Lunchbox – Recensione
Scritto da il 28 nov 2013

L’amore ai tempi del lunchbox. Ovvero, può un contenitore di alimenti divenire il tramite di una relazione epistolare tra due sconosciuti che scoprono, pasto dopo pasto, di aver bisogno l’uno dell’altra? La risposta è sì, ed è contenuta in questa meravigliosa opera prima, scritta e diretta dal giovane regista Rites Batra, vincitrice del premio del pubblico alla settimana della critica del festival di Cannes 2013.

Ogni giorno al centro di Mumbai, la città più popolosa dell’India, da oltre cento anni si realizza un piccolo miracolo organizzativo. I “dabbawallahs” (letteralmente trasportatori di gavetta) consegnano a migliaia di impiegati (con i più svariati mezzi) il pranzo caldo proveniente direttamente dai fornelli delle proprie abitazioni di periferia. L’università di Harvard ha testato l’efficienza del sistema, evidenziando che viene commesso mediamente un solo errore di recapito ogni milione di consegne. Uno su un milione, questa è la probabilità che il pranzo amorevolmente preparato per il marito dalla triste casalinga Ila (Nimrat Kaur) finisca, invece, sulla scrivania di Saajan (Irrfan Khan), un modesto contabile, vedovo e prossimo alla pensione, alle prese con il tirocinio aziendale del giovane e intraprendente Shaikh (Nawazuddin Siddiqui). Questa casualità sarà solo l’inizio di una lunga serie di avvenimenti attraverso cui le vite di Ila e Shaajan si avvicineranno in maniera irreversibile. Nonostante la differenza di età i due si scopriranno innamorati, perché “Qualche volta il treno sbagliato – come ama dire la fittizia mamma di Shaikh in uno dei dialoghi più riusciti - ti porta alla stazione giusta

Lontana dal film di genere indiano – stile bollywood musical per intenderci – l’opera di Rites Batra si srotola lentamente, come un tappeto pieno di colori, lungo la frenetica vita quotidiana di Mumbai, ritagliando un’oasi di umanità in un contesto di indifferenza e di anime accalcate che sembra poter accantonare tutto e tutti. Ecco allora che si fa strada la magia del destino e ogni cosa diviene possibile. Ciò che sembra superato ritorna di attualità nella vita dei due protagonisti: i bigliettini scritti a mano al posto degli sms e delle mail, i telefilm di tanto tempo fa, quelli registrati nelle videocassette VHS e quel inevitabile desiderio di felicità di cui, anche volendo, nessuno può realmente fare a meno.

Nota di merito per gli attori, in particolare per Irrfan Khan. Già noto al grande pubblico per le sue interpretazioni in numerosi colossal, tra cui The Millionaire, The Amazing Spider Man e Vita di Pi, incarna in maniera deliziosa il ruolo del non più giovane impiegato indiano, adattando al suo viso un’espressione indolente e vissuta, apparentemente impermeabile alle emozioni. Il suo Saajan inforca occhiali da presbite e con gli occhi, prima che con la bocca, degusta il pasto di Ila, insieme ai suoi bigliettini confidenziali.

Lunchbox è molto di più che una semplice commedia romantica e merita i riconoscimenti e il successo ottenuti in giro per il mondo. La pellicola profuma di vita e di spezie. Scorre leggera sulla pelle dello spettatore fino all’ultima scena, portando con se quel tanto di etnico e quel tanto di intimamente universale che l’esistenza ci propone.

Scheda film

Titolo: Lunchbox
Regia: Ritesh Batra
Cast: Irrfan Khan, Nimrat Kaur, Nawazuddin Siddiqui, Denzil Smith, Bharati Achrekar, Nakul Vaid, Yashvi Puneet Nagar, Lillete Dibey
Genere: drammatico
Durata: 105’
Produzione: Sikhya Entertainment, Dar Motion Pictures, NFDC, Roh Films, ASAP Films, Cine Mosaic
Distribuzione: Academy 2
Nazione: India
Uscita: 28/11/2013.

avatar Cristiano "Zapping" Francolini
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8.0
voto

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