La Terra di Mezzo: L’Ombra di Mordor – Signore Della Caccia – Recensione

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La Terra di Mezzo: l’Ombra di Mordor è stato senza dubbio una delle rivelazioni più belle dell’anno appena trascorso. La produzione di Monolith Soft è riuscita a stupire critica e utenza grazie ad un gameplay solido e ben amalgamato che, pur attingendo a piene mani da titoli blasonati come i Batman di Rocksteady e la saga degli Assassini di Ubisoft, ha saputo affermare una propria identità autonoma, con tante chicche per i fan dell’universo creato dal genio di Tolkien, ma pienamente godibile anche da chi non ne ha mai letto i libri né ha mai avuto modo di visionare le trasposizioni cinematografiche de “Il Signore degli Anelli” e “Lo Hobbit”.
Warner Bros avrà quindi pensato che in tanti non attendevano altro che una valida scusa per tornare a guidare Talion nelle sue avventure in giro per la Terra di Mezzo, ed ecco quindi rilasciato il primo di una serie di tre contenuti scaricabili previsti per il gioco nel corso di questo 2015: Signore della Caccia. Ne varrà la pena? Scopriamolo assieme!

Piattaforme: PlayStation 3, PlayStation 4, Xbox 360, Xbox One, PC
Formato: digitale
Prezzo: € 9, 99
Data di rilascio: 16/12/2014

La prima cosa che salta all’occhio nell’avviare il gioco per immergersi in questo DLC è che, per qualche strano motivo, non si tratta di un contenuto che va ad integrare la Campagna principale ma, bensì, ve lo ritroverete in una sezione apposita nel menù principale da cui poterlo selezionare. Oltretutto i progressi fatti nel gioco non verranno presi in considerazione: che lo avviate prima di iniziare la Storia o dopo averci giocato 100 ore non cambierà assolutamente nulla, e il vostro protagonista avrà delle statistiche standard decise dagli sviluppatori. Non un’espansione quindi, quanto più una breve esperienza a se stante. Un brutto inizio, non c’è che dire.

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Ma non lasciamoci abbattere dalle prime impressioni, e scandagliamo il succo di questo DLC: ci ritroveremo sempre alla guida di Talion, ovviamente, affiancati dal già noto cacciatore nano Torvin e impegnati a fronteggiare una nuova minaccia per la Terra di Mezzo costituita da cinque comandanti Uruk che sono riusciti a dominare le bestie che la popolano. Nostro compito sarà ovviamente quello di trovarli ed eliminarli, in una serie di sequenze fin troppo guidate a discapito dell’ampia libertà concessa nel gioco base, con una ripetitività di fondo stucchevole, che riesce nell’ardua impresa di rovinare quanto di buono creato col titolo originariamente uscito ad Ottobre. Cinque comandanti da sconfiggere in modo sempre uguale, guidati come dei bambini e con un tasso di difficoltà ai minimi storici a causa di un personaggio principale troppo superiore alle creature che deve sconfiggere. A ciò aggiungiamoci che una volta eliminati gli obiettivi (che verranno prontamente indicati sulla mappa, non sia mai dovessimo impegnarci!) questi ultimi verranno sostituiti da Uruk “normali” senza selvaggina al proprio servizio e, perciò, ancora più deboli.

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Unica nota positiva è quanto avviene con i Ghùl, i quali possono essere evocati da Talion in qualsiasi momenti lanciando delle frecce verso i loro nidi, e a quali lo stesso protagonista può controllare le menti sfruttandoli come una sorte di esercito personale. Peccato, però, che anche in questo caso Signore della Caccia si accontenti di farci provare questa cosa per un paio di missioni salvo poi virare su altro. Certamente ciò non basta a giustificare i € 9,99 richiesti per l’acquisto di un DLC davvero deludente sotto tutti i punti di vista, che si può portare a termine in un paio di (noiose) ore e che, oltre a quanto sopra descritte, aggiunge soltanto un’altra skin per Talion e una modalità chiamata “Prova della Natura” che sarà una specie di modalità Orda in cui bisogna eliminare quanti più nemici nel minor tempo possibile.

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In sintesi Signore della Caccia è uno dei migliori esempi di come NON si deve sviluppare un DLC e, forse, soffre anche la qualità eccelsa del gioco base che mette ancora più in ombra questo goffo tentativo di monetizzare sul successo di un gioco col minimo sforzo creativo. Pur non essendo pessimo, è lungi dall’avere un qualsivoglia spunto che ne giustifichi l’acquisto. A maggior ragione visto l’esorbitante prezzo proposto.


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