Ed Sheeran in concerto – Forum di Assago

Musica

Dopo il successo di qualche mese fa all’Alcatraz, il 27 gennaio Ed Sheeran è tornato a Milano, questa volta per esibirsi di fronte al pubblico del Forum di Assago, completamente sold-out da mesi.

Ed-AssagoF

Il poliedrico cantautore inglese ha ripercorso i suoi album, da The A Team, la sua prima hit agli ultimi successi estratti dall’album X, come Sing o Thinking out loud.

L’apertura della serata è riservata a Ryan Keen, giovane cantautore britannico che ha presentato alcuni brani del suo primo promettente album Room for light.

Alle 21.00, puntualissimo come sempre, ha calcato il palco, privo di qualsiasi introduzione, fumo di scena o gioco di luci: ha imbracciato la sua chitarra e ha guadagnato il centro del palco con la semplicità e l’essenzialità che ormai lo contraddistinguono fin dagli inizi.

La sua energia è travolgente, la sua padronanza del palco lascia interdetti e finisce irrimediabilmente per conquistare anche i detrattori, la sua voce è ormai una garanzia ed è più che evidente mentre si destreggia tra i brani più melodici come Thinking out loud e quelli più ritmati come Don’t, stregando il pubblico solo grazie alla sua chitarra e alla sua presenza scenica.

Sebbene questa volta la venue sia molto più capiente, infatti, Ed mantiene l’elemento che più lo contraddistingue: l’essere un cantautore che affronta il palco da solo con il suo strumento e il suo loop pedal, rinunciando coraggiosamente all’appoggio di una band.

Nonostante questo anche la scenografia viene mantenuta minimal e non prende mai il sopravvento, l’elemento visivo resta semplice, composto solo da qualche video di sfondo e qualche gioco di luce e di colore, più marcato su alcuni brani e assolutamente marginale su molti altri.

Una delle caratteristiche che sono più evidenti guardando il “ginger prince” (come è stato soprannominato per via dei suoi capelli rossi) mentre si esibisce è la sincerità dei suoi brani: la sua vita traspare da ogni verso e riverbera chiaramente dalla sua voce, dalle sue interpretazioni, dall’attenzione che dedica ai testi e dalle sue performance “pulite”, proprio per lasciare più spazio possibile ai brani e non rischiare di soffocarli con elementi che risulterebbero accessori.

Tripudio del pubblico sulle note iniziali di I see fire, brano che Sheeran ha composto per la colonna sonora del secondo capitolo della saga The Hobbit, brano dall’ampio respiro musicale, dall’incedere epico e trionfale e dal testo linare ma assolutamente evocativo.

Il concerto mette in assoluta evidenza la poliedricità di Ed, che spazia senza difficoltà tra i generi più diversi mantenendo sempre credibilità e perfetto controllo della situazione, destreggiandosi perfettamente tra influenze prettamente pop e influenze provenienti dal filone hip-hop e rap.

Come al solito catartica la performance di You need me, I don’t need you, brano che proprio nel live dimostra la propria forza e consente a Sheeran di usare appieno vitalità e flow, dimostrare la sua scrittura tagliente, e l’impressionante abilità di performer, che intrattiene la folla con innata facilità, rimanendo sempre a suo agio, scherzando e interagendo molto col suo pubblico.

Unico neo della serata riguarda la durata del concerto, non particolarmente generoso sebbene sicuramente molto intenso, durante cui Sheeran non ha mai fatto pause, esibendosi senza risparmiarsi e senza quasi riprendere fiato.

Ed Sheeran tornerà in Italia durante il Festival di Sanremo, di cui sarà ospite nel corso della serata conclusiva della kermesse.

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