualcosa però va storto… Gli alieni Zin rapiscono il neo-presidente, teletrasportandolo in una Steelport parallela (una sorta di città virtuale), dove il nostro “eroe” potrà combattere, accompagnato dai fedeli Kinzie e Keith, i perfidi alieni capeggiati da Zinyak.
E’ bene precisare come più che una vera e propria recensione, stiamo trattando un’analisi della qualità della conversione e degli effettivi miglioramenti apportati da Volition, in quanto l’impianto di gameplay è rimasto del tutto invariato.
I toni leggeri della sceneggiatura, influiscono sensibilmente anche sul gameplay che risulta semplice ma dannatamente efficace (come dimostra anche la mancanza di un minimo cover system durante le sparatorie).
Ciò che contraddistingue maggiormente questo quarto capitolo dal suo predecessore è l’introduzione dei poteri, tra cui la forza aumentata, superscatto e un super salto. Con queste abilità, anche le poco rifinite meccaniche di base risultano divertenti da usare.

Tutto in Saints Row IV è votato all’estremo, allo spasso, alla demenzialità e al divertimento più sfrenato in assoluto. E sempre avrete quella sensazione di non aver gettato via il vostro tempo in compagnia di questi pazzerelloni. Basti pensare ad una missione che parodia l’intera saga di Metal Gear Solid. E i fan del buon Kojima possono stare tranquilli, è un puro e semplice omaggio, di come ce ne sono infiniti in quest’opera.
Il copione è quanto di più eccessivo ci sia nel panorama videoludico, fatto di dialoghi divertenti, ricchi di doppi sensi, citazioni e tamarri, ma senza mai sconfinare nella volgarità, riuscendo in questo modo a tenere costantemente alto il concentrato di humor.
Se poi ci aggiungiamo attori del calibro di Nolan North e Terry Crews nel doppiaggio, allora il risultato è assicurato.
La versione “Re-elected” di questo Saints Row IV, offre una notevole mole di contenuti a nostra disposizione. La campagna principale può essere terminata tranquillamente in un lasso di tempo che varia dalle 8 alle 10 ore. Se poi ci perdiamo nei meandri delle missioni secondarie e nello sviluppo del personaggio, allora la durata raggiungerà molto facilmente le 20 ore.
Inoltre, questa Remaster contiene tutti i DLC rilasciati fino ad ora, tra cui: Enter The Dominatrix, How The Saints Save Christmas e il DLC stand-alone Gat Out Of Hell.
Ebbene, se i primi due contenuti riescono a contornare piacevolmente l’offerta di base di questo Re-elected, lo stesso non si può dire di Gat Out Of Hell, che pur risultando, come al solito, divertente e sopra le righe (per quanto possa essere divertente scorrazzare nell’inferno), a lungo andare risulterà monotono, annoiando facilmente il giocatore.
Nonostante tutto, il pacchetto di contenuti è decisamente ricco ed in grado di intrattenere per svariate ore.

Peccato che la cura riposta nei contenuti, non rispecchi la qualità effettiva di questa conversione.
Che Saints Row non abbia mai goduto di una qualità grafica rimarchevole, è ormai cosa nota… Forse questa conversione sarebbe potuta essere l’occasione giusta per riproporre in maniera più curata e dettagliata l’universo surreale creato da Volition.
Ebbene, il condizionale nella precedente asserzione era d’obbligo, e purtroppo per noi, rimarrà un’illusione poter ammirare un titolo con un comparto tecnico apprezzabile.
Oltre alla risoluzione portata a 1080p, un miglioramento della linea d’orizzonte ed un’eliminazione parziale dell’aliasing non ci sono ulteriori upgrade portati da questa rimasterizzazione in full-hd.
Per il resto, il comparto tecnico si presenta identico a quello della versione old-gen, che, come ricordiamo, già allora non brillava per realizzazione, figuriamoci adesso se trasposto nella nuova generazione di console.
Tra textures poco rifinite, modelli spigolosi dei personaggi, un vistoso pop-up ed effetti particellari tutt’altro che dettagliati, non riusciamo a capire il motivo del lock dei fotogrammi a 30fps, anzi, in alcuni casi abbiamo assistito addirittura a cali inspiegabili.
VERDETTO FINALE
Di remastered, porting dalla passata generazione e quant’altro, davvero non ne possiamo più. Sembra come se le software house stiano cercando di monetizzare il più possibile senza il minimo sforzo, ma se queste riedizioni continuano a venir fuori come funghi, che forse sia arrivata l’ora per noi videogiocatori di porci qualche domanda?
Non stiamo certo condannando il lavoro di Volition, poiché i developer americani hanno semplicemente cavalcato l’onda delle major di riproporre rimasterizzazioni (alcune molto valide, per carità) di titoli usciti in precedenza.
Tuttavia, il demerito di Volition è stato quello di consegnarci un prodotto non all’altezza delle attuali produzioni, oppure che mostri un impegno tale da giustificare un oneroso esborso da parte del consumatore.
Nonostante tutto, rimane un titolo fortemente consigliato per coloro i quali non abbiano mai avuto l’occasione di provare uno dei free-roaming più pirotecnici e divertenti prodotti nella scorsa generazione, pur mettendo in chiaro che tecnicamente non abbiamo a che fare con un capolavoro.


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