Fuga da Deponia – Recensione
Scritto da il 23 set 2013

Fuga da Deponia - copertina

SCHEDA DI GIOCO

Titolo: Fuga da Deponia
Data di uscita: 27 settembre 2012
Sviluppatore: Daedalic Entertainment
Publisher: FX Interactive
Numero di giocatori: 1
Piattaforme: PC, MAC
Localizzazione: completamente in italiano

PREMESSA

Sono passati molti anni dalle intramontabili avventure grafiche che, specialmente negli anni ’90, furono capaci di intrattenere ed ottenere ampio consenso all’interno della comunità videoludica, in particolare quelle targate LucasArts, che risultano essere le migliori esponenti di questo genere.
Purtroppo, nell’ultimo decennio, a poco a poco le avventure grafiche sono diventate un genere raro, con pochi esponenti di spicco, tra cui qualche indie di successo come Machinarium o con qualche produzione di discreta fattura come la trilogia di Runaway.
Daedalic Entertainment, software house tedesca da sempre operante in questo genere, propone Fuga da Deponia, nuova avventura umoristica dal taglio fumettistico, nonché primo capitolo di una trilogia, ambientata in un enorme pianeta-discarica chiamato Deponia e avente come protagonista Rufus, un ragazzo egocentrico e scansafatiche con il sogno di lasciarsi tutto alle spalle e raggiungere Elysium, un luogo sopraelevato e lussureggiante in cui vive l’élite, per ottenere fama e successo.

Fuga da Deponia - Rufus

TRAMA

Deponia non è altro che un pianeta costruito su un’unica ed enorme discarica a cielo aperto, che si estende sino all’orizzonte tra montagne di spazzatura. In mezzo a tutta questa sporcizia, sono sorte alcune cittadine, erette sopra tonnellate di rifiuti ed animate da comunità di eclettici individui, che cercano di vivere una vita normale e serena all’interno di un ambiente inusuale.
Contro questo pensiero generale rema Rufus, giovane presuntuoso e lavativo che ripudia Deponia e che desidera ardentemente abbandonare la sua realtà per esplorare luoghi più evocativi, che siano in grado di valorizzarlo.  Mosso da questa ambizione, è deciso a tutti i costi di raggiungere Elysium, un luogo utopico ed inaccessibile in cui vivono le persone che contano. Questa sua ossessione lo porterà ad elaborare assurdi e strampalati piani di fuga, tant’è da guadagnarsi l’appellativo di piantagrane dalla comunità, che lo guardano con scetticismo e lo giudicano come uno sbandato e un fallito, cosa condivisa anche dal suo pungente amico Wenzel e dalla sua irascibile ex-ragazza Toni che, con rammarico, si trova a condividere la sua casa con lui.
Contro ogni previsione, l’ennesimo sconclusionato piano di fuga non si rivela essere un completo fallimento come sempre, concludendosi con un incontro fortuito con Goal (Gal nella versione italiana), una abitante di Elysium. Ciò innesterà una serie di eventi che porteranno Rufus a scoprire un oscuro complotto e spetterà a lui intervenire affinché ciò non si compia.

Deponia_01

Seppur non abbia un plot narrativo particolarmente ispirato o di spessore, l’idea di base non è affatto negativa, ma non è stata dovutamente sfruttata e sviluppata per i seguenti motivi:

  • tanti comprimari sulla carta interessanti, ma nella pratica difficilmente memorabili a causa di brevi apparizioni solamente funzionali al proseguimento del gioco;
  • dialoghi a volte superficiali e prolissi, eccessivamente incentrati sulle motivazioni egoistiche e sull’arroganza di Rufus, cosa che non lo rende sempre apprezzabile;
  • una evoluzione a tratti prevedibile e banale, che non sempre riesce a destare un interesse continuo nel giocatore;

Fortunatamente, l’umorismo proposto risulta essere più che sufficientemente all’altezza, con battute e una ironia capaci di strappare qualche risata, e Rufus, nonostante tutto, è il personaggio azzeccato per muoversi in un mondo come quello di Deponia, che ricorda vagamente Guybrush Threepwood in fatto di parlantina ed impulsività, anche se, qualitativamente parlando, un abisso li separa.

