Unbroken – Recensione

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Louis Zamperini è un promettente atleta americano, figlio di immigrati italiani. Dopo una sfolgorante prestazione alle Olimpiadi di Berlino del 1936, Louis è però costretto a prendere parte alle ostilità del secondo conflitto mondiale come aviatore. Durante una missione di salvataggio, il suo aereo precipita in mare in seguito ad un’avaria; seguiranno 47 giorni di resistenza in mezzo all’oceano insieme ad altri due compagni, in una lotta per la sopravvivenza fatta di resistenza e coraggio.

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La vita di Louis Zamperini è forse una delle testimonianze più straordinarie dell’indomito spirito di sopravvivenza dell’essere umano. Angelina Jolie, alla sua terza esperienza alla regia, raccoglie il clamore mediatico della recente scomparsa dell’eroe italo-americano per trasporre sul grande schermo la sua storia e le sue avventure. Unbroken infatti non è altro che un vivido racconto delle tre più intense fasi della vita di Louis, tra sport, naufragio e prigionia giapponese.

La pellicola vive inevitabilmente di una tripla fase episodica. Le “forrestgumpiane” sgroppate per i campi di Torrance scandiscono il ritmo del progressivo emergere della sua predisposizione per l’atletica leggera. E’ sicuramente un passaggio emozionante ed avvincente, benché la pellicola trovi il suo culmine nella seconda fase, quella del naufragio, dalla quale emerge un’analisi più profonda del personaggio in un connubio di sofferenza e coraggio, con il giusto pizzico di ironia e inverosimiglianza in alcune scene che allentano la tensione e donano un carattere di umanità alla vicenda. La terza fase è un’inevitabile sezione autoconclusiva, per narrare le atroci sofferenze di una guerra vista da una prospettiva ben diversa da quella a cui siamo abituati, e per permettere al film di scivolare dolcemente verso l’elogio finale ad una leggenda ed icona della storia americana.

Unbroken ha indubbiamente momenti alti ed intensi, picchi di tensione che regalano allo spettatore scene epiche e memorabili, accompagnate da un sonoro fantastico che è valso alla pellicola ben due candidature agli Oscar 2015 (Best Sound Editing, Best Sound Mixing), ma scade talvolta in segmenti fini a se stessi, con torture che enfatizzano in modo inadeguato e assolutamente non necessario la sofferenza già conclamata del protagonista. A fare da collante è una fotografia che regala scorci meravigliosi (Roger Deakins si è meritato una candidatura agli Oscar per questo), ed un adattamento dei fratelli Coen che ha dato una grossa mano alla Jolie in un lavoro probabilmente più grande di lei nella gestione dei molteplici risvolti dell’opera.

Sostanzialmente siamo di fronte ad un film profondo e coinvolgente, capace di catturare lo spettatore e di fargli vivere la sconcertante esperienza di Louis Zamperini grazie ad una convincente interpretazione di Jack O’Connell, e benché la pellicola smarrisca talvolta il suo lineare sentiero, ci troviamo comunque di fronte ad una decisa rappresentazione dell’eroismo; un eroismo silenzioso fatto di tenacia e fede, orgoglio non solo degli Stati Uniti d’America ma anche, in piccola parte, del nostro Paese, che si risolve in un finale riflessivo e toccante permeato sì dal perdono, ma anche da un odio insanabile.

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=lrFDwHkvgZ0]

Scheda film

Titolo: Unbroken
Regia: Angelina Jolie
Sceneggiatura: Laura Hillenbrand, Joel e Ethan Coen
Cast : Jack O’Connell, Domhnall Gleeson, Garrett Hedlund, Jai Courtney, Luke Treadaway, Vincenzo Amato, Miyavi
Genere: Drammatico
Durata:  137′
Produzione: Universal Pictures, Legendary Pictures
Distribuzione: Universal Pictures Italia
Nazione: USA
Uscita: 29/1/15

Critico cinematografico, giurista e speaker.
Classe ’94, nato insieme a Dookie, Forrest Gump, Pulp Fiction e Le Ali della Libertà, ma con il cuore a Juno.

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