GAMEPLAY

Il gameplay ricalca pienamente quello dei più tradizionali punta e clicca, con il principale utilizzo del mouse con qualche eventuale ed occasionale contributo della tastiera, con una discreta interazione con l’ambiente circostante e con un inventario molto spazioso, anche se durante l’avventura non si arriverà mai ad avere accesso ad un numero abnorme di oggetti.
Decisamente vari ed appaganti i puzzle ed enigmi proposti, alcuni molto accessibili ed intuitivi, soprattutto ad inizio gioco, altri che richiedono soluzioni più elaborate e talvolta persino illogiche, cosa dovuta alla mole di luoghi ed oggetti stravaganti a cui si potrà accedere in uno stesso arco di avventura. Da notare anche che, in alcune situazione, vi è la possibilità di dedicarsi a più compiti contemporaneamente, smontando una linearità che avrebbe potuto penalizzare il titolo. Ad affiancare il susseguirsi di enigmi, vi sono alcuni mini-giochi di natura logica, in cui occorrerà mettere mani ad un dispositivo per regolarlo o altro.

Fuga da Deponia - gameplay
Complessivamente, il livello di difficoltà è adeguato, crescendo progressivamente man mano che si avanza nel gioco, attestandosi su un livello medio ed abbastanza appagante, senza mai cadere nel banale.
Sono previsti alcuni meccanismi per venire incontro ai meno esperti, come un brevissimo tutorial, un tasto per evidenziare gli hot spot, comunque già ben visibili, e un tasto per saltare completamente i mini-giochi proposti.

ATMOSFERA

Punta di diamante della produzione di Daedalic Entertainment risulta essere l’ambientazione azzeccata e curata, animata dal motore grafico Visionaire, che permette la creazione di ambienti in 2.5D in uno stile cartoon che ricorda molto The Curse of Monkey Island, il tutto avviluppato da vivaci colorazione e da sfondi disegnati a mano ispirati e di qualità, che riflettono in maniera molto riuscita ogni luogo e situazione del mondo di Deponia. Funzionano a dovere anche la serie di filmati che fungono da intermezzo per passare a una nuova parte della storia, in particolare le introduzioni cantate in pieno stile folk ad opera di una sorta di menestrello.
Benché i tanti personaggi non siano caratterialmente speciali, non si può dire lo stesso del loro aspetto esteriore, decisamente curato e peculiare per ciascun individuo incontrato e perfettamente in sintonia con il contesto di gioco.
Diversamente, non riescono a convincere le animazioni, in particolare quelle dei personaggi secondari, denotando una certa staticità nelle espressioni e legnosità nelle animazioni.

Deponia4
L’apparato sonoro risulta essere po’ spoglio ma funzionante, con soundtrack dal ritmo vagamente underground e rap che si sposano a dovere con l’intera ambientazione e con effetti audio nella norma.
Dialoghi e testi sono stati oggetti di una traduzione curata da FX Interactive, proponendo un doppiaggio italiano completo di discreta fattura, con parti ben recitate e voci complessivamente azzeccate, che non hanno nulla da invidiare a quello inglese.
Si registrano occasionali bug, come qualche dialogo a video non pervenuto o non doppiato del tutto oppure qualche sincronizzazione non proprio perfetta tra labiale e voce, ma si tratta di elementi del tutto passabili.

NOTA BENE: soltanto la versione retail contempla la versione in italiano di default mentre Steam e altre piattaforme di digital delivery prevedono soltanto l’inglese. Tuttavia, esiste un modo per tradurre le varie voci e i dialoghi anche in questo caso, attenendosi a questa procedura.

VERDETTO FINALE

Fuga da Deponia si presenta come una piacevole e discreta avventura grafica, capace di offrire una decina di ore in compagnia di un personaggio ed un mondo di gioco a tratti bizzarro, surreale e demenziale, in grado di catturare l’attenzione, specialmente grazie ad un look visivamente gradevole e ad un corretto e vasto assortimento di enigmi, che non mancheranno di farsi apprezzare.
Tuttavia, a rendere completa l’equazione, mancano una serie di elementi importanti, in primis personaggi maggiormente delineati e marcati, una trama con più pathos ed in grado di proporre situazioni più peculiari e memorabili e un umorismo più arguto, capace di osare di più.
Un inizio di trilogia non proprio esaltante, ma potenzialmente vincente, soprattutto se si vanno ad intensificare gli aspetti sopracitati.

avatar Marco “Protoss” Trapani
Articoli scritti (39)
Leggi tutti gli articoli
7.2
voto

Altri articoli


Recensione - Botanicula
Elysium: data di uscita, trailer e locandina
Elysium: poster ufficiale italiano trailer e foto del film
Caos a Deponia - Recensione
Le origini di Secret Files: Sam Peters - Il Fumetto
Intervista a Trent Opaloch: "Captain America? Lo abbiamo reso reale"

Commenti